Il Tirreno

Lucca

Lattanzi-Cattani, continua il duello per la Fondazione

Marco Innocenti

Oggi intanto si terrà l'assemblea dei 102 soci

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LUCCA. C’è chi parla di un netto vantaggio (in termini di voti: 10 contro 4) a favore dell’avvvocato Giovanni Cattani come nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ma nessuno sottovaluta la forza di quanti invece sostengono Arturo Lattanzi, manager di grande esperienza bancaria. L’unica certezza è che, anche ieri, su un fronte e sull’altro c’è stato un gran darsi da fare per ottenere i consensi necessari dai 14 membri dall’organo di indirizzo della Fondazione, che domani è chiamato ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e i nuovi vertici, presidente e vice. Oggi intanto si terrà l’assemblea dei 102 soci della Fondazione, presieduta proprio da Cattani. «Nel corso della riunione sarò lieto di dare la parola al presidente della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Alberto Varetti, perché ci illustri la situazione e i programmi della banca, alla quale la Fondazione è saldamente legata e affezionata - commenta l’avvocato -. I rapporti sono più che buoni ed è pacifico che vorremmo mantenere la nostra quota nella Cassa quando, nel giugno 2010, arriverà il momento previsto per l’eventuale riscatto. Mi sembra però logico che a quel momento, augurandoci che la crisi mondiale sia stata superata, valuteremo con attenzione le garanzie che ci verranno date.

«Credo poi che sia un falso problema anche la questione dell’acquisizione di quote di Agos-Ducato: di comune accordo la trattativa è stata aggiornata». Nel corso dell’assemblea ci sarà però spazio per ulteriori contatti in vista del giorno delle nomine. «Comunque vada - conclude Cattani - spero proprio che la vicenda si chiuda. Si è verificata una situazione insolita nelle vicende che hanno sempre contraddistinto la Fondazione e non nascondo che è fonte di amarezza e stress. Mi confortano tuttavia i tanti attestati di stima, tra cui quelli dei sindaci di Altopascio, Porcari e Viareggio che ieri sono venuti a trovarmi per esprimere l’aupiscio che l’azione della Fondazione possa andare avanti nella continuità e secondo i criteri della gestione del presidente Giurlani, da tutti unanimemente apprezzati». Chi giudica la partita chiusa con l’elezione di Cattani alla presidenza, con Tommaso Fanfani (docente universitario) come vice e la conferma nel Cda di Loris Barsi e Alessandro Bianchini, non sembra aver tuttavia tenuto conto della forza che continua ad avere la candidatura di Arturo Lattanzi.

A suo sostegno pare ad esempio arrivare un intervento dell’ex sindaco (oggi consigliere provinciale) Pietro Fazzi, che dice: «Credo che ricordiamo tutti molto bene come, quando si dovette affrontare la cessione di parte delle quote della Cassa, la più grande preoccupazione fu quella di salvaguardarne il rapporto con quel territorio che l’ha voluta e che l’ha fatta crescere: nessuno ha voluto rischiare di perdere un’azienda così radicata e con “numeri” che fanno invidia alla maggioranza delle banche “sorelle” in tutta Italia. «Trovo, quindi, superficiale e deviante che qua e la si parli del rapporto della Fondazione Crl con la “sua” Cassa di Risparmio solo in termini di cifre e di presunti conflitti di interesse degli attuali o dei futuri amministratori - prosegue Fazzi -. Al contrario, coloro che da domani avranno la responsabilità di amministrare la Fondazione Crl dovranno dimostrare di aver ben chiaro come il rapporto tra banca e tessuto produttivo sia una componente essenziale per il futuro di Lucca e di come, per molti versi, esso costituisca il più solido sostegno alla sua virtuosa autonomia.

«Per questo, sono convinto che non sia da evitare, ma - al contrario - che sia auspicabile che il nuovo organismo venga integrato con i più alti livelli di esperienza e di conoscenza tanto del settore bancario quanto del gruppo Crl. «Quelle partecipazioni non devono limitarsi a perseguire il massimo degli utili ma a concorrere alla guida del nostro sviluppo». Affermazioni che paiono del tutto in linea con l’area che ritiene prioritario il sostegno che la Fondazione dovrà dare al mondo imprenditoriale, mentre altre componenti, come i sindaci che sono andati ieri da Cattani, ritengono che a decidere i programmi e lo sviluppo del territorio debbano essere gli amministratori pubblici in nome e per conto dei cittadini che li hanno eletti, e non il solo mondo bancario.

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