Attenzione
Incarichi, scontro nella maggioranza
Nadia Davini
Il sindaco se ne va alla richiesta di rinviare l'esame della pratica
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LUCCA. Cinquanta incarichi a professionisti esterni da far votare e approvare dal consiglio comunale: è questo il numero di incarichi di studio, ricerca e di consulenza previsto dall’amministrazione Favilla per l’anno 2009. Ma il consiglio non vota la pratica e scoppia la polemica: i consiglieri di maggioranza, infatti, chiedono il rinvio del provvedimento e il sindaco se ne va dal consiglio, contrariato. Gli incarichi vanno dal geriatra, necessario per interventi sulla popolazione non autosufficiente, all’esperto per la stima del valore artistico degli oggetti esposti al mercato dell’antiquariato, passando per lo chef/nutrizionista in grado di aggiornare e modificare i menù scolastici, di migliorare il servizio di ristorazione e di seguire un percorso di educazione nutrizionale. Fino ad arrivare ai cinquanta incarichi che fanno scoppiare lo scontro all’interno della maggioranza a palazzo Santini. E provocano le critiche dell’opposizione che prende le distanze da una scelta che sembra suonare come una costosa bocciatura delle professionalità esistenti all’interno dell’amministrazione comunale.
Al momento di trattare la questione, infatti, il presidente della commissione bilancio, Mauro Garbini (Udc), sostenuto da Franco Fabbri, capogruppo di FI (entrambi appartenenti alla maggioranza comunale), chiede di rinviare la pratica per la mancata trattazione dell’argomento in commissione. Immediata e chiara la reazione del sindaco, che, dopo aver insistito perchè si discutesse e si votasse ugualmente, data la natura tecnica del provvedimento, ha raccolto le sue carte e ha abbandonato l’aula. Solo un disguido per la maggioranza. Una rottura politica invece per l’opposizione e per Governare Lucca. «Si tratta di una pratica come tante altre - spiega Garbini - solo che il direttore generale, Attilio Mauceri, non si è presentato in commissione per illustrarla. Così ho pensato di chiederne il rinvio. «È stato tutto un equivoco, generato dal fatto che non c’è stato modo di comunicare al sindaco, prima dell’inizio del consiglio comunale, la nostra volontà di trattare la pratica successivamente». Stessa posizione anche per il capogruppo degli azzurri: «Non c’è nessuna frattura politica all’interno - dice Fabbri - anche perchè non ci sono motivi di fondo di scontro».
Di tutt’altra opinione è invece Vincezo Giorgi, capogruppo di Governare Lucca. «Questa è una maggioranza - sostiene - che va a capofitto verso un futuro sempre più impraticabile. Ci sono delle forzature continue. Perché? C’è qualcuno che vuole stracomandare nella maggioranza, tenendo ostaggio il sindaco di questa politica. «Il passaggio in commissione è importante: la realtà, però, è che c’è un problema politico. «L’attuale maggioranza non opera più sulla base del programma elettorale, ma su un programma opposto rispetto all’originale. «Governare Lucca resta al suo posto per rispettare i cittadini e i punti programmatici presentati alle elezioni del 2007: fuori o dentro la maggioranza non ci interessa». Per Antonio Sichi, consigliere del Prc, è evidente come «ciò che può portare in crisi questa amministrazione siano soprattutto le poltrone. «È triste vedere che un’amministrazionesi accartocci su una pratica che riguarda incarichi e non discutere delle esigenze reali dei cittadini». Posizione analoga anche per il Pd. «La rottura tra il sindaco e la sua maggioranza - fa sapere in una nota il Gruppo consiliare - non si è consumata sulla nobiltà delle idee, ma sulle collaborazioni, numerosissime, di cui i vari settori dipartimentali dell’ente avranno necessità.
«Visto che accanto ad ogni incarico si dovrà scrivere un nome, sarebbe fin troppo facile ipotizzare che in molti vogliano dire la loro. «Resta comunque il fatto che il primo strappo serio si è avuto sul cumulo di ben cinquanta incarichi e consulenze».
Al momento di trattare la questione, infatti, il presidente della commissione bilancio, Mauro Garbini (Udc), sostenuto da Franco Fabbri, capogruppo di FI (entrambi appartenenti alla maggioranza comunale), chiede di rinviare la pratica per la mancata trattazione dell’argomento in commissione. Immediata e chiara la reazione del sindaco, che, dopo aver insistito perchè si discutesse e si votasse ugualmente, data la natura tecnica del provvedimento, ha raccolto le sue carte e ha abbandonato l’aula. Solo un disguido per la maggioranza. Una rottura politica invece per l’opposizione e per Governare Lucca. «Si tratta di una pratica come tante altre - spiega Garbini - solo che il direttore generale, Attilio Mauceri, non si è presentato in commissione per illustrarla. Così ho pensato di chiederne il rinvio. «È stato tutto un equivoco, generato dal fatto che non c’è stato modo di comunicare al sindaco, prima dell’inizio del consiglio comunale, la nostra volontà di trattare la pratica successivamente». Stessa posizione anche per il capogruppo degli azzurri: «Non c’è nessuna frattura politica all’interno - dice Fabbri - anche perchè non ci sono motivi di fondo di scontro».
Di tutt’altra opinione è invece Vincezo Giorgi, capogruppo di Governare Lucca. «Questa è una maggioranza - sostiene - che va a capofitto verso un futuro sempre più impraticabile. Ci sono delle forzature continue. Perché? C’è qualcuno che vuole stracomandare nella maggioranza, tenendo ostaggio il sindaco di questa politica. «Il passaggio in commissione è importante: la realtà, però, è che c’è un problema politico. «L’attuale maggioranza non opera più sulla base del programma elettorale, ma su un programma opposto rispetto all’originale. «Governare Lucca resta al suo posto per rispettare i cittadini e i punti programmatici presentati alle elezioni del 2007: fuori o dentro la maggioranza non ci interessa». Per Antonio Sichi, consigliere del Prc, è evidente come «ciò che può portare in crisi questa amministrazione siano soprattutto le poltrone. «È triste vedere che un’amministrazionesi accartocci su una pratica che riguarda incarichi e non discutere delle esigenze reali dei cittadini». Posizione analoga anche per il Pd. «La rottura tra il sindaco e la sua maggioranza - fa sapere in una nota il Gruppo consiliare - non si è consumata sulla nobiltà delle idee, ma sulle collaborazioni, numerosissime, di cui i vari settori dipartimentali dell’ente avranno necessità.
«Visto che accanto ad ogni incarico si dovrà scrivere un nome, sarebbe fin troppo facile ipotizzare che in molti vogliano dire la loro. «Resta comunque il fatto che il primo strappo serio si è avuto sul cumulo di ben cinquanta incarichi e consulenze».
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