Il Tirreno

Lucca

Alfano: via libera alla cancelleria informatica

Luca Tronchetti e Carlo Bartoli
Alfano: via libera alla cancelleria informatica

Il guardasigilli cauto sulla Corte d'Appello, se ne riparlerà in autunno

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LUCCA. Arriva il ministro della Giustizia Alfano e alla città che invoca la tanto attesa istituzione della Corte d'Appello, il guardasigilli offre «una corsia preferenziale». In autunno si ridiscuteranno le circoscrizioni giudiziarie e per Lucca (chissa?) potrebbe essere l'occasione buona.
 La Corte può attendere. In realtà, la questione è tutt'altro che scontata e Angelino Alfano mette le mani avanti, precisando che «non sarebbe serio fare annunci prematuri. Dopo l'estate metteremo mano alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie e se ci sarà la possibilità di istituire nuovi Corti d'Appello, certamente Lucca avrà argomenti forti da spendere». Dalla sua, Lucca non ha solo gli elevati volumi di contenzioso, ma anche gli «ottimi rapporti» instaurati con il numero uno del dicastero di via Arenula. Tanto che il ministro Alfano sfodera una seconda e più concreta «corsia preferenziale»: quella per dotare al più presto Lucca di una cancelleria civile telematica. «Lunedì ci siamo incontrati in via Arenula per discutere dell'istituzione di una seconda Corte d'Appello in Toscana e tra poche ore ci incontreremo di nuovo per affrontare in maniera più dettagliata l'informatizzazione degli uffici giudiziari lucchesi, un progetto al quale si è lavorato già da tempo. Più avanti - ha aggiunto il ministro - affronteremo anche l'informatizzazione della cancelleria penale».
 La cancelleria telematica. La possibilità - attraverso lo stanziamento di un milione di euro messo a disposizione per le procure toscane dalla Regione - di realizzare un'informatizzazione globale degli uffici giudiziari è molto concreta. Tanto che oggi pomeriggio il presidente del tribunale, Gabriele Ferro, assieme al consigliere Giulio De Simone, magistrato di Corte d'Appello a Firenze e padre della cancelleria telematica civile che nel capoluogo funziona da 10 anni, si recherà nuovamente al ministero di Giustizia. Lì i due magistrati - accompagnati dal dirigente regionale Andrea Castagnini e dal funzionario del centro nazionale d'informatica nella pubblica amministrazione Giancarlo Galardi - saranno ricevuti da Luigi Birritteri, capo dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi. Un uomo di fiducia del Guardasigilli. E gli sottoporranno il progetto d'informatizzazione delle cancellerie civili che è già in funzione - oltre che a Lucca e Firenze - anche ad Arezzo, Prato, Pistoia, Siena e Grosseto. Un piano pilota che il ministero potrebbe decidere di adottare in tutt'Italia. «Abbiamo incassato l'apertura del ministro. - sostiene il presidente Ferro, visibilmente soddisfatto - Questo progetto è a costo zero e con l'informatizzazione risparmiamo carta e velocizziamo l'iter della giustizia. E qualcosa di simile l'abbiamo in mente anche per il processo penale. Attraverso la tecnologia le parti possono inviarsi documenti, consultare memorie senza dover far file negli uffici». «I soldi ci sono - sottolinea Andrea Castagnini - e i cittadini e le imprese che si avvarranno di questo servizio risparmieranno tempo e denaro».
 Il tour al Galli Tassi. Nel corso del suo pomeriggio lucchese, il ministro Alfano, dopo la visita a Firenze, ha fatto un piccolo tour de force tra i palazzi del potere. Dopo il municipio, a colloquio con il sindaco Favilla, il guardasigilli ha visitato la cittadella giudiziaria al Galli Tassi. Una visita guidata effettuata a passo di carica per rispettare i tempi del protocollo, ma molto minuziosa. Il ministro ha avuto il tempo per scambiare due battute con le addette alla cancelleria civile ed ha perlustrato l'intero complesso, verificando che si tratta della sede ideale per istituire una seconda Corte d'Appello. Un modo per dimostrare che la struttura c'è, è di prestigio, ed disponibile gratuitamente.
 Tante riforme. A Palazzo Ducale, poi, il ministro Alfano, sempre scortato dalla proconsole di Berlusconi Deborah Bergamini, è stato ricevuto dal prefetto Carmelo Aronica ed ha avuto l'occasione di esporre in maniera dettagliata l'impegnativo pacchetto di riforme che intende portare a termine. Dalla riforma del processo civile a quella del processo penale, dalla revisione delle norme che riguardano i ricorsi in Cassazione a quella delle professioni economico-giuridiche, per finire, tanto per gradire, con quella della Costituzione. Il guardasigilli ha messo carne al fuoco non per una ma per parecchie legislature, ma aldilà dell'apprezzabile impegno per giungere «a una revisione di sistema delle leggi in materia di giustizia», resta il fatto che la gente si attende interventi concreti che non sembrano all'ordine del giorno a causa della scarsità delle risorse a disposizione. Non a caso, Alfano ha insistito a lungo sul tema dell'informatizzazione, un capitolo importante del miglioramento della giustizia, ma che non rappresenta certo la panacea di tutti i mali.
 Più carceri. Su un punto, però, il guardasigilli ha preso un impegno sostanzioso: l'aumento del numero delle carceri. «Presenteremo - ha affermato - un piano delle carceri nei primi giorni di maggio e speriamo di dare finalmente un rimedio strutturale al problema del sovraffollamento dei penitenziari che non intendiamo risolvere attraverso indulti e amnistie. Il sovraffollamento della carceri pregiudica la dignità dei detenuti e rende impossibile effettuare una vera opera di rieducazione». Il governo, dunque, costruirà nuove carceri, visto anche che è assai difficile riuscire, come ha ammesso il ministro, riuscire a far scontare la pena nei rispettivi Paesi di appartenenza quel 38% di detenuti di nazionalità straniera ospitati nelle nostre case circondariali.
 Le buone intenzioni. Nel quaderno delle buone intenzioni presentato da Alfano e per risollevare le sorti del pianeta giustizia, schiaciato da 5 milioni di cause civili e da 3 milioni di procedimenti penali, c'è la volontà di sanzionare le tattiche dilatorie che intralciano l'attività della giustizia, di dare immediato valore esecutivo alle sentenze e di ridurre fortemente la possibilità di ricorrere in Cassazione. «A causa della lentezza della giustizia - ha chiosato non senza umorismo il ministro - è più facile, per chi fa causa, passare all'altro mondo che arrivare alla Suprema corte».

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