Il Tirreno

Lucca

Bar, prezzi bloccati fino a febbraio

L'Ascom chiede anche ai fornitori di non aumentare le materie prime

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LUCCA. Prezzi bloccati nei bar fino alla fine di febbraio 2009. Lo hanno deciso gli esercizi che fanno capo all’Ascom che intendono venire incontro alla clientela in un momento particolarmente duro e di contrazione dei consumi. Gli esercenti però chiedono anche ai grossisti di fermare l’escalation dei prezzi delle materie prime utilizzate per caffè, cappuccini, paste e pezzi salati. La decisione è stata annunciata dal presidente dei pubblici esercizi dell’Ascom, Endro Luchi. “Un prezzo amico” è lo slogan con cui i baristi dell’Ascom invitano l’intera categoria a collaborare. «Siamo tutti consapevoli che la lunga crisi dei consumi che attanaglia il paese - ha spiegato Luchi in una conferenza stampa all’Ascom - potrebbe portare contraccolpi preoccupanti anche nel nostro settore. Il potere d’acquisto dei consumatori si sta assottigliando al limite del sostenibile, mettendo a rischio anche i piccoli piaceri quotidiani. Così abbiamo deciso (in lucchesia siamo oltre 500 bar) di congelare dal primo novembre fino al 28 febbraio del 2009 i prezzi di caffè, cornetti e quant’altro si può trovare al banco del bar».

Alla conferenza stampa nella sede della Confcommercio in via Fillungo hanno partecipato anche il presidente dell’Ascom, Ademaro Cordoni, Moreno Rossi, presidente dei commercianti del centro storico, Giuliano Pacini consigliere nazionale della Federazione pubblici esercizi e il direttore dell’Ascom, Umberto Chiesa. «Da tempo - ha esordito il presidente Ademaro Cordoni - stavamo valutando, visto l’aumento dei costi, la possibilità di aumentare il prezzo del caffè e di conseguenza anche del pezzo dolce e di molte altre bibite. Ne avevamo discusso in più occasioni, proprio per concordare come adeguarci ai numerosi aumenti di varie materie prime e dei costi del personale dopo la firma del nuovo contratto per i dipendenti. La decisione che avrebbe portato agli aumenti è stata posticipata per mesi. Ora l’aggravarsi della situazione finanziaria ci ha spinto a seguire la via opposta, aderendo alla campagna della Fipe per congelare i prezzi. Un ulteriore sacrificio che come categoria ci apprestiamo a fare, consapevoli della gravità del momento».

«È evidente - ha concluso Luchi - che questa iniziativa non basterà da sola a risollevare le sorti dell’economia, ma potrà darci un indice costante delle abitudini dei consumatori e farli riavvicinare ai bar. Ma faccio appello anche a fornitori e grossisti affinchè si adoperino a mantenere i prezzi bloccati, in modo che la campagna “un prezzo da amico” abbia a Lucca il successo aispicato dalla Fipe. L’appello vale anche per i gestori dei ticket, affinché mantengano i prezzi attuali». «La nostra è una iniziativa importante - ha aggiunto Giuliano Pacini - che viene incontro ai consumatori. La situazione sarà affrontata anche nel prossimo consiglio nazionale della categoria è non è escluso che iniziative analoghe possano essere prese anche nel campo della ristorazione».

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