Sicurezza
Via solo ai lavori per il Porta Elisa
Ilaria Bonuccelli
La possibilità più interessante è quella di costruire il nuovo stadio a San Donato. Quella, però, che il Comune prenderà in considerazione è il recupero del vecchio stadio Porta Elisa. Alla soglia del consiglio comunale, è questa in sostanza, la posizione dell'amministrazione
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LUCCA. La possibilità più interessante è quella di costruire il nuovo stadio a San Donato. Quella, però, che il Comune prenderà in considerazione è il recupero del vecchio stadio Porta Elisa. Alla soglia del consiglio comunale, è questa in sostanza, la posizione dell'amministrazione. Che precisa anche altri due punti: non ci sarà alcun sostegno economico alla squadra per non gravare sul «magro bilancio comunale»; sarà rimandato il ragionamento sugli interventi a San Donato - anche solo per un centro polisportivo, con alberghi, ristoranti, luoghi di intrattenimento per famiglie e centro fitness - alla revisione del piano strutturale. Quando potrebbe essere presa anche in considerazione Antraccoli come possibile sede della Cittadella sportiva.
In parole povere, il consiglio comunale di oggi - a meno che la maggioranza (e An) non si spacchi - non prenderà la decisione netta richiesta da Giuliano Giuliani, patron della Lucchese, per non abbandonare la squadra: non darà il via al progetto di recupero del Porta Elisa con contorno di operazione immobiliare a San Donato; né approverà il progetto di costruire stadio e cittadella dello Sport (negozi inclusi) a San Donato. L'ordine del giorno che il consiglio comunale dovrebbe approvare, su proposta della maggioranza, prevede solo i lavori al Porta Elisa, con possibilità di parcheggio interrato e qualche negozio e la promessa di definire, da un punto di vista urbanistico, eventuali varianti necessarie a questi interventi fra il 30 settembre e il 30 ottobre. Con possibilità di rilascio della concessione edilizia verso febbraio.
CONTRIBUTI Dal punto di vista del sostegno alla squadra, la giunta «ritiene preferibile non aprire la via dell'intervento pubblico attraverso un contributo che non sarebbe sufficiente in modo strutturale il problema, trattandosi solo di un intervento una tantum che potrebbe assumere carattere continuativo e graverebbe impropriamente sulla gestione ordinaria del Comune, sottraendo risorse alle attività fondamentali dell'ente, già oggi costrette a un continuo ridimensionamento a causa dell'andamento generale della finanza locale».
Niente contributo, dunque, neppure tramite affidamento della gestione di parcheggio o assegnazioni di spazi pubblicitari «perché tali servizi di regola sottraggono entrate al bilancio comunale e sono, quindi, equivalenti all'elargizione di contributi pubblici».
SAN DONATO Per la giunta la realizzazione della Cittadella dello Sport a San Donato, a costo zero per le casse pubbliche e a ridosso dell'autostrada, «è indiscutibilmente la più interessante e auspicabile». Oltretutto il Comune non avrebbe neppure l'obbligo di esproprio dei terreni, visto che la maggior parte dell'area è già di proprietà della Società di Sviluppo sportivo, srl riconducibile a Giuliani e soci.
Anche il cambio di destinazione d'uso potrebbe essere risolto con un'operazione di urbanistica contrattata condotta secondo il principio dell'interesse pubblico, tuttavia - fa presente la giunta - «la scelta di San Donato non può essere avulsa da un'attenta e ponderata valutazione nell'insieme del quadro urbanistico e dell'intero comprensorio, con l'evidente necessità di pareri degli enti cointeressati al nuovo piano strutturale. Una decisione del genere, perciò, non può essere assunta con precipitazione, senza seguire i percorsi e i tempi che leggi e consuetudini impongono per scelte di ampio respiro».
Ecco quindi, che la giunta vuole valutare questa soluzione di San Donato (o l'alternativa di Antraccoli) nell'insieme del nuovo piano strutturale; vuole definire meglio gli interessi pubblici di questa operazione e reclama un progetto planivolumetrico chiaro dell'intervento: quanto, come e cosa si costruisce.
PORTA ELISA L'ipotesi scelta dal Comune sembra essere quella di adeguare il Porta Elisa potenziando anche gli impianti sussidiari dell'Acquedotto, ma senza interventi immobiliari a San Donato. «Questa ipotesi - ammette la giunta - ha il difetto di consolidare l'ubicazione dello stadio in un'area urbana, ai margini del centro storico e di mantenere, quindi, tutti gli attuali problemi di congestionamento. Ha, però, il pregio di essere facilmente realizzato, per problemi urbanistici assai minori. Inoltre, è un progetto che tiene conto che il recupero dello stadio esistente è preferito, al momento attuale, dai professionisti incaricati di rivedere il piano strutturale e il regolamento urbanistico». In più - insiste la giunta - l'ipotesi «tiene conto del fatto che il Porta Elisa, per i suoi valori storici e architettonici, non potrà mai essere demolito integralmente e che, quindi, dovrà sempre mantenere il carattere di impianto sportivo. In questo caso, l'importante è che l'intervento edilizio sia di qualità architettonica eccelsa. Anche eventuali variazioni urbanistiche (per i negozi o il parcheggio) appaiono compatibili con l'attuale piano strutturale». Infine, l'intervento sull'impianto sportivo dell'Acquedotto «salvo il benestare dell'Autorità di bacino, pare accettabile».
