Il Tirreno

Lucca

Senza stadio mollo la Lucchese

Luca Tronchetti
Il patron rossonero Giuliano Giuliani
◗
Il patron rossonero Giuliano Giuliani

Giuliano Giuliani attende con fiducia i giorni che lo separano dalla data fatidica del 16 luglio. Quando dal consiglio comunale uscirà la decisione sullo stadio. Si fida del sindaco, ma non tollererà ulteriori rinvii

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Giuliano Giuliani attende con fiducia i giorni che lo separano dalla data fatidica del 16 luglio. Quando dal consiglio comunale uscirà la decisione sullo stadio. Si fida del sindaco, ma non tollererà ulteriori rinvii. Perchè - parafrasando la frase cult di Bud Spencer - «altrimenti ci arrabbiamo».
«Voglio sforzarmi di pensare positivo. - sostiene il patron della Lucchese - Sapete tutti che la soluzione A (la realizzazione dello stadio-cittadella dello sport a San Donato comprensiva di centro commerciale) è quella che preferisco. Ma so anche che le battaglie contro i mulini a vento sono impossibili da vincere. E così, visto che la politica è l'arte del compromesso, andremo avanti con la Lucchese anche nell'ipotesi B, quella legata alla riqualificazione del Porta Elisa. L'importante però è che il 16 luglio non mi vengano a dire che occorrono ulteriori pareri e storie simili. Altrimenti vedranno la faccia peggiore di Giuliano Giuliani. Se quella sera in consiglio non verranno prese decisioni, positive o negative che siano, per il giorno successivo preparate un inserto speciale del giornale».
Giuliani è un fiume in piena. L'immobilismo della politica lo fa andare in bestia. Ed è difficile dargli torto: «Nonostante la miriade di lettere che arrivano alle istituzioni e ai giornali non sappiamo ancora se la Lucchese interessa o meno a questa città e alla sua classe imprenditoriale e commerciale».
Qualcuno sostiene che sono i commercianti del centro storico a fare ostruzionismo sull'ipotesi del nuovo stadio.
«Toglietemi una curiosità: quanti sono i negozianti lucchesi in città e quanti locali sono in mano a catene di distribuzione a livello nazionale o internazionale? Se fate un rapido calcolo vi accorgerete che i commercianti locali sono una minoranza. Rispetto ad altre città mi pare di capire che a Lucca siccome nessuno muove foglia e crea nuove possibilità di sviluppo a chi ha iniziative e idee debba essere impedito di far qualcosa di nuovo. Così non andremo molto lontano».
Ma non crede che una variazione al piano strutturale con terreni che da agricoli diventano edificabili possa spingere la magistratura a prendere iniziative?
«A me pare che in passato modifiche sostanziali ne siano state fatte e nessuno abbia mai parlato dell'azione dell'autorità giudiziaria. C'è da avere paura della magistratura se si commettono irregolarità sia formali sia sostanziali. Se vengono effettuate variazioni senza un motivo valido, se c'è una speculazione sottorranea e se per ottenere permessi e autorizzazioni si versano o si pretendono tangenti. Nel nostro caso tutto si è svolto alla luce del sole. Abbiamo sempre detto le stesse cose con la massima chiarezza e trasparenza. La procura apre un'inchiesta per capire se ci sono reati e punire gli eventuali colpevoli. Ma se tutto è okay le indagini si chiudono con l'archiviazione».
Cosa ne sarà della Lucchese nel caso di un ulteriore rinvio della politica?
«Con la morte nel cuore troveremo il verso di disfarcene. Sarà un graduale disimpegno sino alla fine della stagione in corso quando riconsegneremo le chiavi del club al sindaco. Ma, contrariamente a chi ci ha preceduto, lasceremo una società senza debiti».
Questione di stile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini