Il Tirreno

Lucca

SANGUE A LUCCA

Lo uccide perché curava i campi al posto suo

Duccio Casini e Luca Tronchetti
Lo uccide perché curava i campi al posto suo

Gli ha sparato due colpi di fucile, freddandolo in mezzo al suo campo. Drammatico episodio a Lucca: un uomo di 76 anni, Renzo Merciadri ha ucciso un lucchese di 62 anni, Pellegrino Bertei, dopo l'ennesimo litigio

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LUCCA. Mesi di dissapori, liti, dispetti, poi la tragedia: in preda all’ira, l’agricoltore che per una vita aveva curato i campi a Torre di proprietà di una famiglia di Lido di Camaiore, ha sparato due colpi di fucile contro il pensionato, più giovane di 14 anni, dal quale era stato estromesso, uccidendolo. Poi è tornato in casa, ha riposto l’arma, si è messo a tavola a mangiare e al fratello che gli chiedeva cosa fosse accaduto ha risposto: «Mi sono tolto un peso». E la stessa frase ha detto, poco dopo, ai carabinieri che venivano ad arrestarlo.

Teatro dell’omicidio l’aia di una casa colonica in mezzo ai campi, in via per Torre. Sono le 19,20. Pellegrino Bertei, 62 anni, pensionato dell’Enel residente a S. Vito in via Lorenzini dove viveva con la moglie e i tre figli, ha finito il suo lavoro quotidiano nei campi che da qualche mese i proprietari, la famiglia Sodini di Lido di Camaiore, gli hanno affidato in cura, togliendoli a Renzo e Valdo Merciadri, 76 e 83 anni, ritetuti troppo anziani e non più in grado di reggere la fatica. I fratelli sono comunque rimasti nella casa colonica e vedono ogni giorno Bertei, con il quale proprio non se la dicono. Soprattutto Renzo ha spesso alterchi e i vicini sentono di frequenti grida e improperi.

Il rancore, l’odio, si trasforma in raptus. Merciadri da un armadietto afferra il fucile da caccia calibro 12 e al fratello che gli chiede spiegazioni risponde vago: «Esco un attimo».
 Fa pochi passi, arriva sulla scala in pietra e vede Bertei che sta per salire sul suo furgone Citroen Berlingo per raggiungere la famiglia, che ogni giovedì sera si ritrova a cena a San Pietro a Vico.

L’anziano agricoltore non ha esitazioni: punta il suo calibro 12, spara e colpisce all’addome Bertei che, ferito, riesce comunque a tentare la fuga. Cerca riparo verso un casottino dove vengono custoditi gli attrezzi agricoli.

Merciadri scende le scale, lo insegue e da distanza ravvicinata spara un secondo colpo, forse mortale, che raggiunge il rivale alla testa, conficcandosi sotto l’orecchio destro. La morte è istantanea. Imperturbabile, Merciadri torna in casa e rimette il fucile nell’armadietto e chiude a chiave. Come se niente fosse. Si siede a tavola, comincia a mangiare e al fratello che chiede spiegazioni risponde: «Mi sono tolto un peso».

Gli spari però sono stati sentiti da una vicina che corre nel campo e scorge il corpo senza vita di Bertei. Immediato l’allarme dato a una nipote dei Merciadri, che abita in una villetta a poca distanza dalla colonica degli anziani fratelli agricoltori. Viene chiamato il 112 e i carabinieri arrivano di lì a poco. Guardinghi, temendo che l’anziano potesse sparare ancora, salgono le scale della casa di Merciadri e dalla porta lo scorgono seduto tranquillamente a tavola, a mangiare. L’agricoltore non oppone resistenza e si consegna: «Mi sono tolto un peso», ripete anche ai militari dell’Arma.

A Torre arriva anche il sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Origlio, che dirige gli accertamenti del caso e fa condurre Merciadri in camera di sicurezza, dove poi andrà ad ascoltarlo prima di chiedere al gip le misure del caso. Ma la dinamica della tragedia appare chiara.

I vicini parlano delle frequenti liti, dell’odio che covava sotto la cenere. Renzo Merciadri non si sentiva così vecchio da non poter più fare il suo lavoro nei campi e non sopportava proprio Bertei, che, in pensione, aveva accettato volentieri l’incarico ricevuto dalla famiglia Sodini. Il lavoro nei campi lo appassionava e ci stava dalla mattina alla sera. Non risulta che alla famiglia avesse mai parlato degli screzi con i Merciadri.

Come in realtà stessero le cose lo apprendono il figli e i due generi della vittima, arrivati a Torre poco dopo il delitto. Erano tutti a S. Pietro a Vico, ma il padre non arrivava a cena. Né rispondeva al telefono. Preoccupati, hanno raggiunto i campi in cui lavorava e lì hanno appreso della tragedia. Più tardi, a S. Vito i carabinieri sono arrivati per informare anche la moglie della vittima, Graziana Bussi, che si è sentita male. Per soccorrerla è stata chiamata l’ambulanza con il medico.

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