Attenzione
Bastonate e acido per uccidere i gatti della casa di riposo
Luca Tronchetti
Sei micini appena nati ustionati con soda caustica
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LUCCA. I rantoli sono deboli. Portano ai gattini, sei, agonizzanti. Sono ustionati, bruciati da un acido corrosivo. Qualcuno lo deve aver gettato volontariamente accanto alla cuccetta. Per uccidere i mici che tengono compagnia ai vecchietti della Casa di Riposo di Marlia. E non è la prima volta che nella zona si trovano gatti ammazzati. Solo che questa volta il metodo adottato è più crudele. I gattini appena nati hanno ustioni gravissime alla pancia, alle zampette e al muso. Mamma gatta che ha cercato di salvarli, leccando via l’acido (forse soda caustica) si è procurata abrasioni alla bocca e allo stomaco. Questo basta per far scattare una denuncia (contro ignoti) per maltrattamenti. Del resto, 5 gattini sono stati soppressi nonostante le cure veterinarie a cui erano stati sottoposti; il sesto è vissuto una settimana prima di morire. Riducendo una colonia di gatti interna alla casa di riposo che un mese fa vantava una trentina di membri. Tutti facevano compagnia ai vecchietti ospiti della struttura protetta. Che spesso li prendevano in braccio, li accarezzavano e li nutrivano. Ma ora i gatti sembrano essersi estinti. Ce ne sono meno di dieci. Uno è stato trovato morto con il cranio sfondato forse da una bastonata, forse da una mazza ferrata.
Altri due animali sono stati rinvenuti in un giardinetto accanto alla rimessa con il sangue che fuoriusciva alla bocca: morti avvelenati. Di molti altri non c’è più traccia. Con il passare dei giorni aumentano le certezze sulla presenza di uno o più squilibrati che con crudeltà e sadismo si divertono ad ammazzare e torturare i mici della colonia libera. E sia l’ipotesi di incidenti o di un virus che colpisce i gatti sono ormai cadute dopo l’ultimo episodio. I carabinieri di Ponte a Moriano, che indagano sulla vicenda, hanno sequestrato l’etichetta di una tanica in plastica di un prodotto per lavastoviglie lasciato accanto alla lettiera dove erano nati i gattini ustionati dalla potente soda caustica. A presentare una denuncia circostanziata per maltrattamento di animali una ragazza di 34 anni, diplomata, residente nel Capannorese, che da tempo - in accordo con l’Asl - cura a proprie spese i randagi che vivono intorno alla Casa di Riposo. Li porta ad un veterinario amico e per la sterilizzazione al canile di Pontetetto. È la ragazza che ha cercato, inutilmente, di salvare i gattini appena nati: «Quello che è accaduto - racconta - è molto grave e sono ancora sotto shock.
Da un mese ho notato una diminuzione di gatti all’interno della Casa di Riposo don Aldo Gori di Marlia. Lì per lì ho pensato si trattasse di un’assenza dovuta al periodo particolare della riproduzione. Poi medici, infermieri e anziani ospiti della struttura hanno cominciato a ritrovare gli animali morti». All’inizio di giugno, poi, i gattini ustionati. «È accaduto alcuni giorni fa: in una rimessa al piano terra del presidio sanitario - spiega - era stata allestita una cuccetta per la nascita dei gattini. Ne erano venuti alla luce sei. E, a turno, le operatrici assistevano mamma gatta portando latte e cibo per i cuccioli. Nel pomeriggio mi hanno telefonato sul cellulare. “Corri, è successa una cosa gravissima”. Mi precipito e vedo i gattini e mamma gatta rantolare. Gemiti e miagolii di sofferenza con arrossamenti e scottature sul musetto e sulle zampette. Li carico in auto e corro dal veterinario di fiducia». Il verdetto del medico degli animali è terribile: ustionati da un liquido corrosivo. Presumibilmente un detersivo giallastro usato per pulire la lavastoviglie della cucina. «I micetti sono stati sottoposti a tutte le cure. Ma cinque sono stati soppressi dopo 48 ore. Abbiamo cercato di salvare l’altro gattino e mamma gatta. Solo la gatta si è salvata. L’ho portata a casa mia, l’ho curata e l’ho lasciata in giardino.
