Il Tirreno

Lucca

Lei, lui e due milioni d’euro spariti

Giovanni Parlato
Lei, lui e due milioni d’euro spariti

Una funzionaria di Acque spa e un ingegnere al centro del clamoroso buco

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LUCCA. Sul buco di circa due milioni di euro ad Acque spa, l’inchiesta punta dritto su Laura De Liso, una funzionaria che in agosto aveva la responsabilità dell’ufficio finanze e teneva i rapporti con i fornitori. Questa persona è la dipendente che si è dimessa e ha fatto perdere le tracce. Laura De Liso, quarantenne, originaria di Bologna, ultima residenza nel comune di Capannori, è stata iscritta nel registro degli indagati. Appropriazione indebita è l’ipotesi di reato intorno a cui sta lavorando la procura di Pisa. Ma la dipendente di Acque spa non avrebbe agito da sola. Sarebbe stata affiancata da un complice, un ingegnere. Una persona che, al momento, non è reperibile. Sparito come la bella quarantenne lucchese, l’unica indagata. Su di lei (e l’amico ingegnere) è concentrata l’attenzione di investigatori e inquirenti che stanno cercando di ricostruire i movimenti di centinaia di migliaia di euro spariti dall’amministrazione di Acque spa.

Da quanto stanno ricostruendo gli investigatori, sembra che la quarantenne e l’ingegnere abbiano pianificato l’operazione con freddezza e cinismo. Dal quadro emerge che l’azione entra nel vivo durante il mese di agosto. La dirigente dell’ufficio finanze (che ha il compito di pagare i fornitori) va in ferie e le redini passano alla funzionaria, Laura De Liso, agli occhi di tutti una lavoratrice modello. La funzionaria resta al comando fino al 27 agosto, giorno in cui andrà in ferie. Da una serie di accertamenti telematici, sembra che la bionda funzionaria abbia effettuato una serie di pagamenti a cavallo di Ferragosto. Aveva un elenco di fornitori e le relative cifre che andavano versate. La funzionaria, con una password, è entrata nella home-banking dell’azienda. E qui si apre il giallo. Secondo l’inchiesta in corso, avrebbe effettuato il pagamento dei bonifici non ai fornitori, ma a beneficio di un complice (sembra in due conti correnti di banche italiane).

Oltre alla parte informatica, l’ipotetica operazione di appropriazione indebita avrebbe avuto anche un capitolo semplicemente manuale. Infatti, sono in corso gli accertamenti su delle firme che sarebbero false, firme che portano il nome e il cognome della dirigente. Si tratterebbe di una serie di giro-conti per effettuare dei bonifici. Quando, la dirigente torna al comando dell’ufficio, va in ferie Laura De Liso. In apparenza è tutto a posto. Accanto alla voce di ogni fornitore, c’è la cifra e la parola “pagato”. Ma ecco che quando la funzionaria, dopo circa un mese, deve rientrare, arriva la lettera di dimissioni. Una lettera che insospettisce il vertice dell’azienda: una donna così rigorosa e attenta che si dimette senza neanche un saluto. Qualche collega la cerca, ma senza esito. Il vertice di Acque spa ordina di eseguire tutti gli estratti dei bonifici bancari. E si scopre che i pagamenti invece di andare ai fornitori erano andati ad un signore sconosciuto.

Scatta la denuncia in procura, mentre di Laura De Liso non c’è alcuna traccia. Acque spa scopre che il 2 agosto ha venduto la casa e non è possibile pignorare nulla. La donna ha aperto un conto in Svizzera dove avrebbe trasferito i soldi della vendita della casa. Ma gli investigatori scoprono anche un conto corrente a Santo Domingo, un paradiso naturale e fiscale.

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