Il Tirreno

Lucca

Studenti di nuovo in piazza, sit in sulla circonvallazione

Nadia Davini
Studenti di nuovo in piazza, sit in sulla circonvallazione

Non si placa la protesta contro l’approvazione del decerto Gelmini Corteo spontaneo da piazzale Verdi

3 MINUTI DI LETTURA





Lucca. Ormai le vie del centro sono diventate la loro scuola, il loro liceo, la loro università. Sono giorni che la mattina si svegliano, accendono il telefonino, collegano la posta elettronica e fanno partire il passaparola. «Che abbiamo deciso di fare? Dove ci vediamo? E quanti siamo? Bene, allora tutti in città». Stessa storia anche ieri, quando in tanti, prevalentemente studenti delle superiori, si sono ritrovati alle nove in piazzale Verdi, per dare vita ad un corteo spontaneo, il secondo in meno di una settimana. L’autorizzazione non c’è, ma la voglia di manifestare contro la “controriforma” Gelmini (come la chiamano gli studenti) è ancora più grande, soprattutto all’indomani del via libera del Senato al decreto legge.

Così, nonostante lo sciopero generale della scuola, nonostante la pioggia e nonostante l’inizio dei Comics, in più di duecento sono venuti all’appuntamento. E la Digos li lascia passare.

«Né rossi né neri ma liberi pensieri» gridano dal megafono alcuni studenti dalle prime file.

Ma lo slogan non convince e così dopo poco qualcuno dalla folla urla: «Siamo tutti antifascisti».

Che è «il valore fondante per tutti coloro che sono qui a manifestare. Per noi la resistenza e l’antifascismo rimangono un valore assoluto».

Piove a dirotto. Grandina addirittura. Qualche lampo illumina qua e là il buio calato all’improvviso su Lucca.

L’atmosfera è da racconto del terrore, ma gli studenti non battono ciglio, gridando a tutta voce: «Anche con la pioggia manifestiamo, i nostri diritti rivogliamo», quasi a voler sfogare tutta la rabbia di una generazione precaria. Il corteo si dirige verso il Caffè delle Mura.

Qui gli studenti si riuniscono sotto il palco dei Comics, in attesa che i loro compagni prendano la parola.

Si innalza uno striscione: «Questa riforma è roba da Comics».

Poco più in là un grande pacchetto di sigarette della marca “Gelmini” (in pieno stile “Camel”), con la faccia del ministro al posto di quella del cammello e sotto la scritta: «La Gelmini invecchia la scuola e danneggia gravemente gli studenti». La delegazione studentesca inizia a parlare, avanza proposte e legge il documento inviato nei giorni scorsi al presidente della Repubblica Napolitano al presidente del consiglio Berlusconi, al ministro Gelmini, al presidente della regione Toscana Martini e all’assessore regionale all’università Baronti.

Parte uno slogan: «Se ci bloccano il futuro, bloccheremo la città».

E così è stato: sit in sulla circonvallazione davanti a porta San Pietro per mezz’ora.

Ma non basta: l’idea è quella di andare a bloccare anche le macchine che passano davanti al “Pertini”, fermando così entrambi i sensi di marcia. Il cordone avanza lento.

A quel punto la maggior parte degli studenti se ne va; restano una ventina di ragazzi, che occupano per cinque minuti la strada.

Poi le macchine vengono fatte ripartire lentamente e il blocco si dissolve in pochi minuti.

«Ma la nostra onda è liquida - urlano gli studenti - e, come l’acqua, nessuno la può fermare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa