Il Tirreno

Lucca

Più turni per il porta a porta in centro

Matteo Tuccini
Più turni per il porta a porta in centro

I ristoratori: no ai bidoni in strada, miglioriamo il servizio

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LUCCA. Più turni di raccolta e un’organizzazione migliore del porta a porta nel centro storico. Solo così, secondo i ristoratori, si potrà risolvere la questione dei bidoncini per la differenziata, che tanta polemica stanno creando tra gli esercenti. In questo modo, assicurano, si toglieranno gli alibi a chi deciderà di lasciarli in strada anche dopo il passaggio degli operatori di Sistema ambiente. Perché i bidoni fuori dal locale «sono un’autentica indecenza». Parola di Paola Barbieri, titolare del ristorante “Il Giglio” che si affaccia sulla piazza omonima. Sulla necessità di preservare la bellezza e la pulizia del centro, infatti, tutti i ristoratori sono d’accordo. Sulla strada non ci devono essere bidoni né cestelli, come quelli di una volta. «Nemmeno in periferia - dice Paola Barbieri - perché Lucca è un gioiello. Detto questo, la questione dei bidoni sta diventando un vero disagio». Al “Giglio” sono costretti a tenerli in un corridoio. «Ci vorrebbero più turni - afferma la proprietaria - soprattutto per il ritiro dell’umido che in un ristorante viene prodotto in grandi quantità. Pensiamo al pesce: un alimento che comincia a maleodorare dopo poche ore, figuriamoci quando c’è da aspettare un giorno intero».

Anche Gherardo Anselmi, proprietario del ristorante “Da Gherardo” in piazza Anfiteatro, insiste sull’argomento umido, e sulla scarsa utilità dell’orario mattiniero 6-9 per la raccolta. «Un problema che sta diventando insormontabile - afferma - la sera quando chiudiamo, verso mezzanotte, non possiamo mettere fuori tutta la spazzatura prodotta; la mattina invece dovremmo svegliarci alle 6 e mezza per aprire il locale e mettere in strada i bidoncini. In pratica per smaltire la spazzatura dovrei dormire 5 ore a notte. Mi sembra assurdo». E la soluzione temporanea non è il massimo. «Il bidoncino è nell’antibagno - dice - Il locale è questo, siamo nel centro storico. Non posso mica mettermi a buttare giù muri per ricavare spazi per i bidoni della spazzatura». Anche Fabrizio Sonatori, titolare della pizzeria “Fuori di piazza” in piazza Napoleone, ammette: «Fare la differenziata sembra un’impresa - la carta è qui all’ingresso del locale. Il vetro è 3 metri più in là. E meno male che abbiamo un piccolo spazio aerato dove poter mettere l’organico». Al bar Emiliana in piazza Anfiteatro, invece, usano la cantina. «Stiamo attenti a tenerla sempre ben pulita - dice Veronica Micheli - ma non è il massimo.

E poi, soprattutto d’estate, abbiamo tantissimo vetro: non basta un passaggio pomeridiano per il multimateriale». L’aumento dei turni (domenica compresa) è ritenuto un punto fondamentale per risolvere la questione. Come prennunciato anche da Sistema ambiente, potrebbe esserci un costo aggiuntivo. «Non mi sembra il caso di fare storie per piccoli sovrapprezzi - dice Rosolino Di Leo, titolare del ristorante del Teatro in piazza Grande - Sono altri gli aumenti di cui lamentarsi. La raccolta porta a porta è lo strumento più efficace per tenere pulito il centro e per dare ai turisti l’immagine migliore della città».

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