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Sciopero al Giglio lasciati fuori i bambini del saggio

Ilaria Bonuccelli
La protesta fuori dal Giglio
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La protesta fuori dal Giglio

Interviene il Comune, protesta sospesa Salvato in extremis lo spettacolo di danza

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LUCCA. Alle bambine in tutù, chignon e papavero nei capelli, dice poco il cartello appiccicato di prima mattina alla porta del Giglio. Anche di scioperi di personale non se ne intendono: capiscono, però, che il teatro è sbarrato. E che non si possono fare le prove. Forse salta anche lo spettacolo serale, il saggio atteso per due anni. Le 142 allieve dello Studio Accademia Danza, più tutte le mamme, si accalcano in piazza del Giglio e in via San Girolamo e non si vogliono arrendere.

Non solo perché l'affitto della sala per tre giorni è costato 7.600 euro. La verità è che non vogliono perdere l'occasione di salire sul palco. E quindi non si schiodano dai gradini del teatro, nonostante il caldo afoso. La scelta è quella giusta perché intorno alle 11, il sindaco manda l'assessore al bilancio, Luca Leone, a parlare con i vertici del teatro, per far rientrare uno sciopero non certo imprevisto. Da gennaio, le maestranze del teatro sono sul piede di guerra. Da quando dal bilancio dell'azienda speciale (a totale controllo pubblico) sono stati tagliati 300mila euro (centesimo più, centesimo meno) dalla voce personale.

Grazie a questo taglio, il personale si è visto cancellare il premio di produttività, azzerare gli straordinari, eliminare le assunzioni a tempo determinato. Troppo tutto insieme, perché mai si è visto al Giglio eliminare l'indennità di risultato, anche in tempi difficili. Ecco perché alla fine mercoledì la trattativa tra sindacati e consiglio di amministrazione si è interrotta. Ed ecco perché ieri le porte sono state sbarrate, senza avvertire con il dovuto anticipo la scuola di danza e le famiglie delle allieve. «Nessuno contesta il diritto dei dipendenti allo sciopero - esordisce Francesca Buono, mamma di una ragazza che da 21 anni è iscritta allo Studio Accademia Danza - ma protestiamo per il fatto di non essere stati avvertiti. Mercoledì pomeriggio eravamo ancora in teatro per le prove quando era ancora in corso l'assemblea sindacale. Nessuno ci ha detto che si stava andando alla rottura delle trattative e che, addirittura, poteva essere proclamato uno sciopero». Anzi. «Il fax della proclamazione dello sciopero - aggiunge una delle insegnanti di danza, Grazia Filauro - è delle 17,44 di mercoledì: perché non ci è stato mostrato?». La domanda resta sospesa mentre le mamme protestano per il fatto che a sciopero già proclamato il Giglio ha continuato a vendere i biglietti per lo spettacolo che poteva saltare: «Questa - sottolinea Laura Lombardi - è stata forse la scorrettezza più grande. Io stessa ho acquistato un biglietto alle 18,29 e nessuno mi ha detto che lo spettacolo era in forse a causa dello sciopero». Come nessuno ha informato, se non in tarda serata, la scuola di danza che anche le prove potevano essere a rischio. «E per noi - riprende Grazia Filauro - non può essere una consolazione neppure il fatto di poter chiedere i danni, in caso di annullamento del saggio perché queste bambine (ci sono allieve anche di 4 o 5 anni) si preparano per questo momento da mesi. In qualche caso da due anni».

Alla fine, però, lo spettacolo viene salvato. I sindacati decidono di «sospendere momentaneamente» lo sciopero, per non danneggiare ulteriormente bambini e famiglie, ma ribadiscono che «permane lo stato di agitazione». Per sbloccare la situazione essenziale - come scrive in una nota il cda del Giglio, presieduto da Aldo Casali - è l'intervento prima dell'assessore Leone e poi del sindaco che, intorno alle 14,30 arriva a teatro: «Ho assicurato - conferma Mauro Favilla - il mio sostegno al personale per la risoluzione dei loro problemi, anche perché le proposte devono venire dal consiglio di amministrazione del teatro».

In sostanza, il messaggio del sindaco è questo: il cda deve trovare nel proprio bilancio le risorse per pagare il personale e non può sperare che il Comune apra ulteriormente i cordoni della borsa, soprattutto considerando che anche quest'anno ha già stanziato un contributo di un milione e 600mila euro per la propria azienda speciale. «L'impegno che si è presa l'amministrazione comunale - precisa l'assessore Leone - è quello di far riattivare il tavolo della contrattazione sindacale. E questo è servito a far revocare lo sciopero del personale che al Giglio, almeno negli ultimi 30 anni, non c'era mai stato. Io stesso mi sono offerto di fare da garante per la riapertura delle trattative, partendo dagli impegni sottoscritti per il personale dal Giglio negli ultimi tre anni (2008 escluso). Riaperto il dialogo, il cda dovrà capire come trovare le risorse per i lavoratori». In qualche modo - conclude Leone - «i vertici del teatro dovranno fare, perché non accetteremo più che si ripetano situazioni come quella di ieri per la quale io mi sono vergognato».

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