Il Tirreno

Lucca

Sessanta milioni di euro per una villa e l’intera collina

Paola Taddeucci e Domenico Tani
Sessanta milioni di euro per una villa e l’intera collina

Una nobildonna e finanziera belga pronta ad acquistare le proprietà di Fanini e dei vicini per riaggregarle in un’unica tenuta

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LUCCA. È disposta a pagare oltre sessanta milioni di euro per comprare l’intera collina di Gragnano che comprende villa Fanini - di proprietà di Ivano Fanini, patron della squadra ciclistica Amore e vita -, il Relais del Lago - dove si trova anche il ristorante Serendipico - e una vigna dove si produce ottimo vino. Più di trenta ettari di paradiso entrati nell’occhio e nel cuore di una nobildonna belga facoltosa, discendente di una delle famiglie più blasonate e ricche d’Europa, attiva nel campo dell’alta finanza e proprietaria di banche e molto vicina alle case reali del Belgio e dell’Inghilterra. Il suo investimento sarebbe senza fini speculativi. Anzi. Vorrebbe farne una residenza di lusso per se e i suoi ospiti riportando le tre proprietà unite come erano un tempo, quando facevano parte della tenuta Mansi Arnolfini, poi Marchi, che si estendeva complessivamente per 50 ettari. La nobildonna, di cui non è stato svelato il nome per ragioni di riservatezza, ha compiuto diversi sopralluoghi sulla collina. L’ultimo proprio ieri, quando è arrivata in elicottero in compagnia del marito e del padre, oltreché dei suoi collaboratori.

Da un anno sta cercando una prestigiosa dimora storica in Lucchesia e ad aiutarla nella scelta è Cristiano Manfredini, responsabile della sede viareggina della Reales, agenzia di intermediazioni ad altissimo livello che ha la sua base a Londra. Proprio dalla capitale inglese è partita la ricerca della nobildonna che, tramite Manfredini, è arrivata fino a Gragnano. Dove è rimasta stregata da villa Fanini, che inizialmente avrebbe voluto prendere in affitto, e e dai suoi dintorni, tanto da offrire un ingente somma di denaro: 20 milioni di euro. Non sufficienti, però, a parere del proprietario, che ha rifiutato. «Può sembrare assurdo - afferma Fanini - rinunciare a un’offerta del genere, ma ritengo che la mia villa abbia un valore storico e artistico molto più elevato. Basti pensare che i soli affreschi finiti nel 1678 dai maestri Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli, nei saloni principali, sono stati stimati oltre 13 milioni di euro». Fanini dice che potrà ragionare seriamente se l’offerta salirà: a 30 milioni, per la precisione.

«Su questa cifra - prosegue il patron di Amore e vita - potrei pensarci, anche se questa proprietà fa parte della mia vita e della mia storia perché non l’ho ereditata, ma la sto migliorando giorno per giorno da oltre 25 anni grazie al sudore e alla fatica». L’interesse della nobildonna e della sua facoltosa famiglia non si esaurisce, però, alla villa. Anche ieri, nel corso della sua visita, ha voluto rivedere le proprietà confinanti con la dimora, quella che comprende il Relais del Lago e l’altra della vigna, dove si trovano anche diversi edifici rurali. Due proprietà distinte, dalle quali ha ricevuto due proposte con tanti zeri: 23 milioni per la vigna e 10 per il Relais. Cifre che porterebbero il suo investimento a Gragnano a superare i 60 milioni. Ad incantare la famiglia di finanzieri e banchieri sarebbe proprio l’unicità di questo luogo.

Bello quanto i posti da cartolina del Chianti, ma con una marcia in più rispetto a quelle località rinomate: la vicinanza con la città e i servizi. Per questo, secondo quanto riferisce l’agente immobiliare Manfredini, i potenziali acquirenti non avrebbero la minima intenzione di cambiare niente, calandosi a Gragnano con fini speculativi, ma anzi vorrebbero valorizzare quello che c’è e semmai migliorarlo.

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