La manifestazione
La sinistra alla riconquista di Lucca
Ilaria Bonuccelli
Tagliasacchi: «Ci aiuteranno Pd e le contraddizioni di maggioranza». La destra e la lista civica hanno progetti che non collimano. Noi faremo un'opposizione senza inciuci, pronta però a dialogare
5 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ora come ora, Andrea Tagliasacchi ha due certezze: che farà il capo dell'opposizione e che guiderà un'opposizione senza «inciuci». Chi vedeva l'ex presidente della Provincia ed ex candidato sindaco del centrosinistra in fuga verso Firenze, insomma, si deve ricredere. Qualunque sia il suo futuro politico dopo l'estate, Tagliasacchi promette che non lascerà Lucca, dove a governare davvero è tornato Piero Angelini (con la sua lista civica Governare Lucca) e non la Casa delle Libertà. Più centro, insomma, che centrodestra. Per questo - ribadisce Tagliasacchi - alcuni segnali di apertura (verso l'opposizione) lanciati dal sindaco Mauro Favilla nel corso del primo consiglio comunale possono essere colti. E rilanciati, ad esempio sulla sanità: va bene spostare l'ospedale da San Filippo a patto di realizzarlo.
Tagliasacchi, partiamo dall'inizio. Dalla sconfitta elettorale, non proprio annunciata, del centrosinistra. Come se la spiega?
«Intanto con il fatto che abbiamo votato quando il governo era a un livello basso di consensi. Un paio di giorni fa era al 26%, a maggio credo che fosse anche più giù. Poi sono stati bravi quelli che hanno vinto. Sono riusciti a far passare un'operazione politica all'interno della quale la lista civica di Governare Lucca ha avuto un ruolo fondamentale. È stata un'intuizione intelligente, la chiave di volta di queste elezioni: Governare Lucca e quindi il centro ha messo ai margini il fallimento del centrodestra, ha offuscato gli insuccessi della Cdl. Il centro di Angelini ha rileggittimato il centrodestra e noi non siamo stati in grado di evidenziare le contraddizioni della Cdl che propone programmi che non sono proprio in sintonia con Governare Lucca».
Sostiene che il programma della Cdl non sia lo stesso di quello di Governare Lucca?
«Direi che le priorità del senatore Marcello Pera non collimano con quelle di Governare Lucca. Pera è stato un sostenitore di operazioni come il lotto zero (il primo tratto della Lucca-Modena, ndr) e della logica di mortificazione delle istituzioni locali, delle scelte prese sopra la testa del territorio. E questo mi sembra che non collimi con il programma di Favilla e di Governare Lucca».
Si potrebbe, però, dire che la Regione abbia fatto altrettanto con l'ospedale.
«Non è così. La Regione ha deciso la realizzazione del nuovo ospedale, non l'ubicazione che è stata votata da un consiglio comunale a maggioranza di centrodestra. Lo stesso centrodestra che ora vuole spostarlo».
Ma, allora, secondo lei, chi comanda oggi in giunta?
«Mettiamola così: il primo consiglio comunale, nel quale non si è stati capaci di eleggere il presidente, ha evidenziato le contraddizioni interne alla maggioranza. Il sindaco, inoltre, ha nominato una giunta parziale, al momento di 10 assessori, e dovrà poi portarla a 14, proprio per sanare queste contraddizioni. Finora la giunta è stata formata in base alle logiche del manuale Cencelli, della spartizione di posti fra partiti. Tutti questi elementi, uniti alla diversa lettura che del risultato elettorale danno da una parte Pera e dall'altra Governare Lucca (leggi: Angelini, ndr), confermano le contraddizioni interne alla maggioranza. Destinate a esplodere nel momento in cui la Cdl proverà a riconquistare l'egemonia della città e Governare Lucca cercherà di impedirglielo».
È per questo che il sindaco Favilla apre a sinistra, o comunque all'opposizione?
«Posso dire il programma di Favilla non è né di centrodestra né di centrosinistra. Ma ha elementi condivisibili».
Quali sono gli elementi condivisibili del programma di Favilla?
