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Bruni: «Mai pensato di fare il direttore»

Bruni: «Mai pensato di fare il direttore»

Insegnante e assessore, non mira alla guida dell'associazione «Il mio nome è stato fatto a sproposito»

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LUCCA. «Insegno diritto ed economia all’Isi di Barga e sono assessore comunale. Mi sembra di essere già pieno di impegni e intendo portare avanti il mio lavoro nella scuola e nelle istituzioni. Non ho alcuna intenzione di propormi come direttore dell’Ascom, il mio nome viene fatto a sproposito. Sono molto seccato». Taglia corto l’assessore Moreno Bruni, di cui in questi giorni si parla negli ambienti della politica e del commercio come uno dei possibili ispiratori della campagna contro il presidente della Confcommercio, Ademaro Cordoni. Ruolo che l’assessore respinge, ricordando tra l’altro che nemmeno partecipa alle riunioni dell’Ascom perché già sufficientemente carico di impegni. Bruni tra l’altro conosce la regola della Confcommercio che esclude le persone con cariche politiche dagli incarichi (non solo per il direttore e il presidente) dentro gli organi nazionali e provinciali e quindi il suo nome sarebbe comunque fatto a sproposito. Vero è che dell’attuale assessore comunale al turismo si era parlato un anno fa, al momento del rinnovo dei vertici dell’associazione. C’era chi lo sponsorizzava, accanto ad altri nomi, come possibile direttore al posto del dott. Chiesa, in pensione ma con un incarico rinnovato.

Di fatto l’avvicendamento è rimasto lettera morta e comunque il presidente Cordoni non sembra affatto intenzionato a risolvere la questione in modo traumatico. Sulla base delle indicazioni che arriveranno ora dal direttivo e dagli altri organi statutari, oltre che dagli associati che in questi giorni vengono consultati, le procedure per la scelta del nuovo direttore, saranno comunque fatte con regolare bando a norma di statuto e in ogni caso la dirigenza Ascom, non solo Cordoni, vorrebbe che Chiesa affiancasse per un certo periodo il successore, in modo da potergli trasferire le sue conoscenze e la sua esperienza. Una posizione che crea evidenti fibrillazioni con il gruppo di dissidenti, che opta invece, fin dall’inizio del nuovo mandato, per una soluzione rapida e radicale, un cambio netto, segno di discontinuità con la passata gestione che ha sempre attaccato. Altre tensioni si registrano con la parte versiliese dell’Ascom decisa ad ottenere maggiore autonomia. In questo caso i contestatori si riconoscono nelle posizioni del vicepresidente provinciale, Roberto Palmerini, che ha attaccato pubblicamente la gestione Cordoni.

Un gesto dirompente destinato a portare comunque conseguenze. I sostenitori di Cordoni lasciano infatti capire che subito dopo il pronunciamento del direttivo, i dissidenti, se sconfessati, sarebbero destinati a perdere i loro incarichi negli organi esecutivi. La riconciliazione che si cercava dopo lo scontro per il voto di un anno fa pare quasi una chimera.

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