Proteste
La giunta si arena sulla presidenza
Accordo mancato: molto dipende da chi guiderà il consiglio comunale
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L’unica cosa certa (almeno alle dieci di ieri sera) sembra essere il numero degli assessori: 11. Tanto per cominciare. Per il resto anche la riunione di ieri sulla composizione della giunta non ha portato a risultati definitivi. Nessuna fumata bianca, insomma. E un problema ancora aperto: la presidenza del consiglio comunale, diventato l’ingranaggio che fa girare tutte le ruote dell’alleanza di centrodestra. Questo posto è - da sempre - il più gradito a Marco Brancoli Pantera, ex candidato sindaco che al secondo turno ha appoggiato Mauro Favilla. E la soluzione di Brancoli è quella che più piace a Governare Lucca e non solo perché impedisce all’ex sindaco Pietro Fazzi di entrare in consiglio comunale. Uno degli obiettivi della lista civica di Piero Angelini, trincerato dietro il «no comment» è proprio di arginare il potere dei partiti della Casa della libertà.
Ma proprio per evitare questo epilogo i due partiti di maggioranza relativa - Fi e a seguire An - non retrocedono dalla propria posizione: visto che il sindaco si può considerare in quota a Governare Lucca, chiedono (leggi: vogliono) i due posti di maggior prestigio ancora da attribuire, quello da presidente del consiglio comunale, appunto, e quello da vicesindaco. Il primo è (sembra) ad appannaggio di An: per sostenere la candidatura di Marco Agnitti si è speso, in prima persona, anche con un’intervista al Tirreno l’onorevole Riccardo Migliori, coordinatore regionale del partito. Il secondo - da vicesindaco - diventa automaticamente di «diritto» di Forza Italia che propone una donna, Donatella Buonriposi. E da qui sembra non spostarsi, anche se al sindaco non dispiacerebbe la terza via: l’incarico, appunto, a Brancoli, garantendogli la permanenza in consiglio comunale. Dal canto suo, l’avvocato ex leader della lista Liberi e Responsabili non commenta. Ma non può certo gradire questi giochi che passano sopra la sua testa e che, a livello risarcitorio per la rinuncia alla presidenza, lo vedono in «pole position» per incarichi in consorzi (come l’Ato dei rifiuti) dove il suo ruolo di consigliere comunale non risulti incompatibile.
E non lo costringa alle dimissioni, indispensabili, invece, se Brancoli diventasse assessore. Fra l’altro, Brancoli non ha nemmeno mai spinto sull’acceleratore delle richieste, ma potrebbe sempre far presente di aver diritto a due assessori, visto che uno viene garantito alla lista di Giovanni Pierami (Per Lucca) che ha preso la metà dei suoi voti. Il nodo degli incarichi, comunque, si dovrebbe sciogliere oggi con un nuovo incontro fra sindaco, Cdl (An, Fi e Udc) e Governare Lucca alla quale, a questo punto, spetterebbero due assessori. Uno potrebbe essere Marco Chiari che segue le vicende lucchesi da Ponza, dove è andato in vacanza con la sua barca: per lui potrebbe esserci un incarico a tempo, 8-10 mesi al massimo, magari come assessore all’urbanistica. Se non fosse che Favilla non ha alcuna intenzione di affidare questa delega, una delle più importanti del suo mandato.
E così la girandola dei nomi e delle ipotesi continua. Anche se per FI si ripetono sempre quelli di Marco Porciani, Elio Cappellini e Filippo Candelise (oltre alla Buonriposi), per An quelli di Lido Moschini e Gianluca Leone, quelli di Antonino Azzarà e Angelo Monticelli per l’Udc e quello di Giovanni Pierami di Per Lucca. Manca, però ancora, l’assessore (o gli assessori) del sindaco. I suoi consulenti al di fuori dei partiti. Ma per quello (o quelli) ci potrebbe essere tempo ancora qualche mese. Anche se alla fine, prima o dopo - conferma il sindaco - la giunta sarà di 12 assessori.
Ma proprio per evitare questo epilogo i due partiti di maggioranza relativa - Fi e a seguire An - non retrocedono dalla propria posizione: visto che il sindaco si può considerare in quota a Governare Lucca, chiedono (leggi: vogliono) i due posti di maggior prestigio ancora da attribuire, quello da presidente del consiglio comunale, appunto, e quello da vicesindaco. Il primo è (sembra) ad appannaggio di An: per sostenere la candidatura di Marco Agnitti si è speso, in prima persona, anche con un’intervista al Tirreno l’onorevole Riccardo Migliori, coordinatore regionale del partito. Il secondo - da vicesindaco - diventa automaticamente di «diritto» di Forza Italia che propone una donna, Donatella Buonriposi. E da qui sembra non spostarsi, anche se al sindaco non dispiacerebbe la terza via: l’incarico, appunto, a Brancoli, garantendogli la permanenza in consiglio comunale. Dal canto suo, l’avvocato ex leader della lista Liberi e Responsabili non commenta. Ma non può certo gradire questi giochi che passano sopra la sua testa e che, a livello risarcitorio per la rinuncia alla presidenza, lo vedono in «pole position» per incarichi in consorzi (come l’Ato dei rifiuti) dove il suo ruolo di consigliere comunale non risulti incompatibile.
E non lo costringa alle dimissioni, indispensabili, invece, se Brancoli diventasse assessore. Fra l’altro, Brancoli non ha nemmeno mai spinto sull’acceleratore delle richieste, ma potrebbe sempre far presente di aver diritto a due assessori, visto che uno viene garantito alla lista di Giovanni Pierami (Per Lucca) che ha preso la metà dei suoi voti. Il nodo degli incarichi, comunque, si dovrebbe sciogliere oggi con un nuovo incontro fra sindaco, Cdl (An, Fi e Udc) e Governare Lucca alla quale, a questo punto, spetterebbero due assessori. Uno potrebbe essere Marco Chiari che segue le vicende lucchesi da Ponza, dove è andato in vacanza con la sua barca: per lui potrebbe esserci un incarico a tempo, 8-10 mesi al massimo, magari come assessore all’urbanistica. Se non fosse che Favilla non ha alcuna intenzione di affidare questa delega, una delle più importanti del suo mandato.
E così la girandola dei nomi e delle ipotesi continua. Anche se per FI si ripetono sempre quelli di Marco Porciani, Elio Cappellini e Filippo Candelise (oltre alla Buonriposi), per An quelli di Lido Moschini e Gianluca Leone, quelli di Antonino Azzarà e Angelo Monticelli per l’Udc e quello di Giovanni Pierami di Per Lucca. Manca, però ancora, l’assessore (o gli assessori) del sindaco. I suoi consulenti al di fuori dei partiti. Ma per quello (o quelli) ci potrebbe essere tempo ancora qualche mese. Anche se alla fine, prima o dopo - conferma il sindaco - la giunta sarà di 12 assessori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google