La manifestazione
Intercettazioni e microspie inchiodano gli indagati
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LUCCA. Non soltanto intimidazioni allo stadio, ma un clima di terrore in città e in periferia nei confronti di esponenti di movimenti appartenenti alla sinistra antagonista. Sfociati con l’inseguimento in auto, l’aggressione e il ferimento di Emanuele Pardini, ma iniziati nel giugno-luglio 2006. Una violenza - fuori e dentro lo stadio - senza soluzione di continuità, essendo gli autori - secondo la procura - i medesimi e avendo i Bulldog ben presenti i richiami all’ideologia nazi-fascista e i relativi metodi. Dalle scorribande notturne e diurne alla ricerca del “nemico comunista” ai gravi atti di intimidazione e violenze di gruppo con uso di armi bianche e improprie. Le occasioni sportive erano insomma il pretesto per le violenze nelle strade e nelle piazze della città e della periferia. Stando alle accuse, Palmeri e i suoi Bulldog portavano ed esibivano crick, moschettoni, tirapugni, frammenti di vetro e coltelli. Si sentivano forti. Padroni della città, sicuri di poter agire in una condizione di sostanziale impunità. In questo contesto di collocano le aggressioni ripetute a giovani vicini ai centri sociali.
Non frutto di situazioni occasionali e fortuite, ma rappresaglie organizzate - secondo la procura - durante le quali veniva sempre informato il leader dei Bulldog: Andrea Palmeri. Che nei casi più gravi - per gli inquirenti - organizzava riunioni per discutere anche le eventuali strategie giudiziarie da adottare. Lo confermebbero intercettazioni telefoniche e ambientali (microspie sulle auto degli indagati). Questo il clima che maturava, mai denunciato (per paura) nonostante i numerosi episodi, ed emerso dopo il pestaggio di Emanuele Pardini, lo studente in architettura che il 13 gennaio 2007, un mese prima dell’aggressione che gli provocò fratture e lesioni, era già stato preso di mira: Intercettato all’uscità del Mirò alle 2,55, Pardini era stato seguito da tre Bulldog che avevano preso a calci la sua utilitaria, lanciandogli contro delle bottiglie.
Tante le altre azioni squadristiche: la turbativa di una manifestazioni multiculturale in piazzale Moro (agosto 2006) quanto Martino T., della sinistra antagonista, viene aggredito da un gruppo di giovani di estrema destra che agitano cocci di bottiglia; il successivo danneggiamento (meno di 4 mesi dopo) della sua utilitaria; le minacce e l’aggressione del giovane dei centri sociali all’interno di un ambulatorio dell’ospedale; le minaccee in via S. Paolino a un simpatizzante di sinistra in bicicletta; l’aggressione alla studentessa di sinistra del liceo Machiavelli, accerchiata da sette giovani Bulldog che l’avevano minacciata di stupro.
Non frutto di situazioni occasionali e fortuite, ma rappresaglie organizzate - secondo la procura - durante le quali veniva sempre informato il leader dei Bulldog: Andrea Palmeri. Che nei casi più gravi - per gli inquirenti - organizzava riunioni per discutere anche le eventuali strategie giudiziarie da adottare. Lo confermebbero intercettazioni telefoniche e ambientali (microspie sulle auto degli indagati). Questo il clima che maturava, mai denunciato (per paura) nonostante i numerosi episodi, ed emerso dopo il pestaggio di Emanuele Pardini, lo studente in architettura che il 13 gennaio 2007, un mese prima dell’aggressione che gli provocò fratture e lesioni, era già stato preso di mira: Intercettato all’uscità del Mirò alle 2,55, Pardini era stato seguito da tre Bulldog che avevano preso a calci la sua utilitaria, lanciandogli contro delle bottiglie.
Tante le altre azioni squadristiche: la turbativa di una manifestazioni multiculturale in piazzale Moro (agosto 2006) quanto Martino T., della sinistra antagonista, viene aggredito da un gruppo di giovani di estrema destra che agitano cocci di bottiglia; il successivo danneggiamento (meno di 4 mesi dopo) della sua utilitaria; le minacce e l’aggressione del giovane dei centri sociali all’interno di un ambulatorio dell’ospedale; le minaccee in via S. Paolino a un simpatizzante di sinistra in bicicletta; l’aggressione alla studentessa di sinistra del liceo Machiavelli, accerchiata da sette giovani Bulldog che l’avevano minacciata di stupro.
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