Il Tirreno

Lucca

Gli operatori: «Abbiamo l’oro dobbiamo venderlo meglio»

Marco Innocenti
Gli operatori: «Abbiamo l’oro dobbiamo venderlo meglio»

L'Ascom: «Restano troppe carenze nell'informazione»

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LUCCA. Sono fiumi in piena i rappresentanti dell'Ascom e della Confesercenti che da anni chiedono invano un coordimamento efficiente e snello per gestire l'accoglienza e tutte le iniziative legate al turismo. Continuano a non capire perché tutti gli enti organizzitori di eventi, spettacoli e manifestazioni non mandino puntuali comunicazioni, depliant e documentazione ai centri Apt e Itinera che, in assenza di informazioni puntuali e affidabili, non possono rendere al visitatore il servizio necessario.
 La disattenzione degli enti.  Sbotta Samuele Cosentino, presidente del consorzio Ascom "Lucca città d'arte e turismo": «Abbiamo l'oro, ma dobbiamo riuscire a venderlo meglio. Il quadro illustrato dal cronista del Tirreno messosi nei panni del turista noi lo conosciamo e lo segnaliamo da anni. Si può e si deve fare di più, ma i centri di accoglienza sono soltanto i terminali di un sistema che deve funzionare a monte. Francamente, per quella che è forse la più importante industria del territorio, il turismo, non vedo da parte dei Comuni e della Provincia l'attenzione che servirebbe».
 Una cabina di regia. A Cosentino fa eco Emanuele Pasquini, segretario della Confesercenti: «Da sempre chiediamo agli enti una cabina di regia che garantisca accoglienza, programmazione e promozione adeguate. Una richiesta che feci mettere anche agli atti della prima conferenza provinciale sul turismo. Sono passati anni e non abbiamo avuto risposte. Ora vedo che l'argomento riappare nell'ordine del giorno della nuova conferenza che si terrà a maggio-giugno. Non è più tempo di parole, occorrono fatti».
 Il sistema turismo, aggiungono i rappresentanti delle categorie, davvero non si può più permettere di non stare al passo, di non accettare la sfida sempre più agguerrita da parte di altre città d'arte, più abili nel propagandare anche se hanno meno da offrire. Per questo gli operatori chiedono alle istituzioni uno sforzo concreto per superare nocivi protagonismi e chiusure che portano soltanto danno: serve una nuova cultura dell'informazione e della promozione, occorrono integrazione e coordinamento, non bisticci da comari e inutili duplicazioni di servizi e iniziative.
 Informazioni carenti. «Il problema sollevato dal Tirreno è reale e preoccupante - spiega Cosentino -. Noi stessi abbiamo più volte segnalato le gravi carenze nel fornire all'ospite informazioni, itinerari, occasioni di svago e arricchimento culturale che lo inducano a restare più a lungo e ad apprezzare di più il nostro territorio. I centri di accoglienza - ai quali comunque va chiesta la massima efficienza - devono disporre in rete di ogni possibilità per fornire risposte. Non possiamo pensare che bastino quelle che l'ospite ottiene in tanti alberghi, ristoranti e negozi. Ho segnalato da tempo la questione ai responsabili dell'incoming, ma grandi risultati non se ne vedono».
 Scarsa collaborazione. Il consorzio guidato da Cosentino ha anche tentato di organizzarsi per ottenere un quadro completo di informazioni da girare poi agli associati, perché potessero offrirlo al turista: «È stata una fatica enorme e vana. Ogni soggetto, ogni ente che ha qualcosa da proporre vuol fare per conto suo, non collabora o quanto meno è pigro. Insieme alla Confesercenti avevamo anche proposto di ridurre la pletora di uffici di informazione turistica, che danno ciascuno indicazioni e materiali diversi. Potrebbero bastare due centri, ma ben attrezzati ed efficienti. E con il risparmio nei costi di gestione si potrebbe davvero aprire un ufficio nell'aeroporto di Pisa, come è stato proposto. Abbiamo alle spalle anni di incontri su questi temi. Risultato: zero». E soltanto diffidenza, se non spavento, ha suscitato la proposta avanzata da Ascom e Confesercenti di assumere direttamente la gestione dell'incoming e di allestire un portale unico sul turismo a Lucca.
 Un'industria da sostenere. «Il guaio è che i politici tendono a sottovalutare l'importanza della nostra industria, che invece per una città d'arte e storia come Lucca è fondamentale - conclude Consentino -. Vedo che in Comune l'assessore Bandoni si dà da fare, cerca qualche iniziativa per vivacizzare il quadro, ma il suo impegno, lodevole, da solo non è sufficiente. Ci vuole un salto culturale da parte degli amministratori. In questo momento bisogna invece lottare anche per far capire che Villa Bottini non può essere solo un ufficio comunale, o, peggio, un parcheggio per le bici e le auto dei dipendenti che impediscono di fare foto della villa ai visitatori. Ci stiamo battendo perché tornino iniziative per l'estate che richiamino turisti e chi resta in città, magari collegate all'immenso patrimonio dell'Archivio Cortopassi che affascina tanta gente».
 Sprechi da eliminare. Sulla stessa lunghezza d'onda è Emanuele Pasquini: «Non è più sostenibile la duplicazione dei centri di accoglienza che hanno oltretutto gestioni non uniformi. È uno spreco da eliminare, non è più pensabile che il pubblico appalti al privato la gestione dell'incoming. A Siena, per fare un esempio vicino, è il pubblico che investe in questo settore, con efficienza e ritorno evidente per la città e gli operatori. Qui invece assistiamo ad una continua frammentazione di iniziative che fanno solo danno». Da anni la Confesercenti si batte poi perchè Provincia e Comuni realizzino il coordinamento previsto dalla legge: «Due anni fa riproposi l'urgenza di una cabina di regia nella conferenza provinciale sul turismo. Ebbi assicurazioni e promesse, cui non è seguito alcun atto. Ora che lo scontro tra Provincia e Comune di Lucca, devastante, pare superato non c'è più motivo per non arrivare a questo coordinamento. Davvero non è più tempo di nocivi protagonismi: è il momento di fare sistema. Abbiamo distretti per le calzature e il lapideo, perchè non dovrebbe essercene uno per il turismo?».

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