«Ad esempio la riorganizzazione della macchina comunale, con l'assunzione di un direttore generale, anche se trovo poco corretto mettere al centro della campagna elettorale la non assunzione del general manager e poi dire che ti sei sbagliato. A parte questo, la riorganizzare la struttura del Comune nel merito è condivisibile. Come l'impegno a ridurre i costi della politica, a rivedere le spa partecipate e a riportare al centro della vita politica il ruolo del consiglio comunale».
E quali sono, invece, i punti deboli del programma di Favilla?
«L'innovazione e la ricerca. A Lucca non possiamo solo continuare a far fronte all'emergenza e ad aggiustare quello che non funziona. Bisogna investire in formazione e ricerca, per rendere Lucca una città contemporanea, sostenibile da un punto di vista ambientale: acqua, aria, suolo, emissioni devono essere temi centrali dell'amministrazione comunale. Al pari della valorizzazione di talenti se vogliamo davvero creare una nuova classe dirigente».
Ma quale sarà il suo ruolo, in questa situazione?
«Io sarò il capo dell'opposizione. Chi mi dipinge come un personaggio alla continua ricerca di una semplice collocazione, si sbaglia. Certo farò le mie scelte, ma fra queste c'è anche quella di restare a Lucca come capogruppo dell'Ulivo, perché intendo la politica come servizio. In campagna elettorale mi ha ferito l'attacco al mio mandato da presidente della Provincia che avrei lasciato nei debiti. La mia, invece, è stata una gestione improntata alla correttezza. La dimostrazione è di questi giorni: la Provincia ha approvato un consuntivo con 3,5 milioni di avanzo che non si inventa in 6 mesi di nuovo mandato».
Ma la sua sarà un'opposizione vera o una sorta di appoggio esterno a Favilla?
«Sarà un'opposizione senza inciuci, basata sulla chiarezza dei ruoli. Favilla ha vinto le elezioni, ma come centrosinistra vogliamo dare il nostro contributo al governo della città, soprattutto in alcune questioni: sanità, raddoppio della ferrovia Lucca-Firenze, visto che c'è già un accordo di programma con la Regione firmato in campagna elettorale; vogliamo creare il museo della città a palazzo Guinigi, utilizzando un contributo regionale che già esiste».
Pensa che la sinistra arriverà a governare la città?
«Penso di sì. Sul piano politico si apre una fase importante, quella del partito democratico. Voglio dire ai giovani, alle donne, alle persone che hanno sostenuto la nostra campagna elettorale di non demoralizzarsi. Si apre ora una sfida affascinante che parte da un dato concreto: l'Ulivo è già uno schieramento che a Lucca si attesta già fra il 28 e il 35%».
Tagliasacchi, partiamo dall'inizio. Dalla sconfitta elettorale, non proprio annunciata, del centrosinistra. Come se la spiega?
«Intanto con il fatto che abbiamo votato quando il governo era a un livello basso di consensi. Un paio di giorni fa era al 26%, a maggio credo che fosse anche più giù. Poi sono stati bravi quelli che hanno vinto. Sono riusciti a far passare un'operazione politica all'interno della quale la lista civica di Governare Lucca ha avuto un ruolo fondamentale. È stata un'intuizione intelligente, la chiave di volta di queste elezioni: Governare Lucca e quindi il centro ha messo ai margini il fallimento del centrodestra, ha offuscato gli insuccessi della Cdl. Il centro di Angelini ha rileggittimato il centrodestra e noi non siamo stati in grado di evidenziare le contraddizioni della Cdl che propone programmi che non sono proprio in sintonia con Governare Lucca».
Sostiene che il programma della Cdl non sia lo stesso di quello di Governare Lucca?
«Direi che le priorità del senatore Marcello Pera non collimano con quelle di Governare Lucca. Pera è stato un sostenitore di operazioni come il lotto zero (il primo tratto della Lucca-Modena, ndr) e della logica di mortificazione delle istituzioni locali, delle scelte prese sopra la testa del territorio. E questo mi sembra che non collimi con il programma di Favilla e di Governare Lucca».
Si potrebbe, però, dire che la Regione abbia fatto altrettanto con l'ospedale.