BOLLETTE Nessun impegno, infine, si prende il Comune rispetto alla richiesta della Lucchese di pagare le bollette di luce, gas, acqua e affini. Per la giunta questo «deve essere oggetto in seguito di apposita separata trattativa».
In parole povere, il consiglio comunale di oggi - a meno che la maggioranza (e An) non si spacchi - non prenderà la decisione netta richiesta da Giuliano Giuliani, patron della Lucchese, per non abbandonare la squadra: non darà il via al progetto di recupero del Porta Elisa con contorno di operazione immobiliare a San Donato; né approverà il progetto di costruire stadio e cittadella dello Sport (negozi inclusi) a San Donato. L'ordine del giorno che il consiglio comunale dovrebbe approvare, su proposta della maggioranza, prevede solo i lavori al Porta Elisa, con possibilità di parcheggio interrato e qualche negozio e la promessa di definire, da un punto di vista urbanistico, eventuali varianti necessarie a questi interventi fra il 30 settembre e il 30 ottobre. Con possibilità di rilascio della concessione edilizia verso febbraio.
CONTRIBUTI Dal punto di vista del sostegno alla squadra, la giunta «ritiene preferibile non aprire la via dell'intervento pubblico attraverso un contributo che non sarebbe sufficiente in modo strutturale il problema, trattandosi solo di un intervento una tantum che potrebbe assumere carattere continuativo e graverebbe impropriamente sulla gestione ordinaria del Comune, sottraendo risorse alle attività fondamentali dell'ente, già oggi costrette a un continuo ridimensionamento a causa dell'andamento generale della finanza locale».
Niente contributo, dunque, neppure tramite affidamento della gestione di parcheggio o assegnazioni di spazi pubblicitari «perché tali servizi di regola sottraggono entrate al bilancio comunale e sono, quindi, equivalenti all'elargizione di contributi pubblici».
SAN DONATO Per la giunta la realizzazione della Cittadella dello Sport a San Donato, a costo zero per le casse pubbliche e a ridosso dell'autostrada, «è indiscutibilmente la più interessante e auspicabile». Oltretutto il Comune non avrebbe neppure l'obbligo di esproprio dei terreni, visto che la maggior parte dell'area è già di proprietà della Società di Sviluppo sportivo, srl riconducibile a Giuliani e soci.
Anche il cambio di destinazione d'uso potrebbe essere risolto con un'operazione di urbanistica contrattata condotta secondo il principio dell'interesse pubblico, tuttavia - fa presente la giunta - «la scelta di San Donato non può essere avulsa da un'attenta e ponderata valutazione nell'insieme del quadro urbanistico e dell'intero comprensorio, con l'evidente necessità di pareri degli enti cointeressati al nuovo piano strutturale. Una decisione del genere, perciò, non può essere assunta con precipitazione, senza seguire i percorsi e i tempi che leggi e consuetudini impongono per scelte di ampio respiro».
Ecco quindi, che la giunta vuole valutare questa soluzione di San Donato (o l'alternativa di Antraccoli) nell'insieme del nuovo piano strutturale; vuole definire meglio gli interessi pubblici di questa operazione e reclama un progetto planivolumetrico chiaro dell'intervento: quanto, come e cosa si costruisce.
PORTA ELISA L'ipotesi scelta dal Comune sembra essere quella di adeguare il Porta Elisa potenziando anche gli impianti sussidiari dell'Acquedotto, ma senza interventi immobiliari a San Donato. «Questa ipotesi - ammette la giunta - ha il difetto di consolidare l'ubicazione dello stadio in un'area urbana, ai margini del centro storico e di mantenere, quindi, tutti gli attuali problemi di congestionamento. Ha, però, il pregio di essere facilmente realizzato, per problemi urbanistici assai minori. Inoltre, è un progetto che tiene conto che il recupero dello stadio esistente è preferito, al momento attuale, dai professionisti incaricati di rivedere il piano strutturale e il regolamento urbanistico». In più - insiste la giunta - l'ipotesi «tiene conto del fatto che il Porta Elisa, per i suoi valori storici e architettonici, non potrà mai essere demolito integralmente e che, quindi, dovrà sempre mantenere il carattere di impianto sportivo. In questo caso, l'importante è che l'intervento edilizio sia di qualità architettonica eccelsa. Anche eventuali variazioni urbanistiche (per i negozi o il parcheggio) appaiono compatibili con l'attuale piano strutturale». Infine, l'intervento sull'impianto sportivo dell'Acquedotto «salvo il benestare dell'Autorità di bacino, pare accettabile».
BOLLETTE Nessun impegno, infine, si prende il Comune rispetto alla richiesta della Lucchese di pagare le bollette di luce, gas, acqua e affini. Per la giunta questo «deve essere oggetto in seguito di apposita separata trattativa».
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