Il dolore
Guerra tra Viareggio e Lucca per le case di Giacomo Puccini
Ilaria Bonuccelli
Guerra tra Lucca e Viareggio per le case di Puccini. E la questione approda anche in Parlamento
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LUCCA. Si riapre la guerra fra Lucca e Viareggio per il possesso delle case di Giacomo Puccini. E se qualche anno fa a passare all’attacco sui beni del compositore era stato Pietro Fazzi, ex sindaco di Lucca, oggi è Viareggio a reclamare la proprietà della villa di Marco Polo, che il tribunale di Firenze ha attribuito alla fondazione lucchese Puccini.
L’offensiva c’è già stata: prima un’interrogazione del parlamentare del Pdl, Massimo Baldini, al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per sollecitare lo Stato a ricorrere contro la sentenza di primo grado che toglie al Demanio un bene di grande valore economico e storico, visto che la villa di Marco Polo è quella dove Puccini ha vissuto gli ultimi anni, durante la gestazione di Turandot; poi un intervento in consiglio comunale, a Viareggio, di Alessandro Bolognesi, politico di lungocorso, oggi esponente del Pdl: senza troppi giri di parole, Bolognesi sollecita il sindaco viareggino, Luca Lunardini, a non mollare la casa di Marco Polo, visto che sarebbe l’unica sulla quale il Comune può ancora accampare dei diritti (o quanto meno provarci). La casa natale di Puccini, in corte San Lorenzo, infatti, è di proprietà della nipote del compositore, Simonetta, e le trattative per acquistarla (da parte della fondazione di Lucca e del Comune) stanno andando a rilento; la casa di Torre del Lago, di nuovo, è di Simonetta Puccini e quella di Chiatri è di un avvocato milanese. Al contrario, la sentenza sull’assegnazione della villa di Marco Polo non è ancora passata in giudicato. Quindi Viareggio potrebbe giocare le proprie carte.
All’ultimo consiglio comunale il sindaco Lunardini avrebbe risposto, a Bolognesi, che, in effetti, non è ancora stato siglato alcun protocollo d’intesa con Lucca, per quanto siano in corso trattative «interessanti». Del resto, fino a qualche settimana fa sembrava stabilito un accordo in base al quale Viareggio avrebbe chiesto alla Regione i fondi comunitari per il restauro della villa, inserendone il recupero nel Piuss, il piano di riqualificazione urbana; una volta effettuati i lavori, poi Lucca (attraverso la fondazione Puccini) si impegnava a trasformare la villa di Marco Polo in un museo da inserire nel circuito delle case pucciniane.
Oggi la situazione appare del tutto diversa, almeno stando alle parole di Massimo Baldini: «A quanto mi risulta, credo che Lucca si sia mossa per evitare che lo Stato impugni la sentenza che assegna la casa di Marco Polo alla fondazione Puccini di Lucca. Io ho inviato una raccomandata sia al Demanio di Firenze sia a quello di Roma per sollecitare lo Stato a impugnare la sentenza ed evitare che venga sottratto al pubblico un bene di questa importanza. Contestualmente ho presentato un’interrogazione al ministro Tremonti per portarlo a conoscenza della situazione e anche per domandare perché fino ad oggi la sentenza non sia stata impugnata». Non solo. I dubbi sollevati da Baldini, e poi in consiglio comunale da Bolognesi, riguardano anche gli investimenti: «Non è chiaro - sottolineano i due politici viareggini - come sia possibile che la Regione dia fondi europei al Comune di Viareggio per investirli su un immobile di proprietà di una fondazione lucchese».
Ecco perché Alessandro Bolognesi ha presentato, poche sere fa, l’interrogazione in consiglio comunale: «Mi sembra ovvio che la villa di Puccini a Marco Polo debba restare di proprietà viareggina. Il sindaco Lunardini ha assicurato che non ci sono ancora accordi con il comune di Lucca. Se la situazione è davvero questa, io sono soddisfatto. Credo che l’interesse della città sia che il Demanio ricorra contro la sentenza del tribunale di Firenze e torni in possesso di questa villa. Una volta ottenuto questo risultato, allora il Comune di Viareggio potrà farsi avanti con lo Stato per cercare di ottenere l’acquisizione dell’immobile che non è pensabile sia di proprietà lucchese». Resta da vedere, però, che cosa ne pensa la Fondazione Puccini di queste mosse.
