La manifestazione
L'INCHIESTA
Informazioni? Poche e confuse
Il viaggio per la città del nostro cronista-turista
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LUCCA. Confusione e incertezza. Sono queste le sensazioni che avvolgono il turista per la prima volta in visita a Lucca, assetato di informazioni (com'è giusto che sia). Purtroppo per lui, le notizie utili per musei, eventi e altro sembrano rare come pepite, ed è difficile scovarle su Internet, via telefono o di persona. Sapere qualcosa sulle ville, o sugli itinerari enogastronomici del territorio è molto difficile, e in alcuni casi è un'impresa quasi disperata. Quando poi le notizie vengono date, sono sempre frammentarie e imprecise. Se non addirittura sbagliate, come nel caso dei musei.
Se queste sono le premesse per i ponti di primavera, con le consuete frotte di turisti in arrivo dalle altre parti d'Italia e dall'estero, non c'è di che rallegrarsi. Anzi, c'è da lavorare per migliore un'accoglienza che in questo momento rivela molte falle.
Per verificare quale fosse la situazione, ci siamo messi nei panni dei turisti: una volta nel ruolo di giovane toscano, l'altra - ovviamente per telefono - di maturo ospite di origine lombarda. Abbiamo iniziato con il "giovane", poco disposto a perdere tempo, e ci siamo lanciati nell'ufficio Apt di piazza Santa Maria. L'impatto è stato poco esaltante: abbiamo frugato a lungo tra i depliant, guardandoci intorno, senza essere minimamente considerati dalle due operatrici presenti. Dopo alcuni minuti, siamo stati noi a chiedere cosa ci fosse di gustoso in città. Le risposte erano evasive: non si citavano musei, né chiese, né altro. Le ragazze parlavano di una domenica ricca di concerti, forse influenzate dalla giovane età del visitatore. In realtà, come recitava il depliant, il concerto era uno: quello in programma la domenica pomeriggio a San Micheletto su Stravinsky e il suo "Histoire du soldat". Gli altri erano in programma il sabato sera, ma si perdevano nell'anonimato, e noi - in teoria - ne rimanevamo all'oscuro.
Passi per i concerti, che non possono essere certo citati a memoria. Però non sentire nemmeno una parola sulla mostra-mercato dell'antiquariato, né sulle splendide ville storiche lucchesi, era abbastanza strano. E a fine chiacchierata c'era il colpo di grazia: cosa si può trovare qualche chilometro fuori Lucca? «La mostra dell'azalea a Borgo a Mozzano». Bellissima, ma fuori mano. Un po' più vicino? «C'è Pisa». Ah. E poi danno la colpa ai giovani che per divertirsi si rifugiano nella città della Torre.
La seconda tipologia di turista era quella di un signore più maturo, dal vago accento lombardo, che faceva presupporre tasche danarose all'interlocutore. Uno che aveva cercato un po' di notizie su Internet, ma non aveva capito granché. Esteticamente molto belli, infatti, i siti web dell'Apt, di Lucca e le sue terre e di Villelucchesi.net sono difficili da seguire, e a volte le informazioni (soprattutto sugli orari) si contraddicono. Perciò la domenica mattina, fingendoci in viaggio, abbiamo decideso di prendere il cellulare per una telefonata chiarificatrice alla sede dell'Apt. Per 20' buoni nessuno rispondeva. L'ultimo tentativo era quello fortunato, e finalmente riuscivamo a parlare con un'operatrice.
Domanda: che cosa c'è di visitabile nel pomeriggio? «Sono aperti tutti i musei, tranne quelli nazionali che chiudono alle 14», era la risposta. Abbiamo verificato, non era così: primo, perché i musei chiudevano alle 13; secondo, perché buona parte dei musei in realtà erano chiusi. Per fortuna che c'erano il museo della cattedrale, aperto fino a tardi, e un paio di mostre, "Copertinando" al museo del fumetto e la personale su Fontirossi a Palazzo Ducale, correttamente citate dall'operatrice. E le ville? Eravamo noi a porre la domanda se esistesse qualcosa del genere. L'operatrice puntualizzava (giustamente): «Ma quelle sono fuori città, sulle colline». Comunque sono pur sempre uno dei fiori all'occhiello dell'offerta turistica, e tra l'altro sono aperte anche di domenica. Incalzata dalle nostre domande, l'interlocutrice si affrettava a parlare della mostra-mercato dell'antiquariato, e soprattutto dei negozi aperti nel centro storico. Precisazione importante, visto che il soggetto in questione era senza dubbio un buon elemento della borghesia nordica. E quindi la cosa essenziale era che ci precipitassimo a fare acquisti.
