Attenzione
Assi viari, nessun impegno dallo Stato
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La circonvallazione dovrebbe essere alleggerita dai nuovi assi viariNessun passo avanti nella progettazione o nel finanziamento della grande viabilità - l'asse nord-sud e l'asse est-ovest - che le categorie reclamano a gran voce. Il sindaco, Mauro Favilla, ammette che, nonostante i viaggi a Roma, ancora non esistono impegni precisi per realizzare le strade che dovrebbero drenare il traffico pesante dalla circonvallazione, collegando il ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa al casello del Frizzone
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LUCCA. Nessun passo avanti nella progettazione o nel finanziamento della grande viabilità - l'asse nord-sud e l'asse est-ovest - che le categorie reclamano a gran voce. Il sindaco, Mauro Favilla, ammette che, nonostante i viaggi a Roma, ancora non esistono impegni precisi per realizzare le strade che dovrebbero drenare il traffico pesante dalla circonvallazione, collegando il ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa al casello del Frizzone.
La conferma arriva anche dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, schierato con le categorie che nelle assemblee annuali (da Ascom a Confartigianato) reclamano l'intervento come aiuto alle imprese per uscire dalla crisi. «Le categorie economiche - evidenzia Baccelli - hanno ragione. Grazie al coordinamento della Provincia da un anno gli enti locali hanno sottoscritto un protocollo di intesa sui tracciati, ma nonostante i vari solleciti a tutti i livelli, non esiste un impegno concreto dello Stato per questa operazione. E non possono certo essere gli enti locali a investire 200 milioni nella realizzazione degli assi viari».
A livello locale - ricorda Baccelli - la Provincia, insieme agli altri enti, è riuscita a ottenere un finanziamento di 450mila euro da Fondazioni bancarie e Camera di commercio «per la progettazione preliminare dell'opera. Palazzo Ducale, inoltre, ha messo a disposizione i propri tecnici per questa fase. Ma ora chi si deve impegnare è da una parte l'Anas, visto che gli assi sono una variante a una strada statale, e dall'altra il ministero delle Infrastrutture». Baccelli insiste che se il ministero deve mettere le risorse (e ancora non l'ha fatto), l'Anas deve almeno pensare ai progetti «definitivi degli assi. Ma la realtà è che è tutto fermo. L'ultima volta che abbiamo incontrato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli non siamo riusciti ad avere una risposta precisa sui fondi e neppure sull'esito di una riunione del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) sui nostri assi».
In questa situazione, però, la Provincia non vuol perdere un anno di lavoro. E annuncia che presto convocherà di nuovo un tavolo con tutti gli enti locali «per definire il percorso da seguire, in modo da riuscire a centrare il nostro obiettivo. Non ho voluto convocare questo incontro durante le settimane di campagna elettorale per evitare polemiche e strumentalizzazioni, ma ora siamo in condizioni di intervenire».
La conferma arriva anche dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, schierato con le categorie che nelle assemblee annuali (da Ascom a Confartigianato) reclamano l'intervento come aiuto alle imprese per uscire dalla crisi. «Le categorie economiche - evidenzia Baccelli - hanno ragione. Grazie al coordinamento della Provincia da un anno gli enti locali hanno sottoscritto un protocollo di intesa sui tracciati, ma nonostante i vari solleciti a tutti i livelli, non esiste un impegno concreto dello Stato per questa operazione. E non possono certo essere gli enti locali a investire 200 milioni nella realizzazione degli assi viari».
A livello locale - ricorda Baccelli - la Provincia, insieme agli altri enti, è riuscita a ottenere un finanziamento di 450mila euro da Fondazioni bancarie e Camera di commercio «per la progettazione preliminare dell'opera. Palazzo Ducale, inoltre, ha messo a disposizione i propri tecnici per questa fase. Ma ora chi si deve impegnare è da una parte l'Anas, visto che gli assi sono una variante a una strada statale, e dall'altra il ministero delle Infrastrutture». Baccelli insiste che se il ministero deve mettere le risorse (e ancora non l'ha fatto), l'Anas deve almeno pensare ai progetti «definitivi degli assi. Ma la realtà è che è tutto fermo. L'ultima volta che abbiamo incontrato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli non siamo riusciti ad avere una risposta precisa sui fondi e neppure sull'esito di una riunione del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) sui nostri assi».
In questa situazione, però, la Provincia non vuol perdere un anno di lavoro. E annuncia che presto convocherà di nuovo un tavolo con tutti gli enti locali «per definire il percorso da seguire, in modo da riuscire a centrare il nostro obiettivo. Non ho voluto convocare questo incontro durante le settimane di campagna elettorale per evitare polemiche e strumentalizzazioni, ma ora siamo in condizioni di intervenire».
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