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Perseguita la fidanzata per due anni

Perseguita la fidanzata per due anni

Insegnante di religione minacciata, molestata e anche picchiata

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LUCCA. Per quasi due anni un'insegnante di religione è stata minacciata, picchiata, insultata, molestata per strada e al telefono dall'ex fidanzato che non voleva rassegnarsi alla fine del rapporto. Lui è arrivato al punto di gettarle in faccia e sui capelli escrementi umani e di imbrattare con la vernice spray la scuola in cui lei lavorava. Alla fine il giudice ha accolto la tesi difensiva legata all'incapacità di intendere e di volere al momento in cui si sono svolti i fatti. E l'imputato è stato assolto dal reato di stalking per vizio totale di mente.
 Ma l'imputato - un invalido civile di 35 anni residente a Capannori - dovrà comunque scontare la misura di sicurezza di un anno di custodia in una casa di cura. Un provvedimento che il suo legale, Nicola Barsotti, vuol evitare tanto che ricorrerà in Appello.
 Una storia iniziata nel febbraio 2006 che ha esasperato la vita dell'insegnante. Tanto da farla cadere in uno stato di prostrazione psicologica. Una vera e propria depressione con propositi suicidi. Culminata in una circostanza, mentre denunciava l'ennesimo episodio di minacce al commissariato di Pescia, in una crisi nervosa così forte da costringere gli agenti ad assisterla e accompagnarla al pronto soccorso.
 I FATTI  Lei è una giovane insegnante di religione, catechista in una parrocchia della Valdinievole. Conosce il giovane, un invalido civile che lavora saltuariamente come operaio, muratore, benzinaio. Nasce una simpatia che si trasforma in un rapporto stabile. Ma dopo pochi mesi iniziano i primi dissapori. Lei decide di lasciarlo, ma lui non si rassegna.
 LE MOLESTIE  Accecato dalla rabbia l'invalido inizia un'azione persecutoria. Durante uno dei rendez vous chiarificatori nel tentativo di riprendere la relazione sentimentale interrotta lui si impossessa del cellulare dell'insegnante per impedirle di andarsene senza averlo ascoltato. Lei cerca di riprendersi il telefonino, ma l'ex fidanzato con uno sgambetto la fa cadere a terra. Alla fine getta il cellulare a terra e lo calpesta con i piedi sino a romperlo. Per poi, successivamente, ripagarglielo. Non contento, sempre a mezzo telefono, invia una miriade di sms dal contenuto molesto e offensivo arrivando a mandarne 9 al giorno. Lei, terrorizzata, inizia a denunciare le molestie al commissariato di Pescia. Sperando che l'ex innamorato desista nei suoi propositi. Invece la violenza cresce. Lui arriva a minacciarla se non ritira le querele. E nell'ottobre 2007 l'affronta vicino alla parrocchia dove lei insegna catechismo e le getta addosso - sul volto e sui capelli - escrementi umani minacciandole di farle del male e di infangarle la reputazione agli occhi del parroco del suo paese e agli istituti scolastici dove insegnava per farle perdere il lavoro. Precedentemente aveva ricoperto con la vernice spray le pareti esterne di una scuola elementare e di una materna della Valdinievole di frasi d'amore rivolte all'insegnante per farla ritornare insieme a lui e infine in una discoteca di Chiesina Uzzanese l'aveva colpita con uno schiaffo, rovesciandole addosso una bevanda e inseguendola per tutto il locale.
 L'ARRESTO  Non essendo ancora in vigore il reato di stalking l'invalido venne raggiunto da un provvedimento di obbligo di dimora emesso dal gip di Pistoia per i reati di minacce, molestie telefoniche, danneggiamento, lesioni personali, violazione di domicilio. Nella stessa giornata, poche ore dopo aver ricevuto la notifica del provvedimento, aveva inviato un sms all'ex fidanzata minacciandola di morte. Così nel gennaio 2008 l'invalido è finito in carcere e successivamente ai domiciliari.

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