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Lucca

Morto l’imprenditore Guido Pardini

Morto l’imprenditore Guido Pardini

Si era sentito male domenica, ma aveva pensato a un'influenza

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LUCCA. La volata al pronto soccorso non è servita. Nonostante il prodigarsi dei medici, Guido Pardini è morto per arresto cardiaco alle 15,50. Cinquantaquattro anni, un glorioso passato di pilota automobilistico, imprenditore prima con il padre Amedeo nel grande molino di S. Pietro a Vico, poi nel campo immobiliare, nell’antiquariato e nel commercio di automobili, Guido Pardini era una figura conosciutissima. Da qualche tempo non si sentiva troppo bene, ma nulla faceva presagire il peggio. Già domenica aveva accusato strani sintomi, ma sembra che avesse pensato che fossero la conseguenza del freddo. Provava senso di nausea, si sentiva debole, ma aveva creduto che si trattasse di un fatto influenzale. Poi ieri aveva cominciato a respirare male, la pressione si era abbassata ed aveva chiamato il medico. Immediato il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale Campo di Marte. I frenetici accertamenti e le cure tentate non hanno purtroppo dato risultato.

Pardini lascia nel dolore la moglie, i tre figli (Giovanna, Francesca e Rocco), la madre Giovanna e i fratelli Francesca, Francesco e Giuseppe. La notizia del decesso si è diffusa in un baleno in città, lasciando sgomenti i tantissimi amici. Guido era una persona di buon cuore, cordiale, di compagnia ed era facile provare simpatia per lui. Di una semplicità e una informalità assolute, non faceva mai pesare il suo stato sociale. Curioso, eclettico, fantasioso amava girare il mondo. Stringeva con facilità amicizie. Amava i rapporti genuini, non si dimenticava mai delle persone, anche se magari le incontrava dopo diversi anni. Con lui si poteva organizzare di tutto: dall’uscita a pesca in mare al viaggio a Montecarlo per assistere al gran premio; dalla cena nella più semplice trattoria di campagna alla serata alla Capannina di Forte dei Marmi; dalla settimana bianca alla passeggiata sulle colline intorno alla città.

Famiglia a parte, la sua vera passione, tramandata poi alla figlia Francesca, era stata stata l’automobilismo (come diciamo nella scheda a fianco). Aveva lavorato per un lungo periodo, con i fratelli, nel molino del padre Amedeo e dello zio Mario, ma agli amici non nascondeva che non trovava un grande fascino in quell’attività. Dopo la cessione dell’azienda di S. Pietro a Vico, aveva cominciato a impegnarsi nel campo della compravendita immobiliare. Ma non aveva mai smesso di occuparsi di auto, continuando a operare nel settore delle concessionarie. Testimonianza del suo modo di essere e della sua generosità, l’iniziativa avviata con l’associazione piloti per opere umanitarie a favore della popolazione del Madagascar. Tantissime le testimonianze di cordoglio arrivate appena i tanti amici hanno appreso la notizia. Tra questi il chirurgo plastico Carlo Grassi, cugino di Guido ma soprattutto compagno dello scomparso fin da bambino, forse la persona che conosceva meglio Pardini.

Anche Paolo Barbieri ha voluto far presente la sua partecipazione al dolore. I funerali sono in programma per domani a Monte S. Quirico. Per il momento la salma è visitabile all’obitorio dell’ospedale Campo di Marte, dove da ieri pomeriggio c’è una lunga fila di amici precipitatisi, ancora increduli e sconvolti, per dare a Guido l’ultimo saluto.

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