Sicurezza
Muore studente di 18 anni in via Castracani
In sella al suo ciclomotore si schianta contro un'utilitaria all'altezza di un semaforo
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LUCCA. Sta tornando a casa in sella al suo motorino dopo aver trascorso il pomeriggio con gli amici. Sono le 19 e percorre via Castracani, un tratto di strada rettilineo e illuminato che avrà fatto cento volte visto che risiede in periferia. Improvvisamente all’altezza del semaforo, Sachim Yassine, 18 anni, studente, originario del Marocco, si trova davanti una Renault Clio scura, che ha appena superato il sottopasso ferroviario e si sta dirigendo verso via di Tiglio svoltando verso destra. Un impatto violento, frontale proprio a pochi metri da bar Morino. Con il ragazzo che vola dal ciclomotore e viene sbalzato sull’asfalto dopo aver sbattuto la testa sul cofano della vettura. Un trauma cranico fatale. Il conducente dell’utilitaria - S.N., 38 anni, di Capannori - si ferma incredulo. È sotto choc, riesce a parlare a stento. Scende dall’abitacolo come un automa per soccorrere il ragazzo riverso a terra in una pozza di sangue.
La gente, udita la tremenda botta, esce precipitosamente dai negozi e dai bar per capire cos’è accaduto. E assiste impotente all’agonia dello studente. In pochi minuti arriva una volante della polizia e un’ambulanza del 118 con medico a bordo. Ma al dottore e ai volontari non ci vuole molto a capire che quella giovane vita è ormai spezzata. Il respiro è lento, il battito impercettibile. La corsa all’ospedale che si trova a meno di un 800 metri è disperata quanto inutile. Senza sirene spiegate. Sachim spira appena giunto al pronto soccorso del Campo di Marte. Sul posto per i rilievi di legge arriva una pattuglia del distaccamento di Viareggio della polstrada con gli agenti che, armati di metro e gesso, tracciano le distanze tra l’auto e il motorino e segnano il punto esatto d’impatto. Arriva anche il carrattrezzi che sequestra i due mezzi: la Renault Clio nera e il ciclomotore Piaggio grigiometalizzato.
Viene ascoltato l’automobilista dell’utilitaria francese e alcuni testimoni che si trovavano tra il bar Morino e un altro locale dalla parte opposta della strada. Si vogliono capire dinamica e responsabilità dell’incidene costato la vita al ragazzo. Gli agenti avvertono anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Fiorenza Marrara, che stamani darà incarico al medico legale di eseguire un esame esterno per capire le cause del decesso. Subito dopo la tragedia gli inquirenti debbono mettersi in contatto con i familiari del ragazzo. Ma sino a tarda sera non riescono a rintracciarli. Perchè tra le tante richieste c’è quella urgente legata all’espianto degli organi. Senza il nullaosta dei parenti non è possibile poter mettere in moto la procedura. Da un tesserino che Sachim ha in tasca si capisce che il ragazzo è in Italia da pochi anni. Soltanto stamani sarà possibile avere un quadro più esatto della tragedia.
La gente, udita la tremenda botta, esce precipitosamente dai negozi e dai bar per capire cos’è accaduto. E assiste impotente all’agonia dello studente. In pochi minuti arriva una volante della polizia e un’ambulanza del 118 con medico a bordo. Ma al dottore e ai volontari non ci vuole molto a capire che quella giovane vita è ormai spezzata. Il respiro è lento, il battito impercettibile. La corsa all’ospedale che si trova a meno di un 800 metri è disperata quanto inutile. Senza sirene spiegate. Sachim spira appena giunto al pronto soccorso del Campo di Marte. Sul posto per i rilievi di legge arriva una pattuglia del distaccamento di Viareggio della polstrada con gli agenti che, armati di metro e gesso, tracciano le distanze tra l’auto e il motorino e segnano il punto esatto d’impatto. Arriva anche il carrattrezzi che sequestra i due mezzi: la Renault Clio nera e il ciclomotore Piaggio grigiometalizzato.
Viene ascoltato l’automobilista dell’utilitaria francese e alcuni testimoni che si trovavano tra il bar Morino e un altro locale dalla parte opposta della strada. Si vogliono capire dinamica e responsabilità dell’incidene costato la vita al ragazzo. Gli agenti avvertono anche il magistrato di turno, il sostituto procuratore Fiorenza Marrara, che stamani darà incarico al medico legale di eseguire un esame esterno per capire le cause del decesso. Subito dopo la tragedia gli inquirenti debbono mettersi in contatto con i familiari del ragazzo. Ma sino a tarda sera non riescono a rintracciarli. Perchè tra le tante richieste c’è quella urgente legata all’espianto degli organi. Senza il nullaosta dei parenti non è possibile poter mettere in moto la procedura. Da un tesserino che Sachim ha in tasca si capisce che il ragazzo è in Italia da pochi anni. Soltanto stamani sarà possibile avere un quadro più esatto della tragedia.
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