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Lucca

Capannori, incarichi esterni al Comunecostosi e illegittimi

Il municipio di Capannori
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Il municipio di Capannori

Il Comune avrebbe speso troppo e male di incarichi esterni. È questa la tesi della Procura della Corte dei Conti che passa al setaccio la maggior parte delle assunzioni dello staff del sindaco (e immediati dintorni) effettuate durante il primo mandato di Giorgio Del Ghingaro

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CAPANNORI. Il Comune avrebbe speso troppo e male di incarichi esterni. È questa la tesi della Procura della Corte dei Conti che passa al setaccio la maggior parte delle assunzioni dello staff del sindaco (e immediati dintorni) effettuate durante il primo mandato di Giorgio Del Ghingaro. E il pubblico ministero della magistratura contabile arriva alla conclusione che con questi incarichi, la precedente giunta, con alcuni dirigenti, avrebbe causato un danno erariale di oltre 1 milione.
Per la precisione la Corte rileva «la illegittimità e dannosità di questi incarichi conferiti e dei rapporti instaurati per posti e uffici non esistenti o disponibili in organico o non conferibili a esterni», per la presenza all'interno del Comune (come nel caso dell'ufficio stampa) di persone con qualifiche necessarie a svolgere le mansioni esternalizzate. Se questa tesi si trasformerà in un procedimento giudiziario si saprà nel giro di un paio di mesi. Intanto tutte le 17 persone coinvolte - sindaco, assessori della prima giunta Del Ghingaro, dirigenti e funzionari comunali - hanno un mese per spiegare, anche con memorie scritte, come e perché sono arrivati ad affidare incarichi a persone che non ne avrebbero avuto i titoli, per ruoli non previsti in organico o per mansioni che avrebbero potuto svolte da personale dipendente del Comune.
Otto sono le assunzioni nel mirino della corte dei Conti. In qualche caso - ad esempio per il capo di gabinetto di Del Ghingaro - le contestazioni si riferiscono anche a più di un incarico.
INCARICHI ALBERICI Durante il primo mandato Del Ghingaro, Valter Alberici, assunto a tempo determinato prima come capo di gabinetto della segreteria (fino al novembre del 2008) e poi come specialista contabile amministrativo, dal 1º gennaio 2009 alla scadenza del mandato del sindaco. Inquadrato come funzionario di categoria D, secondo la Procura della corte dei conti Alberici non aveva titolo all'assunzione in quanto non laureato. In più avrebbe percepito un compenso troppo alto, che «rasenta quello del personale dirigenziale».
INCARICHI CIARDELLA E PENSA Sia per Anna Maria Ciardella (oggi dipendente con posto fisso in Comune) che per Alessandro Pensa (ex esperto amministrativo contabile) emergerebbe «l'illegittimità dell'instaurazione di rapporti di lavoro dipendente perché all'epoca non esisteva il posto vacante in pianta organica».
UFFICIO STAMPA Per la Procura della Corte dei Conti, tutte le figure in servizio a vario titolo e periodo all'ufficio stampa (Lorella Sartini, Katia Sebastiani, Riccardo Marzi) non potevano essere assunte con contratti di lavoro dipendente: il Comune doveva ricorrere a incarichi di lavoro autonomo. Inoltre questi posti non sarebbero stati previsti in pianta organica.
INCARICO LAMIONI Anche per l'incarico di Fabio Lamioni, (specialista amministrativo contabile inquadrato come funzionario di categoria D), viene contestata la «dannosità».
Il.Bo.

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