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Segnalazioni di abusivi? No grazie

Matteo Tuccini
Segnalazioni di abusivi? No grazie

I proprietari delle strutture ricettive: «Solo in forma anonima»

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LUCCA. Applaudono a piene mani la nuova task force contro gli affittacamere abusivi. Ma se si tratta di muoversi in prima persona, i titolari delle strutture ricettive nicchiano. Non suscita grandi entusiasmi, infatti, la richiesta di Provincia e Camera di commercio di evitare le segnalazioni anonime alla commissione che dovrà vigilare sulla concorrenza sleale. In pochi sembrano disposti a mettere nome e cognome su una denuncia. «Segnalazioni con il mio nome e cognome? Non credo che le farò», afferma Valentina Tarantino, proprietaria del bed and breakfast Centro storico. «Intendiamoci - insiste Tarantino - se venissi a sapere che qualcuno in maniera eclatante apre le porte di casa e ospita a pagamento valanghe di turisti, forse ci penserei. Ma al momento lo escludo. Anche se approvo, e molto, l’iniziativa». Più o meno della stessa opinione è Marta Giusti dell’affittacamere Casa Alba in via Fillungo. «Ci dovrei pensare - spiega - ma se devo rispondere di getto ammetto di non essere disponibile. Non è un’idea che mi piace. Anzi, mi fa un po’ paura».

Secondo Caterina Grande, che gestisce assieme al marito l’agriturismo Podere di Rosa in via Pieve S. Stefano, «i controlli possono essere fatti in vari modi, e le segnalazioni anonime sono uno di questi. Che cosa dovrei dire io, che ricevo visite regolari da parte di ognuno dei 12 organi di controllo previsti per gli agriturismo? So per certo che non c’erano sempre denunce con i cognomi dietro a tutte queste visite. Eppure non mi sono mica lamentata». Tra le poche voci fuori dal coro, quella di Federica Puccinelli, titolare dell’affittacamere Don Chisciotte sulla via Pesciatina. «Certo che darei tutti i miei dati - dice - si tratta di una lotta giusta contro chi gioca in maniera scorretta, e quindi ha tutto il mio appoggio. Se in Italia si continua ad andare avanti così, non ci sarà un bel futuro». Caterina Grande chiede maggiore attenzione sugli annunci su Internet. «Ci sono siti web dove si annunciano posti e offerte irrinunciabili - afferma - basterebbe fare un confronto con gli indirizzi e si riuscirebbe a individuare un bel po’ di abusivi».

Resta, comunque, l’apprezzamento generale per un’iniziativa considerata meritoria. «Era ora che qualcosa si muovesse - dice Valentina Tarantino - una commissione che provvede a rafforzare la vigilanza e il controllo sull’offerta ricettiva della zona è quantomai utile in un periodo di crisi economica». Sulla medesima lunghezza d’onda anche Federica Puccinelli, che chiede di «rendere più sicuro l’accesso a questo tipo di servizio, e garantire la qualità. Solo così si potranno tutelare strutture come la nostra». E a proposito di rimedi contro la crisi, non sembra convincere la politica - lanciata in mezza Toscana - di ridurre le tariffe per attirare un pubblico più a buon mercato, come ad esempio le scuole. «I nostri prezzi sono già bassi - commenta Marta Giusti del Casa Alba - Io li ritoccherei volontieri, ma poi andrei sotto con le spese». E poi si torna sempre al solito punto: la concorrenza sleale. «Se nel mio agriturismo faccio pagare una camera 85 euro, mentre in un altro se ne pagano 50 - conclude Caterina Grande - le ragioni sono molte. Una di queste è che io pago le tasse».

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