Finanza
I montanari di Lucca
Mario Lancisi
Un bilancio di 4 milioni per 8mila persone
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LUCCA. Dall'autostrada, a ridosso di Capannori e Lucca, le montagne svettano molto in lontananza: Apuane, monti Pisani, Pizzorne. Le vie sono pianeggianti, si sfreccia veloci. Niente lascia pensare di essere nel cuore di una Comunità montana. La comunità dell'Area lucchese, quattro Comuni (Lucca, Capannori, Pescaglia e Villa Basilica), un'estensione di quasi 45mila ettari, di cui quelli montani (sopra i 500 metri) sono solo 15.617, praticamente un terzo.
Direbbe Di Pietro: che ci azzeccano Lucca e Capannori con la montagna? Ci azzeccano, rispondono nella bella sede della Comunità, lungo la via che da Lucca porta al Brennero, otto uffici, persino un'officina con due ruspe, due trattori, i mezzi per spegnere gli incendi. E tre auto, compresa quella del presidente, una Lancia Delta che ha fatto 220mila chilometri, ci viene subito precisato, forse per prevenire cattivi pensieri.
I monti di Lucca. Anche Lucca e Capannori hanno i monti che d'estate bruciano e non danno requie: se non ci andassero quelli della Comunità montana a spegnere gli incendi chi mai se ne preoccuperebbe? (Anche se più avanti nella conversazione ci diranno che l'anno scorso gli incendi sono stati «pochini», e che la Comunità dirige le operazioni mentre sul fronte del fuoco ci vanno i volontari delle 250 associazioni lucchesi preposte allo spegnimento dei fuochi, ma tant'è...)
Incendi, ma non solo. E quando - rammentano - nel 2000 ci fu l'alluvione di Vinchiana, la valle che da Lucca conduce all'Abetone? Furono le ruspe e i trattori della Comunità, a spalare fango, a contribuire alla ricostruzione, e a dare una mano alle popolazioni colpite.
Il pugno della Lanzillotta. Tutte medaglie che Lando Baldassari, presidente dal 1981, dalla nascita della Comunità, si mette al petto e vorrebbe sventolare in faccia al ministro uscente Linda Lanzillotta, la signora del pugno di ferro contro le Comunità montane.
La ministra l'ha combinata grossa agli occhi del nostro Baldassari: nella Finanziaria ha tagliato i fondi destinati alle Comunità, e così le Regioni hanno tempo fino a giugno per riordinarle e tagliarne alcune. In Toscana (lo abbiamo raccontato nel giornale di ieri) se la Regione non interviene entro giugno con una sua legge spariranno 15 Comunità su venti. L'assessore regionale Agostino Fragai è corso ai ripari e dopo mesi di trattative, lunedì prossimo, porterà in Giunta una proposta di legge che di Comunità montane ne taglia solo 7, e non 15, per un risparmio di 3 milioni e 300mila euro.
Solo due Comuni montani. Si sa che i politici non amano le forbici, ma quando Fragai è arrivato ad esaminare la comunità lucchese si è accorto che essa si ritrova in molti dei criteri che presiedono al riordino delle Comunità montane.
Intanto Lucca è capoluogo di provincia: fuori. Poi Capannori e la stessa Lucca hanno più di 25mila abitanti: fuori. E ancora: i Comuni interamente montani sono due, anziché tre: fuori. E così la Comunità dell'Area Lucchese si ritrova nel novero delle sette soppresse e il suo presidente (vedi intervista a parte) non dorme la notte e il 25 luglio festeggerà amaramente i suoi ottant'anni con la chiusura della "sua" Comunità montana.
20 dipendenti, 17 politici. I numeri sono impietosi nei confronti dell'Area lucchese. La popolazione montana supera appena gli 8mila abitanti. A Capannori gli abitanti "montani" sono 751 e a Lucca 1.996. Il più viene dai due Comuni interamente montani: 3.791 abitanti Pescaglia e 1.775 Villa Basilica. C'è chi si chiede se per 8mila abitanti si può tenere in piedi una struttura che ha un bilancio di 4 milioni e 300mila euro, 20 dipendenti (7 impiegati e 13 operai) e 17 politici (tra presidente, assessori e consiglieri).
Loro, quelli della Comunità montana, rispondono di sì. Lindo Giacomelli, il direttore, spiega che le funzioni svolte sono importanti. Tre in particolare: la gestione forestale, la difesa del suolo e il servizio antincendio. Qualcuno a curare il bosco ci vorrà? E qualcun altro a spegnere i roghi? E a tenere ruscelli e fossi in ordine?
Le Unioni dei Comuni. La Regione, che con il taglio della Comunità lucchese risparmierà circa 200mila euro, ha proposto l'Unione dei Comuni. Il che vuol dire in soldoni che i dipendenti non si toccano, le funzioni finora svolte idem e che i soldi in meno verranno introitati dai Comuni per svolgere servizi in comune. La Comunità dell'Area lucchese sparisce ma può nascere l'Unione tra gli stessi Comuni. «Per i cittadini e per noi dipendenti non dovrebbe cambiare nulla», spiega Giacomelli.
