Il Tirreno

Lucca

Fondazione, scontro sulla vicepresidenza

Ilaria Bonuccelli
Fondazione, scontro sulla vicepresidenza

Si spacca il consiglio dei saggi della Fondazione Cassa di Risparmio: tre sono per Lattanzi, uno è per un’altra soluzione. Ma c'è chi teme che sotto le manovre in atto ci sia un disegno politico

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LUCCA. In mattinata arriva l’annuncio ufficiale: Giovanni Cattani, vicepresidente storico della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, è pronto a fare un passo indietro. Non si ricandida, lascia l’incarico per consentire alla Fondazione di deliberare un sostituto e un nuovo consiglio in modo unanime «come ha sempre fatto». Ma il gesto non serve, non per ora almeno.

La riunione dei saggi del pomeriggio finisce senza accordi sul vicepresidente: 3 a favore di Arturo Lattanzi, consigliere di amministrazione e membro del consiglio esecutivo della Cassa di Risparmio di Lucca, 1 contrario.

 A favore di Lattanzi, l’uomo che rappresenta la Cassa di risparmio (e il suo presidente, Alberto Varetti) e gli Industriali (più nella figura del direttore Vittorio Armani che in quella del presidente Andrea Guidi) votano: Frediano Chiocchetti, Giancarlo Francesconi (che rappresenta le categorie) e Giovan Battista Mennucci; contro questa candidatura si esprime Mauro Di Grazia, nominato dalla Provincia. L’organo di indirizzo della fondazione, comunque, compila la lista delle candidature che verranno poi votate il 30 aprile, in una riunione convocata anche - sottolinea il direttore della fondazione, Pier Marco Agretti, dimissionario dal consiglio di amministrazione - per discutere il bilancio consultivo del 2008 e la revisione del piano programmatico (la distribuzione dei contributi) per il 2009.

 In realtà il salto non sarà così diretto da ieri a giovedì della prossima settimana. Per lunedì 27, infatti, il vicepresidente ancora in carica, l’avvocato Giovanni Cattani, ha convocato una nuova riunione (fuori sacco) dell’organo di indirizzo: all’ordine del giorno c’è la nomina di Ela Mazzarella, espressione del volontariato (è indicata dal Centro nazionale del volontariato), in sostituzione di un altro membro del consiglio. La mossa non è casuale. Anticipando questo insediamento, il 30 aprile, Ela Mazzarella potrà votare il nuovo presidente (si dà per scontata la riconferma di Gian Carlo Giurlani) e anche il nuovo vice, che nei prossimi mesi avrà un ruolo strategico importante, soprattutto se si dovesse protrarre la convalescenza dell’ingegnere, infastidito dalla lotta di potere in corso.

 Questo voto viene considerato importante perché potrebbe spostare gli equilibri e non certo a favore di Lattanzi, visto da una parte dell’organo di indirizzo come la persona che, nei fatti, potrebbe scalzare Gian Carlo Giurlani, soprattutto se la sua assenza dalla Fondazione dovesse protrarsi. Non è un mistero, infatti, che la candidatura di Lattanzi - uomo di lunga esperienza bancaria - nasca nel momento in cui sono in discussione due operazioni finanziarie importanti: l’acquisto, da parte della Fondazione, di azioni (per 220 milioni) di Agos-Ducato, la società di credito al consumo oggi controllata dalla banca francese Credit Agricole; la vendita (da 300 milioni di euro) della porzione della Cassa di risparmio di Lucca che è ancora della fondazione. In campo bancario, si farebbe avanti anche un’altra ipotesi: e cioè che Lattanzi voglia rafforzare la posizione della fondazione nella Cassa o, addirittura, dentro la banca madre, il Banco Popolare.

 In questa situazione, dove le manovre si mischiano al gossip politico-finanziario (a volte messo in giro anche ad arte), una certezza c’è: e cioè che il sindaco ieri pomeriggio ha affrontato la questione del rinnovo dei vertici della Fondazione nella riunione dei capigruppo di maggioranza. E, come già anticipato al Tirreno, Favilla ribadisce il diritto-dovere della pubblica amministrazione di occuparsi della vicenda. O meglio delle strategie che possono condizionare la rotta della Fondazione e, di conseguenza, quella della città. Per questo ha già iniziato a prendere contatti con tutti i membri dell’organo di indirizzo, compreso il direttore della Fondazione, Pier Marco Agretti. Prima di prendere posizione il sindaco vuole farsi un’idea precisa di quello che sta succedendo. Ma non è semplice, considerando le voci che si rincorrono. Compresa quella di un incontro (che sarebbe già avvenuto) fra Andrea Marcucci e Arturo Lattanzi e quella di un tentativo (non meglio esplicitato) della «potente» famiglia Marcucci di mettere le mani sulla fondazione.

 Quello che succederà è tutto da vedere. Di sicuro sono in molti a temere che sia in atto una manovra per mettere la fondazione sotto il controllo della politica. Non tanto quella dei partiti, quanto quella dei gruppi di potere che contano. Solo che nessuno lo dice apertamente, perché ancora non si sa chi vincerà la guerra per il controllo dell’istituzione che più rappresenta la città. E il timore è di trovarsi, quando un vincitore ci sarà, dalla parte sbagliata.

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