Gioco
Colpo di tre banditi armati nell’agriturismo “ da Baffo”
Domenico Tani
Pistole in pugno e calzamaglia sul volto, tre banditi sono piombati nell'agriturismo-fattoria "da Baffo" a Montecarlo e hanno minacciato e rapinato i presenti
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LUCCA. Pistole in pugno e calzamaglia sul volto, tre banditi sono piombati nell’agriturismo-fattoria “da Baffo” a Montecarlo e hanno minacciato e rapinato i presenti. I banditi sono riusciti a trovare circa 2000 euro in contanti e si sono fatti consegnare telefonini e altro denaro prima di fuggire a piedi nella notte. Scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo radiomobile di Lucca, guidati dal maresciallo Clementi, e quelli della stazione di altopascio. La rapina è avvenuta poco dopo le 22. Nell’abitazione si trovava il tirolare, Lorenzo Carmignani, conosciuto con il soprannome di “Baffo”, produttore di vini di grande qualità, con l’amico Giuseppe Bornia, soprannominato “il postino”, residente a Chiesina Uzzanese. Il figlio di Carmignani, Gino, era uscito un attimo per accompagnare una signora in paese. «Mi trovavo seduto di fronte al caminetto - racconta Lorenzo Carmignani - insieme al mio amico Giuseppe, quando sono piombati nella stanza due persone, col volto travisato da una calzamaglia.
Uno impugnava una pistola, l’altro brandiva un lungo cacciavite. Urlavano, dicevano che volevano i soldi. Poi hanno costretto il mio amico a mettersi in ginocchio, sotto la minaccia della pistola. In un primo momento ho pensato ad uno scherzo di carnevale, fatto da alcuni amici. Purtroppo ho subito realizzato che quelli non scherzavano affatto». Carmignani si è messo le mani in tasca e gli ha dato i dieci euro che aveva: «Ma poi - prosegue - hanno voluto il portafogli, da dove hanno preso altri duecento euro. Qualcusa si sono fatti consegnare anche dal mio amico. Quindi hanno preso i telefonini dell’amico e quello di mio figlio. Nella casa però si trovava anche un altro malvivente che io non ho visto, perché appena entrato è salito al piano superiore. Ha messo a soqquadro la camera di mio figlio, riuscendo a trovare denaro contante». Drammatico anche il raccotno di Gino Carmignani, esperto di vini di fama e titolare in passato di un’enoteca in piazzetta dei Cocomeri, nonché conduttore di diverse trasmissioni sui vini su net-work a livello nazionale: «Stavo tornando a casa - dice - quando ho ricevuto la telefonata di mio padre.
“Corri c’è stata una rapina”, mi ha detto. Quando sono arrivato a casa ho trovato mio padre e il suo amico sconvolti dall’accaduto. Poi sono salito al piano superiore ed ho trovato la mia camera nel più completo disordine. Il bandito aveva tirato tutti i libri per terra, riuscendo a trovare 2000 euro che avevo preso perchè il giorno successivo dovevo pagare un conto in banca. «Quasi sicuramente - prosegue Gino Carmignani - la rapina è stata studiata al tavolino. Tra le persone a cena c’era una coppia: gente mai vista prima. Si erano presentati con maniere garbate, dicendo se potevano cenare. Alla fine l’uomo si è alzato per andare a telefonare. Poco dopo l’amica mi ha detto che era andato via dopo averle fatto una scenata di gelosia. Lei ha chiamato un’amica ed io, visto che piuoveva forte mi sono offerto di accompagnarla in paese. Appena sono uscito, i banditi sono entrati in azione. Che si sia trattato di una coincidenza?». Sulla rapina indagano i carabinieri, che la famiglia Carmignani ringrazia per la tempestività e la professionalità dell’intervento.
Uno impugnava una pistola, l’altro brandiva un lungo cacciavite. Urlavano, dicevano che volevano i soldi. Poi hanno costretto il mio amico a mettersi in ginocchio, sotto la minaccia della pistola. In un primo momento ho pensato ad uno scherzo di carnevale, fatto da alcuni amici. Purtroppo ho subito realizzato che quelli non scherzavano affatto». Carmignani si è messo le mani in tasca e gli ha dato i dieci euro che aveva: «Ma poi - prosegue - hanno voluto il portafogli, da dove hanno preso altri duecento euro. Qualcusa si sono fatti consegnare anche dal mio amico. Quindi hanno preso i telefonini dell’amico e quello di mio figlio. Nella casa però si trovava anche un altro malvivente che io non ho visto, perché appena entrato è salito al piano superiore. Ha messo a soqquadro la camera di mio figlio, riuscendo a trovare denaro contante». Drammatico anche il raccotno di Gino Carmignani, esperto di vini di fama e titolare in passato di un’enoteca in piazzetta dei Cocomeri, nonché conduttore di diverse trasmissioni sui vini su net-work a livello nazionale: «Stavo tornando a casa - dice - quando ho ricevuto la telefonata di mio padre.
“Corri c’è stata una rapina”, mi ha detto. Quando sono arrivato a casa ho trovato mio padre e il suo amico sconvolti dall’accaduto. Poi sono salito al piano superiore ed ho trovato la mia camera nel più completo disordine. Il bandito aveva tirato tutti i libri per terra, riuscendo a trovare 2000 euro che avevo preso perchè il giorno successivo dovevo pagare un conto in banca. «Quasi sicuramente - prosegue Gino Carmignani - la rapina è stata studiata al tavolino. Tra le persone a cena c’era una coppia: gente mai vista prima. Si erano presentati con maniere garbate, dicendo se potevano cenare. Alla fine l’uomo si è alzato per andare a telefonare. Poco dopo l’amica mi ha detto che era andato via dopo averle fatto una scenata di gelosia. Lei ha chiamato un’amica ed io, visto che piuoveva forte mi sono offerto di accompagnarla in paese. Appena sono uscito, i banditi sono entrati in azione. Che si sia trattato di una coincidenza?». Sulla rapina indagano i carabinieri, che la famiglia Carmignani ringrazia per la tempestività e la professionalità dell’intervento.
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