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Favilla: «Ambiguità sul Polo»
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Del Debbio Favilla e DiandaSorbano costretto a vivacchiare ancora con una serie di appuntamenti di secondo piano
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LUCCA. Quello che è chiaro a tutti, è che, con le dimissioni di Paolo Del Debbio, il polo fiere non potrà avere aspirazioni di grandezza. Niente rapporti né accordi con l'Ente fiere di Verona, con la Fiera del levante di Bari o quella di Milano. Quello che, invece, non è chiaro è per quanto tempo il polo di Sorbano del Giudice sarà costretto a vivacchiare di appuntamenti minori. E se ancora i partner del Comune, dalla Camera di commercio, all'Associazione industriali, fino alla Cassa di risparmio di Lucca hanno ancora intenzione di investire nel centro congressi.
Alla commissione sulle aziende partecipate, il sindaco Mauro Favilla parla di atteggiamenti «ambigui» tenuti da alcuni partner, anche negli incontri che si sono tenuti in questi giorni, dopo la bomba delle dimissioni di Del Debbio da presidente della Fiere e congressi spa, la società che non è mai riuscita ad affittare dalla Lucca Polo e Tecnologie spa il complesso della Bertolli. Non a caso, il sindaco conferma l'intenzione, nel giro di poco tempo, (probabilmente già la prossima settimana) di mettere a confronto i consigli di amministrazione delle due società, per vedere se riescono a superare gli intoppi «burocratici» che da settembre dell'anno scorso, impediscono l'avvio dei lavori necessari a far ottenere l'agibilità definitiva alla struttura. Senza questo atto, infatti, diventa impossibile la programmazione dell'attività del centro congressi.
Lo sa bene del Debbio che ha mollato l'impegno dopo essere stato costretto ad annullare per tre volte il piano sottoposto al Comune. L'unico dato positivo di questa faccenda è che non avendo mai stipulato contratti con nessuno, Polo fiere quanto meno non deve pagare i danni a nessuno per aver dovuto annullare gli impegni.
«Ma il dato negativo - osserva Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd - è che ancora non esiste una programmazione del polo fiere e neppure abbiamo un bilancio o cifre precise su quanto ci è costata finora questa struttura fra ristrutturazione, mantenimento delle società ed eventuali disavanzi». La richiesta di chiarimenti, però, non arriva solo dall'opposizione di centrosinistra. La sollecita, infatti, anche Fabrizio Petri, presidente della commissione partecipate: «È essenziale capire cos'è successo finora che ha portato Del Debbio alle dimissioni e anche se ci sono margini di manovra per il sindaco per sanare le situazioni di difficoltà che si sono create». Inoltre - aggiungono Petri e Luigi Bertani, capogruppo dell'Ucd è fondamentale capire quali, fra i soci del Comune (che oggi detiene il 62% delle azioni di Polo tecnologie, dopo aver acquistato le quote del gruppo Valore) «voglia ancora portare avanti questa operazione».
La risposta non è così scontata, visto, ad esempio, che la Crl (il cui membro nel cda di Polo tecnologie è dimissionario) ha negato il prestito di 500mila euro per i lavori - soprattutto l'impianto di condizionamento - necessari a far ottenere l'agibilità al complesso. O che, ad esempio, la Camera di commercio pretende una parte della resede della ex Bertolli a servizio del proprio polo tecnologico prima di proseguire con il lancio del Polo fiere. «In effetti - ammette il sindaco - io stesso mi trovo in difficoltà nel comprendere, visto che i presidenti degli enti mi rispondono in un modo e poi i direttori sembrano esprimersi in modo del tutto diverso».
Tuttavia, secondo Franco Fabbri, capogruppo di Fi, è presto per parlate di fallimento, visto il valore del complesso e le sue potenzialità: «Se un problema c'è stato, a mio avviso, è che non c'è stata informazione tempestiva sulla situazione reale del polo fiere e questo ha consentito alla situazione di degenerare».
Alla commissione sulle aziende partecipate, il sindaco Mauro Favilla parla di atteggiamenti «ambigui» tenuti da alcuni partner, anche negli incontri che si sono tenuti in questi giorni, dopo la bomba delle dimissioni di Del Debbio da presidente della Fiere e congressi spa, la società che non è mai riuscita ad affittare dalla Lucca Polo e Tecnologie spa il complesso della Bertolli. Non a caso, il sindaco conferma l'intenzione, nel giro di poco tempo, (probabilmente già la prossima settimana) di mettere a confronto i consigli di amministrazione delle due società, per vedere se riescono a superare gli intoppi «burocratici» che da settembre dell'anno scorso, impediscono l'avvio dei lavori necessari a far ottenere l'agibilità definitiva alla struttura. Senza questo atto, infatti, diventa impossibile la programmazione dell'attività del centro congressi.
Lo sa bene del Debbio che ha mollato l'impegno dopo essere stato costretto ad annullare per tre volte il piano sottoposto al Comune. L'unico dato positivo di questa faccenda è che non avendo mai stipulato contratti con nessuno, Polo fiere quanto meno non deve pagare i danni a nessuno per aver dovuto annullare gli impegni.
«Ma il dato negativo - osserva Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd - è che ancora non esiste una programmazione del polo fiere e neppure abbiamo un bilancio o cifre precise su quanto ci è costata finora questa struttura fra ristrutturazione, mantenimento delle società ed eventuali disavanzi». La richiesta di chiarimenti, però, non arriva solo dall'opposizione di centrosinistra. La sollecita, infatti, anche Fabrizio Petri, presidente della commissione partecipate: «È essenziale capire cos'è successo finora che ha portato Del Debbio alle dimissioni e anche se ci sono margini di manovra per il sindaco per sanare le situazioni di difficoltà che si sono create». Inoltre - aggiungono Petri e Luigi Bertani, capogruppo dell'Ucd è fondamentale capire quali, fra i soci del Comune (che oggi detiene il 62% delle azioni di Polo tecnologie, dopo aver acquistato le quote del gruppo Valore) «voglia ancora portare avanti questa operazione».
La risposta non è così scontata, visto, ad esempio, che la Crl (il cui membro nel cda di Polo tecnologie è dimissionario) ha negato il prestito di 500mila euro per i lavori - soprattutto l'impianto di condizionamento - necessari a far ottenere l'agibilità al complesso. O che, ad esempio, la Camera di commercio pretende una parte della resede della ex Bertolli a servizio del proprio polo tecnologico prima di proseguire con il lancio del Polo fiere. «In effetti - ammette il sindaco - io stesso mi trovo in difficoltà nel comprendere, visto che i presidenti degli enti mi rispondono in un modo e poi i direttori sembrano esprimersi in modo del tutto diverso».
Tuttavia, secondo Franco Fabbri, capogruppo di Fi, è presto per parlate di fallimento, visto il valore del complesso e le sue potenzialità: «Se un problema c'è stato, a mio avviso, è che non c'è stata informazione tempestiva sulla situazione reale del polo fiere e questo ha consentito alla situazione di degenerare».
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