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Caccia alle strutture ricettive abusive

Caccia alle strutture ricettive abusive

Nasce la commissione tecnica di Provincia e Camera di commercio

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LUCCA. Scatta la lotta alle strutture ricettive abusive. Quelle non dichiarate che, per le associazioni di categoria - Ascom e Confesercenti - in Lucchesia sono alcune centinaia. Per farle emergere e obbligarle a mettersi in regola, Provincia e Camera di commercio creano una commissione che dovrà vagliare le segnalazioni (non anonime) sulle strutture non autorizzate e individuare, sul web, dimore trasformate in guest house abusive.
 Da tempo alla Provincia arrivavano segnalazioni sul proliferare delle strutture ricettive non autorizzate, in città, ma non solo. Ad accelerare i tempi di intervento è stato un convegno, organizzato con la Guardia di finanza, le associazioni di categorie e anche altre province, a cominciare da quella di Firenze, che hanno lanciato un allarme senza precedenti sul fenomeno dell'abusivismo ricettivo. Da qui è nata l'idea commissione che, come spiega Patrizio Petrucci, vicepresidente della Provincia con delega al turismo, sarà composta essenzialmente da tecnici di palazzo Ducale e della Camera di Commercio, due o tre al massimo per ente.

Presidente sarà lo stesso Petrucci che per gli interventi si coordinerà con Claudio Guerrieri, presidente della Camera di commercio. «Non potevamo continuare a ignorare - sottolinea Petrucci - le sollecitazioni che ci arrivavano in continuazione dalle categorie economiche che ci parlano di alcune centinaia di strutture che esercitano l'attività ricettiva senza le autorizzazioni e quindi senza essere sottoposte ai controlli e agli obblighi degli alberghi e affittacamere regolari. Vorrei precisare che quando parliamo di strutture abusive non ci riferiamo ad attività a nero, perché nella maggior parte dei casi i titolari emettono fatture e ricevute regolarmente. Ci riferiamo, però, ad attività che non sono sottoposte a verifiche di alcun genere e che possono ignorare i vincoli imposti, ad esempio, dall'Asl, tanto per citarne alcuni».
 Quello che secondo la Camera di commercio deve essere chiaro, però, è che la commissione tecnica non sta iniziando una crociata contro le strutture abusive per farle chiudere: «Il nostro intento - precisa Claudio Guerrieri - è di far emergere gli abusivi e di regolarizzarli.

In sostanza, ci stiamo battendo per avere un mercato più trasparente dove le regole per la concorrenza siano le stesse per tutti». È evidente, infatti, che chi ha meno obblighi "ufficiali" da rispettare abbia anche meno spese da sostenere. Perciò la «regolarizzazione delle strutture abusive dovrebbe portare a una maggiore trasparenza di mercato. La nostra, però - insiste Guerrieri - non è un'operazione di polizia né di repressione, ma di sollecitazione ad avere un'offerta ricettiva migliore e non sommersa». Delicata, comunque, resta la questione di quello che accadrà una volta individuate le strutture ricettive. «È ovvio - conclude Petrucci - che dobbiamo agire con buon senso. In primo luogo, quando avremo individuato la struttura abusiva, contatteremo il titolare. Se, per caso, emergessero situazioni eclatanti, allora coinvolgeremo anche i Comuni che sono gli enti preposti al controllo del territorio. Ma ci auguriamo che non ci sia bisogno di azioni più incisive della persuasione».

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