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Fanciulla del West gratis in piazza

Ilaria Bonuccelli Rossella Lucchesi
Fanciulla del West gratis in piazza

Diventa gratis La Fanciulla del West in programma in piazza Grande (sotto forma di concerto) il 29 luglio. Ufficialmente la decisione è stata presa per consentire a tutti, in particolare ai giovani, di poter assistere all'opera di Puccini

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LUCCA. Diventa gratis La Fanciulla del West in programma in piazza Grande (sotto forma di concerto) il 29 luglio. Ufficialmente la decisione è stata presa per consentire a tutti, in particolare ai giovani, di poter assistere all'opera di Puccini, grazie al contributo di 25mila euro della fondazione Banca del Monte e di 5mila euro di (non meglio precisati) sponsor privati. In realtà la scelta è stata obbligata: a poco più di 2 settimane, sono stati venduti 28 biglietti. E il flop dell'operazione era assicurato.
Nonostante questo il teatro del Giglio e il Comune non ne hanno voluto sapere di annullare l'evento come era stato proposto, con la possibilità di pagare una penale che sarebbe ammontata a meno della metà del costo, oggi calcolato intorno ai 180mila euro. Sabato sera, durante una cena a casa del presidente del teatro, Aldo Casali, è stata presa la decisione di lasciare sul bilancio del Giglio 150mila euro di costi e di coprirne 30mila con sponsorizzazioni, mentre i 28 spettatori che per tempo si erano acquistati i biglietti per la serata verranno rimborsati. La scelta, però, non piace ai dipendenti del teatro che, per questioni di bilancio, si sono visti tagliare premi di produttività, incentivi e, in qualche caso, direttamente il posto di lavoro.
Sulle ragioni di questa posizione, però, il presidente del Giglio non vuole fornire spiegazioni. E anzi reagisce infastidito alle domande, mentre annuncia con un certo orgoglio il contributo di 25mila euro della Fondazione Banca del Monte, finora impegnata molto nel sociale più che in azioni da pompiere per il teatro i cui eventuali disavanzi graveranno sulle tasche di tutti i lucchesi: il Giglio, infatti, è ancora un'azienda speciale del Comune.
In sostanza, la sera del 29 luglio tutti i lucchesi e i turisti potranno ascoltare e assistere a La Fanciulla del West con l'orchestra e il coro del Maggio Musicale Fiorentino senza pagare il biglietto, ma questo non significa certo che l'operazione sia a costo zero. Anzi. Tuttavia per le cifre e le coperture dei costi Casali rimanda a dopo l'estate anche se è assai probabile che artisti e orchestrali non aspettino così a lungo per essere pagati. Lo stesso vale per il direttore artistico del teatro, Elio Boncompagni, che per dirigere il concerto percepirà un compenso di 6mila euro.
Di fronte a queste cifre sono forti i commenti di Tiziano Panichelli e Fausto Moschini, rappresentanti sindacali dei dipendenti del Giglio. I due sindacalisti, insieme al personale a tempo indeterminato e ai precari del Giglio, retribuiti solo a prestazione, da mesi lottano per il rinnovo del contratto di lavoro e del premio di produzione tagliati per i noti problemi di bilancio dell'azienda culturale: «Non comprendiamo - sottolineano - il motivo di tanti tagli al personale quando si spendono cifre ingenti per un singolo concerto, cifre che potrebbero coprire i costi del personale, costretto a lavorare in condizioni molto difficili e in orari talvolta impossibili. Non solo: si spendono questi soldi per un concerto (di cui non si vendono i posti, nonostante la biglietteria attiva anche su Internet) mentre i dipendenti rischiano il posto di lavoro». In termini di cifre - proseguono i sindacalisti - i dipendenti più fortunati del Giglio «percepiscono uno stipendio che non supera 1000/1200 euro al mese e gli straordinari sono stati addirittura ridotti del 15%, percentuale che è volata via in parte per il concerto del Qatar del 28 maggio (costato 113.000 euro) ed in parte per quello di Fanciulla».
Visto che il concerto è gratuito i biglietti (finora in vendita a 60 euro) saranno a disposizione di chi, a partire dalla settimana prossima, si presenterà alla biglietteria del Teatro. Probabile che l'ingresso gratuito attragga melomani e non che erano stati ampiamente informati dell'evento, nonostante l'attacco del sindaco Mauro Favilla alla responsabile dell'ufficio stampa del teatro. Come se il flop fosse davvero da imputare alla scarsa pubblicità su Radio Toscana Classica e non a una programmazione azzardata.

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