Il Tirreno

Lucca

Sfregiata con la vernice Porta San Gervasio

Matteo Tuccini
Sfregiata con la vernice Porta San Gervasio

Ignoti hanno scritto frasi d'amore sulla parte interna del monumento

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LUCCA. Uno dei monumenti più fotografati della città rovinato in un batter d’occhio. La notte scorsa ignoti armati di vernice spray hanno ricoperto un’intera sezione di Porta San Gervasio con due scritte: «Principessa ti amo» e «Tata e tato»: messaggi indubbiamente affettuosi, ma che hanno sciupato la Porta, restituita ai lucchesi nel 2004 dopo un anno di lavori e mezzo milione di euro investiti. Nelle immediate vicinanze non ci sono telecamere, ma l’“Antica drogheria” ne ha una puntata proprio sulla Porta. I filmati potrebbero essere utile per scoprire gli autori. Lo sfregio di Porta San Gervasio è il punto più basso di una pessima abitudine: rovinare i muri della zona, e in particolare di via San Nicolao. Le situazioni peggiori si annotano nelle vicinanze dell’istituto “Civitali” e in vicolo Tommasi. Prima di arrivare alla scuola, infatti, c’è una sorta di cortile, chiuso dal cancello che dà sul campo sportivo scolastico. Uno dei muri è completamente ricoperto di scritte. «Si potrebbe anche spengere il sole, tanto ci sei tu che mi illumini» è molto poetica; poi ci sono «Occhioni finalmente sei mia» e «Claudia perdonami».

Claudia forse lo perdonerà, il Comune - che sarà costretto a far ripulire - no. All’ingresso della scuole ci sono scritte con bombolette e una miriade di frasi fatte col pennarello, strumento assai comune per gli studenti. Andando avanti continuano le scritte d’amore che usano soprannomi di cui chiunque si vergognerebbe («Dodina ti amo», «Ciottolina ti amo»), ma evidentemente rappresentano un messaggio chiarissimo per l’amata. Poi inizia la politica: «Fascio=moda», croci celtiche varie e altro. La politica fa capolino anche in vicolo Tommasi: numerosi falce e martello e due slogan, «Cittadinanza e voto agli immigrati» e «Droga libera», su cui gli avversari hanno piazzato un’altra croce celtica. Ma il fenomeno più incomprensibile è dato da due scritte, «6 a 4» e «Comunque vada», che nessuno - a parte pochi eletti - può capire. E che si ripetono quattro o cinque volte. «Chi non ha rispetto delle cose di tutti non ha rispetto per se stesso - afferma Ilaria Scalella del negozio Madreterra - È veramente un segno di maleducazione, e a questo proposito penso che i genitori di questi ragazzi dovrebbero stare un pochino più attenti».

Molto più arrabbiata è Anna Maria Domicelli, del “Blu e oro”: «Non mi faccia dire cosa bisognerebbe fare a questi vandali - dice - la domanda che mi faccio è: perché non lo fanno a casa loro? Niente gli vieta di chiedere il permesso ai genitori e di dipingere come credono la loro stanza». Una situazione che non si limita a San Nicolao. «Basta andare alla stazione - dice Anna Domicelli - o a San Marco, dove la facciata di una palazzina è stata ricoperta di scritte».

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