Attenzione
Sicurezza in città, arrivano le telecamere
Maria Panattoni
Ad Altopascio arrivano cinquanta impianti di videosorveglianza per prevenire la criminalità
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ALTOPASCIO. Muove i primi passi l’operazione “Città sicura e moderna” finendo sul tavolo del consiglio comunale del prossimo giovedì: con una modifica al piano delle opere pubbliche, l’amministrazione inserisce nel programma dei lavori l’installazione di circa 50 telecamere nelle zone più a rischio criminalità del capoluogo e delle frazioni. Cimiteri, piazze, parchi, edifici scolastici, e gli snodi viari più importanti per la fuga dei malviventi saranno monitorati, dai primi mesi del 2008, 24 ore su 24 da apparecchiature elettroniche, sia visibili ad occhio nudo che nascoste. La giunta Marchetti da tempo valuta la realizzazione di questa operazione. Inizialmente aveva progettato un intervento più circoscritto (aree pubbliche del capoluogo e solo scuole nelle frazioni), ma poi ha optato per un piano sicurezza più efficace. Nonostante l’esistenza di un limite insuperabile per motivi economici: le immagini dei monitor saranno a disposizione delle forze dell’ordine, ma non saranno costantemente visionate dagli operatori.
L’intervento in diretta da parte delle forze dell’ordine, quindi, non potrà avvenire. Una volta denunciato un atto vandalico o criminale, però, i carabinieri e la polizia potranno attingere alle registrazioni per identificare l’autore. «Realtà territoriali ben superiori ad Altopascio non hanno il controllo immediato - dice il sindaco Maurizio Marchetti -. Per realizzarlo occorrerebbe posizionare 10-15 televori in un luogo con almeno 4 persone che si danno il cambio, nell’arco della giornata, per garantire il controllo no limits. Fare ciò, significherebbe sostenere una spesa annua molto ingente, che le casse di un comune come Altopascio non possono permettersi». L’obiettivo di “Città sicura e moderna” è di prevenire la microcriminalità giocando sulla prevenzione. Sapere che esiste una registrazione che mostra alle forze dell’ordine il malvivente in flagrante potrà rappresentare un deterrente. Perché questa prevenzione non sia solo sulla carta, il Comune ha stabilito di investire un budget ben superiore al primo progetto.
Dai 100mila euro inizialmente stanziati per l’operazione sicurezza, è passato a 250mila. Non qualche telecamera qua e là e con una copertura territoriali irrisoria, ma circa cinquanta occhi elettronici per garantire un controllo del territorio e degli edifici pubblici ad ampio spettro. «Attraverso un appalto concorso - spiega Alessandro Balduini, assessore al welfare - aggiudicheremo il servizio a banda larga wireless in esclusiva ad un’azienda del settore che, però, si farà carico al contempo dell’installazione dei dispositivi elettronici di sorveglianza nelle aree da noi individuate come quelle più a rischio di atti di criminalità. «Per controllare le scuole, le piazze, i parchi e le strade di scorrimento più transitate dell’intero territorio occorreranno circa cinquanta telecamere».
L’intervento in diretta da parte delle forze dell’ordine, quindi, non potrà avvenire. Una volta denunciato un atto vandalico o criminale, però, i carabinieri e la polizia potranno attingere alle registrazioni per identificare l’autore. «Realtà territoriali ben superiori ad Altopascio non hanno il controllo immediato - dice il sindaco Maurizio Marchetti -. Per realizzarlo occorrerebbe posizionare 10-15 televori in un luogo con almeno 4 persone che si danno il cambio, nell’arco della giornata, per garantire il controllo no limits. Fare ciò, significherebbe sostenere una spesa annua molto ingente, che le casse di un comune come Altopascio non possono permettersi». L’obiettivo di “Città sicura e moderna” è di prevenire la microcriminalità giocando sulla prevenzione. Sapere che esiste una registrazione che mostra alle forze dell’ordine il malvivente in flagrante potrà rappresentare un deterrente. Perché questa prevenzione non sia solo sulla carta, il Comune ha stabilito di investire un budget ben superiore al primo progetto.
Dai 100mila euro inizialmente stanziati per l’operazione sicurezza, è passato a 250mila. Non qualche telecamera qua e là e con una copertura territoriali irrisoria, ma circa cinquanta occhi elettronici per garantire un controllo del territorio e degli edifici pubblici ad ampio spettro. «Attraverso un appalto concorso - spiega Alessandro Balduini, assessore al welfare - aggiudicheremo il servizio a banda larga wireless in esclusiva ad un’azienda del settore che, però, si farà carico al contempo dell’installazione dei dispositivi elettronici di sorveglianza nelle aree da noi individuate come quelle più a rischio di atti di criminalità. «Per controllare le scuole, le piazze, i parchi e le strade di scorrimento più transitate dell’intero territorio occorreranno circa cinquanta telecamere».
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