Attenzione, replicano dalla Regione: perché non cambi nulla occorre formare l'Unione dei Comuni e svolgere altre funzioni rispetto alle attuali. Si vedrà. Intanto lo Stato che ogni anno stanziava 7 milioni per le Comunità montane toscane, ne tirerà fuori la metà. Piccola o grande, almeno questa è una novità.
Direbbe Di Pietro: che ci azzeccano Lucca e Capannori con la montagna? Ci azzeccano, rispondono nella bella sede della Comunità, lungo la via che da Lucca porta al Brennero, otto uffici, persino un'officina con due ruspe, due trattori, i mezzi per spegnere gli incendi. E tre auto, compresa quella del presidente, una Lancia Delta che ha fatto 220mila chilometri, ci viene subito precisato, forse per prevenire cattivi pensieri.
I monti di Lucca. Anche Lucca e Capannori hanno i monti che d'estate bruciano e non danno requie: se non ci andassero quelli della Comunità montana a spegnere gli incendi chi mai se ne preoccuperebbe? (Anche se più avanti nella conversazione ci diranno che l'anno scorso gli incendi sono stati «pochini», e che la Comunità dirige le operazioni mentre sul fronte del fuoco ci vanno i volontari delle 250 associazioni lucchesi preposte allo spegnimento dei fuochi, ma tant'è...)
Incendi, ma non solo. E quando - rammentano - nel 2000 ci fu l'alluvione di Vinchiana, la valle che da Lucca conduce all'Abetone? Furono le ruspe e i trattori della Comunità, a spalare fango, a contribuire alla ricostruzione, e a dare una mano alle popolazioni colpite.
Il pugno della Lanzillotta. Tutte medaglie che Lando Baldassari, presidente dal 1981, dalla nascita della Comunità, si mette al petto e vorrebbe sventolare in faccia al ministro uscente Linda Lanzillotta, la signora del pugno di ferro contro le Comunità montane.
La ministra l'ha combinata grossa agli occhi del nostro Baldassari: nella Finanziaria ha tagliato i fondi destinati alle Comunità, e così le Regioni hanno tempo fino a giugno per riordinarle e tagliarne alcune. In Toscana (lo abbiamo raccontato nel giornale di ieri) se la Regione non interviene entro giugno con una sua legge spariranno 15 Comunità su venti. L'assessore regionale Agostino Fragai è corso ai ripari e dopo mesi di trattative, lunedì prossimo, porterà in Giunta una proposta di legge che di Comunità montane ne taglia solo 7, e non 15, per un risparmio di 3 milioni e 300mila euro.
Solo due Comuni montani. Si sa che i politici non amano le forbici, ma quando Fragai è arrivato ad esaminare la comunità lucchese si è accorto che essa si ritrova in molti dei criteri che presiedono al riordino delle Comunità montane.
Intanto Lucca è capoluogo di provincia: fuori. Poi Capannori e la stessa Lucca hanno più di 25mila abitanti: fuori. E ancora: i Comuni interamente montani sono due, anziché tre: fuori. E così la Comunità dell'Area Lucchese si ritrova nel novero delle sette soppresse e il suo presidente (vedi intervista a parte) non dorme la notte e il 25 luglio festeggerà amaramente i suoi ottant'anni con la chiusura della "sua" Comunità montana.
20 dipendenti, 17 politici. I numeri sono impietosi nei confronti dell'Area lucchese. La popolazione montana supera appena gli 8mila abitanti. A Capannori gli abitanti "montani" sono 751 e a Lucca 1.996. Il più viene dai due Comuni interamente montani: 3.791 abitanti Pescaglia e 1.775 Villa Basilica. C'è chi si chiede se per 8mila abitanti si può tenere in piedi una struttura che ha un bilancio di 4 milioni e 300mila euro, 20 dipendenti (7 impiegati e 13 operai) e 17 politici (tra presidente, assessori e consiglieri).
Loro, quelli della Comunità montana, rispondono di sì. Lindo Giacomelli, il direttore, spiega che le funzioni svolte sono importanti. Tre in particolare: la gestione forestale, la difesa del suolo e il servizio antincendio. Qualcuno a curare il bosco ci vorrà? E qualcun altro a spegnere i roghi? E a tenere ruscelli e fossi in ordine?
Le Unioni dei Comuni. La Regione, che con il taglio della Comunità lucchese risparmierà circa 200mila euro, ha proposto l'Unione dei Comuni. Il che vuol dire in soldoni che i dipendenti non si toccano, le funzioni finora svolte idem e che i soldi in meno verranno introitati dai Comuni per svolgere servizi in comune. La Comunità dell'Area lucchese sparisce ma può nascere l'Unione tra gli stessi Comuni. «Per i cittadini e per noi dipendenti non dovrebbe cambiare nulla», spiega Giacomelli.
Attenzione, replicano dalla Regione: perché non cambi nulla occorre formare l'Unione dei Comuni e svolgere altre funzioni rispetto alle attuali. Si vedrà. Intanto lo Stato che ogni anno stanziava 7 milioni per le Comunità montane toscane, ne tirerà fuori la metà. Piccola o grande, almeno questa è una novità.
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