Il Tirreno

Lucca

La nuova giunta parte con 10 assessori

Marco Innocenti

Pierami resta fuori, Favilla si tiene la delega all'urbanistica. Possibile l'ingresso di persone della società civile. Per ora non sarà nominato il vice chiesto da Forza Italia. Entro 15 giorni le deleghe

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LUCCA. Ha passato giornate faticose ad ascoltare le richieste (in qualche caso perentorie) dei partiti di maggioranza che chiedevano posti e incarichi, a cercare di mediare tra opzioni in conflitto e posizioni divergenti, ad ottenere indicazioni di nomi sulla base di criteri chiari e oggettivi, ad evitare che le frizioni diventassero fratture insanabili. Ma i segni delle tensioni, proseguite anche ieri mattina, non si leggono nel volto di Mauro Favilla.
Quando convoca la stampa per presentare la nuova giunta ha l'aspetto di un bravo studente che non vede l'ora di dimostrare alla commissione d'esame quanto è stato diligente.
Vuol cominciare «ad amministrare subito», dice, e spera di aver chiuso la parte delle trattative politiche. Qualcosa è riuscito ad ottenere, qualcosa ha dovuto dare. Ma alla fine Favilla appare soddisfatto e certo di essere sul punto di risolvere anche il contenzioso residuo: quello sulla nomina del presidente del consiglio comunale e quello sull'ingresso nell'esecutivo di Giovanni Pierami (Per Lucca).

Nel suo ufficio di Palazzo Orsetti - dove di nuovo rispetto a quando è stato sindaco per l'ultima volta, 19 anni fa, c'è soltanto la posizione della scrivania - alle 13 è in grado di presentare una giunta di 10 assessori, nell'attesa che Pierami si decida.
«L'ossatura dell'esecutivo è fatta - spiega -. Ho ascoltato i partiti e i loro criteri di scelta, ho fatto presente la mia volontà di avere una giunta largamente rinnovata, con la presenza di giovani e donne. Non ho accettato terne che avrebbero fatto ricadere su di me la responsabilità delle esclusioni, che invece devono assumersi i partiti. Alla fine sono arrivate le indicazioni che mi hanno consentito di varare una giunta che per ora ha dieci componenti. L'undicesimo dovrebbe essere Giovanni Pierami, con il quale è sorto un fraintendimento che penso sarà presto risolto. Per Lucca è essenziale alla mia giunta e Pierami avrà un incarico di rilievo. In un secondo tempo l'esecutivo sarà di 12 persone, ma non escludo che possa arrivare a 14. Le forze di maggioranza sanno che le nomine restanti le farò io e che sceglierò autorevoli rappresentanti della società civile, la cui presenza darà ancora più forza al governo della città».

Il sindaco indica quindi i suoi collaboratori: «Sono 4 di Forza Italia, due di An, due dell'Udc e due di Governare Lucca, aspettando Pierami. Gli azzurri mi hanno indicato due tra i più votati in consiglio, Elio Cappellini e Filippo Candelise, più due donne: Donatella Buonriposi e Letizia Bandoni. An ha scelto di confermare gli assessori Luca Leone e Lido Moschini, mentre l'Udc ha puntato sui due più votati, Antonio Azzarà e Angelo Monticelli. Governare Lucca ha invece optato per due esponenti al di fuori del gruppo dei consiglieri, Luigi Stefani e Giovanni “Nanni” Santini, che hanno una larga esperienza della macchina amministrativa per aver diretto in passato settori importanti dell'amministrazione comunale. So che in Governare Lucca è però in corso un confronto e che ci potrebbero essere variazioni».
Ora Favilla chiede 15 giorni di tempo per conoscere meglio i suoi assessori e decidere quali deleghe affidare loro.

«Intanto vorrei evitare che sullo stesso dirigente gravino più assessori - dice -. Intenderei legare le deleghe all'attività degli uffici e alla concretezza dei temi da affontare. Rispetto al passato voglio caricare meno di compiti certi assessori e non dare incarichi evanescenti ad altri. Terrò per me l'urbanistica, ma non per tutto il mandato. Mi avvarrò della collaborazione gratuita (tranne il rimborso spese) di esperti che possono essere in Comune o che pescherò all'esterno. Penso che anche per altri settori si possa ricorrere a consulenze (ma non a incarichi che gravino sul bilancio) e non escludo di attribuire deleghe a qualche consigliere o anche a persone esterne all'amministrazione».
All'1,30, quando chiude la conferenza stampa, i casi della presidenza del consiglio comunale e della presenza in giunta di Pierami non sono ancora risolti.
«Con il candidato sindaco di Liberi e Responsabili, Marco Brancoli, nel momento in cui aveva deciso di appoggiarmi al ballottaggio avevo preso l'impegno di affidargli un compito istituzionale di rilievo, che però lo lasciasse in consiglio comunale. Escluso l'assessorato, rimaneva la presidenza del consiglio. Ma poi sono sorti problemi, perché i maggiori partiti della coalizione (Forza Italia e An) hanno rivendicato con forza le cariche di presidente del consiglio e vicesindaco, indicando l'avvocato Marco Agnitti per la guida dell'assemblea. Con Brancoli ho parlato anche stamani e credo che alla fine accetterà la mia proposta per un diverso incarico, egualmente di rilievo e soddisfazione. Vedremo poi come voteranno i consiglieri. Nei primi due scrutini occorre la maggioranza qualificata di 28 voti; dalla terza votazione bastano 21 preferenze».

L'eventualità che nella maggioranza Governare Lucca e qualche franco tiratore possano giocare brutti scherzi ad Agnitti è concreta, tanto che nel pomeriggio il voto sulla presidenza del consiglio è stato rinviato. Ultima questione, che ha riflessi anche nell'intesa con Pierami, quella del vicesindaco. Favilla non avrebbe voluto nominarlo, almeno inizialmente; affidando a Pierami il ruolo di assessore anziano gli avrebbe consentito di agire nei fatti come vice. Ma la pressione di Forza Italia per ottenere l'incarico è stata tale che il sindaco alla fine nominerà un vice azzurro (Donatella Buonriposi o Elio Cappellini) e Pierami diventerebbe in pratica il terzo grado nella giunta. Da vedere se ingollerà il rospo.

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