Ho notato che, a parte me, appena si avvicina una persona fugge via terrorizzata». Stando alle testimonianze di alcune operatrici della casa di riposo il gesto di crudeltà è stato compiuto in un orario compreso tra le 17,30 e le 17,50: «Lo sappiamo - conferma la ragazza che ha sporto denuncia - perché una dipendente della struttura alle 17,30 è andata nella rimessa dove si trovavano i gattini per portare cibo e latte. Era tutto okay, i mici stavano benissimo. Venti minuti dopo è ritornata e li ha trovati in quelle condizioni. Occorre tener presente che quella rimessa è situata in fondo a un corridoio e chiunque, una volta entrato, per uscire deve tornare indietro perché non ci sono altri pertugi. Per me, ma anche gli inquirenti sono di questo avviso, chi ha gettato a terra la soda caustica conosceva bene la struttura».
Altri due animali sono stati rinvenuti in un giardinetto accanto alla rimessa con il sangue che fuoriusciva alla bocca: morti avvelenati. Di molti altri non c’è più traccia. Con il passare dei giorni aumentano le certezze sulla presenza di uno o più squilibrati che con crudeltà e sadismo si divertono ad ammazzare e torturare i mici della colonia libera. E sia l’ipotesi di incidenti o di un virus che colpisce i gatti sono ormai cadute dopo l’ultimo episodio. I carabinieri di Ponte a Moriano, che indagano sulla vicenda, hanno sequestrato l’etichetta di una tanica in plastica di un prodotto per lavastoviglie lasciato accanto alla lettiera dove erano nati i gattini ustionati dalla potente soda caustica. A presentare una denuncia circostanziata per maltrattamento di animali una ragazza di 34 anni, diplomata, residente nel Capannorese, che da tempo - in accordo con l’Asl - cura a proprie spese i randagi che vivono intorno alla Casa di Riposo. Li porta ad un veterinario amico e per la sterilizzazione al canile di Pontetetto. È la ragazza che ha cercato, inutilmente, di salvare i gattini appena nati: «Quello che è accaduto - racconta - è molto grave e sono ancora sotto shock.
Da un mese ho notato una diminuzione di gatti all’interno della Casa di Riposo don Aldo Gori di Marlia. Lì per lì ho pensato si trattasse di un’assenza dovuta al periodo particolare della riproduzione. Poi medici, infermieri e anziani ospiti della struttura hanno cominciato a ritrovare gli animali morti». All’inizio di giugno, poi, i gattini ustionati. «È accaduto alcuni giorni fa: in una rimessa al piano terra del presidio sanitario - spiega - era stata allestita una cuccetta per la nascita dei gattini. Ne erano venuti alla luce sei. E, a turno, le operatrici assistevano mamma gatta portando latte e cibo per i cuccioli. Nel pomeriggio mi hanno telefonato sul cellulare. “Corri, è successa una cosa gravissima”. Mi precipito e vedo i gattini e mamma gatta rantolare. Gemiti e miagolii di sofferenza con arrossamenti e scottature sul musetto e sulle zampette. Li carico in auto e corro dal veterinario di fiducia». Il verdetto del medico degli animali è terribile: ustionati da un liquido corrosivo. Presumibilmente un detersivo giallastro usato per pulire la lavastoviglie della cucina. «I micetti sono stati sottoposti a tutte le cure. Ma cinque sono stati soppressi dopo 48 ore. Abbiamo cercato di salvare l’altro gattino e mamma gatta. Solo la gatta si è salvata. L’ho portata a casa mia, l’ho curata e l’ho lasciata in giardino.
Ho notato che, a parte me, appena si avvicina una persona fugge via terrorizzata». Stando alle testimonianze di alcune operatrici della casa di riposo il gesto di crudeltà è stato compiuto in un orario compreso tra le 17,30 e le 17,50: «Lo sappiamo - conferma la ragazza che ha sporto denuncia - perché una dipendente della struttura alle 17,30 è andata nella rimessa dove si trovavano i gattini per portare cibo e latte. Era tutto okay, i mici stavano benissimo. Venti minuti dopo è ritornata e li ha trovati in quelle condizioni. Occorre tener presente che quella rimessa è situata in fondo a un corridoio e chiunque, una volta entrato, per uscire deve tornare indietro perché non ci sono altri pertugi. Per me, ma anche gli inquirenti sono di questo avviso, chi ha gettato a terra la soda caustica conosceva bene la struttura».
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