L’offensiva c’è già stata: prima un’interrogazione del parlamentare del Pdl, Massimo Baldini, al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per sollecitare lo Stato a ricorrere contro la sentenza di primo grado che toglie al Demanio un bene di grande valore economico e storico, visto che la villa di Marco Polo è quella dove Puccini ha vissuto gli ultimi anni, durante la gestazione di Turandot; poi un intervento in consiglio comunale, a Viareggio, di Alessandro Bolognesi, politico di lungocorso, oggi esponente del Pdl: senza troppi giri di parole, Bolognesi sollecita il sindaco viareggino, Luca Lunardini, a non mollare la casa di Marco Polo, visto che sarebbe l’unica sulla quale il Comune può ancora accampare dei diritti (o quanto meno provarci). La casa natale di Puccini, in corte San Lorenzo, infatti, è di proprietà della nipote del compositore, Simonetta, e le trattative per acquistarla (da parte della fondazione di Lucca e del Comune) stanno andando a rilento; la casa di Torre del Lago, di nuovo, è di Simonetta Puccini e quella di Chiatri è di un avvocato milanese. Al contrario, la sentenza sull’assegnazione della villa di Marco Polo non è ancora passata in giudicato. Quindi Viareggio potrebbe giocare le proprie carte.
All’ultimo consiglio comunale il sindaco Lunardini avrebbe risposto, a Bolognesi, che, in effetti, non è ancora stato siglato alcun protocollo d’intesa con Lucca, per quanto siano in corso trattative «interessanti». Del resto, fino a qualche settimana fa sembrava stabilito un accordo in base al quale Viareggio avrebbe chiesto alla Regione i fondi comunitari per il restauro della villa, inserendone il recupero nel Piuss, il piano di riqualificazione urbana; una volta effettuati i lavori, poi Lucca (attraverso la fondazione Puccini) si impegnava a trasformare la villa di Marco Polo in un museo da inserire nel circuito delle case pucciniane.
Oggi la situazione appare del tutto diversa, almeno stando alle parole di Massimo Baldini: «A quanto mi risulta, credo che Lucca si sia mossa per evitare che lo Stato impugni la sentenza che assegna la casa di Marco Polo alla fondazione Puccini di Lucca. Io ho inviato una raccomandata sia al Demanio di Firenze sia a quello di Roma per sollecitare lo Stato a impugnare la sentenza ed evitare che venga sottratto al pubblico un bene di questa importanza. Contestualmente ho presentato un’interrogazione al ministro Tremonti per portarlo a conoscenza della situazione e anche per domandare perché fino ad oggi la sentenza non sia stata impugnata». Non solo. I dubbi sollevati da Baldini, e poi in consiglio comunale da Bolognesi, riguardano anche gli investimenti: «Non è chiaro - sottolineano i due politici viareggini - come sia possibile che la Regione dia fondi europei al Comune di Viareggio per investirli su un immobile di proprietà di una fondazione lucchese».
Ecco perché Alessandro Bolognesi ha presentato, poche sere fa, l’interrogazione in consiglio comunale: «Mi sembra ovvio che la villa di Puccini a Marco Polo debba restare di proprietà viareggina. Il sindaco Lunardini ha assicurato che non ci sono ancora accordi con il comune di Lucca. Se la situazione è davvero questa, io sono soddisfatto. Credo che l’interesse della città sia che il Demanio ricorra contro la sentenza del tribunale di Firenze e torni in possesso di questa villa. Una volta ottenuto questo risultato, allora il Comune di Viareggio potrà farsi avanti con lo Stato per cercare di ottenere l’acquisizione dell’immobile che non è pensabile sia di proprietà lucchese». Resta da vedere, però, che cosa ne pensa la Fondazione Puccini di queste mosse.
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