Il Tirreno

Lucca

Studenti in piazza ma arriva la polizia

Studenti in piazza ma arriva la polizia

Chiesti i documenti ai giovani riunitisi nella zona della mostra dei Comics

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LUCCA. Ore 15, lezione in piazza.

La scesa del Caffè delle Mura ieri pomeriggio è stata occupata da oltre cento studenti, per lo più delle superiori, ma anche universitari: l’onda della protesta studentesca, contro la Gelmini e i tagli previsti da Tremonti, non intende arrestarsi e fa sentire la propria voce anche di domenica, nell’ultima giornata di Comics.

Tre i ragazzi improvvisati professori per l’occasione: argomento del giorno “La fisica dei supereroi”.

La polizia, a fine lezione, ha chiesto i documenti agli organizzatori dell’iniziativa perché non c’era l’autorizzazione ed era stata allestita una manifestazione all’interno di un altro evento già esistente. C’erano anche timori, è stato spiegato, che l’iniziativa potesse creare reazioni, visto che Forza Nuova aveva un banchetto a pochi metri di distanza.

Spiegazioni contestate dai partecipanti, convinti che la polizia «non avrebbe mai autorizzato la lezione in piazza nell’ultima giornata dei Comics. Invece noi abbiamo bisogno di comunicare con i cittadini per coinvolgerli nella nostra protesta».

Se questo era l’intento, l’obiettivo è stato centrato: tanti ragazzi di diverse scuole lucchesi sono rimasti per più di un’ora con le gambe incrociate a sedere per terra, seguendo divertiti la particolare lezione. C’erano anche i turisti e i visitatori dei Comics che, tra uno stand e l’altro, hanno comunque trovato il modo di partecipare all’iniziativa. Come può Superman spiccare salti di duecento metri? E come può la Donna Invisibile dei Fantastici Quattro vedere quanto sia trasparente? Partendo da queste domande, i tre studenti di Fisica dell’università di Pisa, «aspiranti ricercatori, ma sicuri disoccupati», hanno spiegato con semplicità ed efficacia le leggi fisiche dell’universo. Gli applausi si rincorrevano con forza, come a voler ribadire il proprio no alla “controriforma” Gelmini-Tremonti, ribattezzata così dagli studenti. Ma anche all’idea di trasformare l’istruzione in un business: “chi potrà”, dicono i ragazzi, “pagherà per avere una certa istruzione, chi non potrà... No, noi non ci stiamo”.

Sono organizzati gli studenti lucchesi e stanno dando vita a forme di protesta molto articolate e varie.

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