Il Tirreno

Lucca

Rumore, definite le zone e i limiti

Alessandro Petrini

Il vicesindaco Pierami porta in consiglio il piano per la prevenzione

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 LUCCA. Tutto pronto per il piano di risanamento acustico, il cosiddetto piano del rumore, che sarà presentato in consiglio comunale entro una decina di giorni. Dopo aver provveduto alla cosiddetta zonizzazione acustica, in pratica la suddivisione in sei distinte fasce per livello massimo di rumore tollerabile di giorno e di notte a seconda della prevalenza del tipo di insediamenti, ora si dovrà procedere al rispetto dei limiti. Il primo passo sarà confrontare i rilevamenti fatti nei mesi scorsi a partire dai punti di maggiore criticità. A quel punto si potranno prendere le opportune contromisure.
 Dei criteri alla base del piano elaborato dagli uffici parla il vicesindaco Giovanni Pierami, che fa anche il punto su altri temi ambientali.
 Quali sono le principali fonti di rumore nel Comune?
 
«La maggior parte dei problemi arriva dalla viabilità. Automobili e mezzi pesanti nelle ore di punta. In questo caso abbiamo già in mente di intervenire con particolare tipi di asfalto che riducono il rumore e proseguire con interventi passivi sugli edifici, magari favorendo l'installazione di infissi e paraventi particolari».
 E per i rumori notturni nelle zone in cui si trovano locali aperti fino a tardi che rendono spesso insonni le notti dei residenti?
 
«Si tratta di un altro tipo di questioni che si può risolvere col buon senso e con ordinanze, che devono essere rispettate».
 A che punto siamo invece con la realizzazione delle fognature?
 
«Stiamo recuperando i ritardi del passato dovuto a una particolare strutturazione di un territorio piuttosto frammentato e soprattutto al protocollo d'intesa siglato nel gennaio 2006 e che è stato finanziato con 10 milioni di euro dal ministero solamente lo scorso aprile. In pratica è stato l'ultimo atto del governo Prodi. In questi due anni abbiamo comunque cercato un sistema per dotare di fognature i territori dell'Oltreserchio considerando che dal 2013 dovremo far confluire i reflui a Pisa. In questo contesto abbiamo preso in considerazione l'ipotesi della fitodepurazione, una soluzione di medio periodo a basso costo e a basso impatto ambientale. Qui prevediamo altri dieci milioni di investimenti, 7 per la zona dell'Oltreserchio e 3 per estendere la rete. Entro dicembre appalteremo i progetti e a gennaio contiamo di aprire i cantieri».
 Qual è la situazione per le acque e i canali?
 
«Qui la competenza è strettamente della provincia mentre la manutenzione ordinaria dei fossi, che ci sembra sempre insufficiente, spetta al consorzio di Auser-Bientina. Da un anno il comune possiede le ex canalette irrigue nelle zone urbane e su queste si comporta come un privato. Insieme alla regione, il comune ha finanziato un interventi straordinari e di taglio dell'erba per 250mila euro. Siamo allarmati invece per il livello dell'acqua. L'Ozzeri per esempio è senza acqua durante tutti i mesi estivi e questo comporta problemi per la vegetazione e la fauna. La causa sta nel fatto che da non viene immessa acqua a sufficienza nella condotta pubblica a Ponte a Moriano nonostante le richieste da parte del comune. Ora addirittura c'è il progetto di fare un nuovo tubone per portare 500 litri al secondo nella zona di Bientina, un progetto molto pericoloso per il nostro territorio».
 In Lucchesia si registrano fenomeni di subsidenza?
 
«Ce ne sono ma sono circoscritti ai posti dove c'è l'emungimento dell'acqua dai pozzi. In questi casi si registra un abbassamento della falda di mezzo metro, per ora non è tanto, ma sono campanelli di allarme».
 Quali sono le contromisure adottate per migliorare la qualità dell'aria?
 
«La situazione è lievemente migliorata e abbiamo preso iniziative importanti e strutturali. Abbiamo allestito una delle aree verdi più estese della regione e sono già cominciati i controlli. In più partecipiamo a un progetto di monitoraggio e abbattimento delle polveri sottili. In più puntiamo molto sul controllo delle caldaie e promuoviamo gli incentivi per trasformare le automobili a Gpl».

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