«Non è così. La Regione ha deciso la realizzazione del nuovo ospedale, non l'ubicazione che è stata votata da un consiglio comunale a maggioranza di centrodestra. Lo stesso centrodestra che ora vuole spostarlo».
Ma, allora, secondo lei, chi comanda oggi in giunta?
«Mettiamola così: il primo consiglio comunale, nel quale non si è stati capaci di eleggere il presidente, ha evidenziato le contraddizioni interne alla maggioranza. Il sindaco, inoltre, ha nominato una giunta parziale, al momento di 10 assessori, e dovrà poi portarla a 14, proprio per sanare queste contraddizioni. Finora la giunta è stata formata in base alle logiche del manuale Cencelli, della spartizione di posti fra partiti. Tutti questi elementi, uniti alla diversa lettura che del risultato elettorale danno da una parte Pera e dall'altra Governare Lucca (leggi: Angelini, ndr), confermano le contraddizioni interne alla maggioranza. Destinate a esplodere nel momento in cui la Cdl proverà a riconquistare l'egemonia della città e Governare Lucca cercherà di impedirglielo».
È per questo che il sindaco Favilla apre a sinistra, o comunque all'opposizione?
«Posso dire il programma di Favilla non è né di centrodestra né di centrosinistra. Ma ha elementi condivisibili».
Quali sono gli elementi condivisibili del programma di Favilla?
«Ad esempio la riorganizzazione della macchina comunale, con l'assunzione di un direttore generale, anche se trovo poco corretto mettere al centro della campagna elettorale la non assunzione del general manager e poi dire che ti sei sbagliato. A parte questo, la riorganizzare la struttura del Comune nel merito è condivisibile. Come l'impegno a ridurre i costi della politica, a rivedere le spa partecipate e a riportare al centro della vita politica il ruolo del consiglio comunale».
E quali sono, invece, i punti deboli del programma di Favilla?
«L'innovazione e la ricerca. A Lucca non possiamo solo continuare a far fronte all'emergenza e ad aggiustare quello che non funziona. Bisogna investire in formazione e ricerca, per rendere Lucca una città contemporanea, sostenibile da un punto di vista ambientale: acqua, aria, suolo, emissioni devono essere temi centrali dell'amministrazione comunale. Al pari della valorizzazione di talenti se vogliamo davvero creare una nuova classe dirigente».
Ma quale sarà il suo ruolo, in questa situazione?
«Io sarò il capo dell'opposizione. Chi mi dipinge come un personaggio alla continua ricerca di una semplice collocazione, si sbaglia. Certo farò le mie scelte, ma fra queste c'è anche quella di restare a Lucca come capogruppo dell'Ulivo, perché intendo la politica come servizio. In campagna elettorale mi ha ferito l'attacco al mio mandato da presidente della Provincia che avrei lasciato nei debiti. La mia, invece, è stata una gestione improntata alla correttezza. La dimostrazione è di questi giorni: la Provincia ha approvato un consuntivo con 3,5 milioni di avanzo che non si inventa in 6 mesi di nuovo mandato».
Ma la sua sarà un'opposizione vera o una sorta di appoggio esterno a Favilla?
«Sarà un'opposizione senza inciuci, basata sulla chiarezza dei ruoli. Favilla ha vinto le elezioni, ma come centrosinistra vogliamo dare il nostro contributo al governo della città, soprattutto in alcune questioni: sanità, raddoppio della ferrovia Lucca-Firenze, visto che c'è già un accordo di programma con la Regione firmato in campagna elettorale; vogliamo creare il museo della città a palazzo Guinigi, utilizzando un contributo regionale che già esiste».
Pensa che la sinistra arriverà a governare la città?
«Penso di sì. Sul piano politico si apre una fase importante, quella del partito democratico. Voglio dire ai giovani, alle donne, alle persone che hanno sostenuto la nostra campagna elettorale di non demoralizzarsi. Si apre ora una sfida affascinante che parte da un dato concreto: l'Ulivo è già uno schieramento che a Lucca si attesta già fra il 28 e il 35%».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google