Se queste sono le premesse per i ponti di primavera, con le consuete frotte di turisti in arrivo dalle altre parti d'Italia e dall'estero, non c'è di che rallegrarsi. Anzi, c'è da lavorare per migliore un'accoglienza che in questo momento rivela molte falle.
Per verificare quale fosse la situazione, ci siamo messi nei panni dei turisti: una volta nel ruolo di giovane toscano, l'altra - ovviamente per telefono - di maturo ospite di origine lombarda. Abbiamo iniziato con il "giovane", poco disposto a perdere tempo, e ci siamo lanciati nell'ufficio Apt di piazza Santa Maria. L'impatto è stato poco esaltante: abbiamo frugato a lungo tra i depliant, guardandoci intorno, senza essere minimamente considerati dalle due operatrici presenti. Dopo alcuni minuti, siamo stati noi a chiedere cosa ci fosse di gustoso in città. Le risposte erano evasive: non si citavano musei, né chiese, né altro. Le ragazze parlavano di una domenica ricca di concerti, forse influenzate dalla giovane età del visitatore. In realtà, come recitava il depliant, il concerto era uno: quello in programma la domenica pomeriggio a San Micheletto su Stravinsky e il suo "Histoire du soldat". Gli altri erano in programma il sabato sera, ma si perdevano nell'anonimato, e noi - in teoria - ne rimanevamo all'oscuro.
Passi per i concerti, che non possono essere certo citati a memoria. Però non sentire nemmeno una parola sulla mostra-mercato dell'antiquariato, né sulle splendide ville storiche lucchesi, era abbastanza strano. E a fine chiacchierata c'era il colpo di grazia: cosa si può trovare qualche chilometro fuori Lucca? «La mostra dell'azalea a Borgo a Mozzano». Bellissima, ma fuori mano. Un po' più vicino? «C'è Pisa». Ah. E poi danno la colpa ai giovani che per divertirsi si rifugiano nella città della Torre.
La seconda tipologia di turista era quella di un signore più maturo, dal vago accento lombardo, che faceva presupporre tasche danarose all'interlocutore. Uno che aveva cercato un po' di notizie su Internet, ma non aveva capito granché. Esteticamente molto belli, infatti, i siti web dell'Apt, di Lucca e le sue terre e di Villelucchesi.net sono difficili da seguire, e a volte le informazioni (soprattutto sugli orari) si contraddicono. Perciò la domenica mattina, fingendoci in viaggio, abbiamo decideso di prendere il cellulare per una telefonata chiarificatrice alla sede dell'Apt. Per 20' buoni nessuno rispondeva. L'ultimo tentativo era quello fortunato, e finalmente riuscivamo a parlare con un'operatrice.
Domanda: che cosa c'è di visitabile nel pomeriggio? «Sono aperti tutti i musei, tranne quelli nazionali che chiudono alle 14», era la risposta. Abbiamo verificato, non era così: primo, perché i musei chiudevano alle 13; secondo, perché buona parte dei musei in realtà erano chiusi. Per fortuna che c'erano il museo della cattedrale, aperto fino a tardi, e un paio di mostre, "Copertinando" al museo del fumetto e la personale su Fontirossi a Palazzo Ducale, correttamente citate dall'operatrice. E le ville? Eravamo noi a porre la domanda se esistesse qualcosa del genere. L'operatrice puntualizzava (giustamente): «Ma quelle sono fuori città, sulle colline». Comunque sono pur sempre uno dei fiori all'occhiello dell'offerta turistica, e tra l'altro sono aperte anche di domenica. Incalzata dalle nostre domande, l'interlocutrice si affrettava a parlare della mostra-mercato dell'antiquariato, e soprattutto dei negozi aperti nel centro storico. Precisazione importante, visto che il soggetto in questione era senza dubbio un buon elemento della borghesia nordica. E quindi la cosa essenziale era che ci precipitassimo a fare acquisti.
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