Proteste
Un prato dove scorreva il Serchio
Luca Meconi
Sotto il Ponte del Diavolo poca acqua per i lavori alla centrale Enel
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BORGO A MOZZANO. Là dove c'era l'acqua ora c'è, in buona parte, l'erba. È un Ponte del Diavolo diverso, per certi versi mai visto quello che accoglie i visitatori in queste settimane estive. Solitamente siamo abituati a vedere riflettere le sue arcate nell'acqua del fiume in un modo che, con un gioco di luci e riflessi, si formano quattro cerchi perfetti. In questo tratto il fiume Serchio, da un mese, si trova con una quantità di acqua molto inferiore al normale a causa di lavori a una centrale dell'Enel. Campetti di erba verde hanno preso il posto dell'acqua, riducendo l'alveo del fiume. La quantità di acqua che c'è adesso nel fiume è voluta, anzi è necessaria. Sono iniziati infatti i lavori di ristrutturazione alla centrale idroelettrica Enel di Piano della Rocca. I lavori veri e propri alla centrale, che interesseranno esclusivamente la parte interna con la sostituzione dei macchinari (quelli attuali sono lì dagli anni Quaranta del secolo scorso), inizieranno nel mese di marzo e saranno ultimati nel giro di due-tre anni per un investimento complessivo di 18 milioni di euro.
L'attuale intervento nell'alveo del fiume, proprio a poche centinaia di metri a nord del celebre monumento, è iniziato alla fine di luglio ed è propedeutico ai prossimi lavori. «Si tratta - dice l'Enel - di lavori di posa di una paratoia del canale di scarico della centrale eseguite da due ditte, la ditta Guidi e la ditta Cesari. Lavori per cui è stata data la necessaria comunicazione sia al comune di Borgo a Mozzano che all'Autorità di bacino del fiume Serchio. I lavori dovevano terminare entro la fine di agosto ma subiranno un leggero slittamento di pochi giorni. Il 4 settembre sarà ripristinata la situazione normale. La centrale durante questo periodo sta funzionando a carico ridotto, l'acqua a valle ha un deflusso minimo vitale che è stato abbassato a 1 metro cubo (in accordo con l'Autorità di bacino) e già a monte entra ridotta a causa della presenza di minor acqua dovuta al periodo estivo. Questo lavoro permetterà di evitare che eventuali piene nel periodo invernale possano causare allagamenti interni della centrale ». I lavori che partiranno a marzo 2008 non interesseranno l'esterno dell'edificio della struttura di Piano della Rocca, progettato dall'architetto Alfonso Gervaso nel 1942 e rivestito di pietra serena locale. Naturalmente sarà fatto un intervento di restauro conservativo, ma niente di più. Nessuna paura quindi per le tre statue di ignota fattura che si trovano sul frontale. Resteranno intatte.
La prima raffigura una donna giunonica con un libro in mano, simbolo del sapere e della scienza; la seconda è una statua maschile con utensile che rappresenta il lavoro; infine la terza mostra il Serchio in posizione sdraiata e con aspetto mite. Non riporterà modifiche nemmeno il salone interno affrescato dal pittore Ugo Giovannozzi che ritrae i bacini orografici del Serchio e della Lima con tutti gli impianti idroelettrici. Nell'affresco ci sono riferimenti mitologici con divinità marine sovrastate da Mercurio che tesse con fili di rame le vie dell'energia elettrica. Da qualche anno a questa parte, l'Enel apriva al pubblico questa centrale durante la festa dell'azalea che si tiene nel capoluogo borghigiano nel mese di aprile. L'edizione di quest'anno è stata dunque l'ultima in cui i cittadini hanno potuto vedere gli storici macchinari.
L'attuale intervento nell'alveo del fiume, proprio a poche centinaia di metri a nord del celebre monumento, è iniziato alla fine di luglio ed è propedeutico ai prossimi lavori. «Si tratta - dice l'Enel - di lavori di posa di una paratoia del canale di scarico della centrale eseguite da due ditte, la ditta Guidi e la ditta Cesari. Lavori per cui è stata data la necessaria comunicazione sia al comune di Borgo a Mozzano che all'Autorità di bacino del fiume Serchio. I lavori dovevano terminare entro la fine di agosto ma subiranno un leggero slittamento di pochi giorni. Il 4 settembre sarà ripristinata la situazione normale. La centrale durante questo periodo sta funzionando a carico ridotto, l'acqua a valle ha un deflusso minimo vitale che è stato abbassato a 1 metro cubo (in accordo con l'Autorità di bacino) e già a monte entra ridotta a causa della presenza di minor acqua dovuta al periodo estivo. Questo lavoro permetterà di evitare che eventuali piene nel periodo invernale possano causare allagamenti interni della centrale ». I lavori che partiranno a marzo 2008 non interesseranno l'esterno dell'edificio della struttura di Piano della Rocca, progettato dall'architetto Alfonso Gervaso nel 1942 e rivestito di pietra serena locale. Naturalmente sarà fatto un intervento di restauro conservativo, ma niente di più. Nessuna paura quindi per le tre statue di ignota fattura che si trovano sul frontale. Resteranno intatte.
La prima raffigura una donna giunonica con un libro in mano, simbolo del sapere e della scienza; la seconda è una statua maschile con utensile che rappresenta il lavoro; infine la terza mostra il Serchio in posizione sdraiata e con aspetto mite. Non riporterà modifiche nemmeno il salone interno affrescato dal pittore Ugo Giovannozzi che ritrae i bacini orografici del Serchio e della Lima con tutti gli impianti idroelettrici. Nell'affresco ci sono riferimenti mitologici con divinità marine sovrastate da Mercurio che tesse con fili di rame le vie dell'energia elettrica. Da qualche anno a questa parte, l'Enel apriva al pubblico questa centrale durante la festa dell'azalea che si tiene nel capoluogo borghigiano nel mese di aprile. L'edizione di quest'anno è stata dunque l'ultima in cui i cittadini hanno potuto vedere gli storici macchinari.
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