Il Tirreno

Lucca

Migliori sponsorizza Marco Agnitti

I.B.

L’onorevole di Alleanza nazionale anticipa l’accordo sulla scelta per la presidenza del consiglio comunale

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LUCCA. L’assessorato al sociale. O al commercio, allo sport, alla cultura, alle attività produttive. Deleghe, insomma, che consentano un contatto diretto fra assessore e cittadini. A questo punta An, nelle ore in cui si decide la nuova giunta. A questo e ad avere Marco Agnitti come presidente del consiglio comunale, facendo un passo indietro sul vicesindaco che (se sarà nominato come sembra) spetterà di diritto a Forza Italia. A Donatella Buonriposi, pare. È ottimista, l’onorevole di An Riccardo Migliori. È sicuro che entro oggi sarà formato il nuovo governo della città, a 9 assessori. E garantisce, inoltre, che all’interno di An, non ci sono veti su nessuno per diventare assessore.

Neppure su Luca Leone, già vicesindaco di Pietro Fazzi e oggi in corsa per un posto nella giunta Favilla. Anche se sono innegabili le riserve che, a poche ore dalla nomina, su di lui nutre ancora chi non ha digerito la scelta di appoggiare Fazzi. Tuttavia per Migliori, la questione importante per An, in questo momento, non è tanto discutere di nomi o di numero di assessori, ma assicurarsi presidenza del consiglio comunale e deleghe che consentano un contatto diretto con la gente.

Onorevole Migliori, cominciamo con il consiglio comunale. Presidenza ad Agnitti, dunque?
«Questa è la nostra proposta, ma credo che diventerà la proposta di tutta la Cdl e della maggioranza (il presidente deve essere eletto dal consiglio comunale, ndr). Agnitti per An ha fatto per molto tempo il capogruppo d’opposizione in consiglio provinciale, è una persona di moralità e professionalità specchiata, adatta allo scopo che vogliamo perseguire: restituire al consiglio comunale il ruolo di centralità nelle scelte che aveva perso con la precedente amministrazione comunale».

An reclama la presidenza del consiglio comunale che, come ruolo di garanzia, dovrebbe spettare all’opposizione. Si faceva, infatti, il nome di Alessandro Tambellini, il consigliere comunale dell’Ulivo, più votato di tutta l’assemblea.
«Mi dispiace per Tambellini che avrebbe potuto essere una buona scelta per il consiglio comunale. Ma è una scelta impossibile in una regione nella quale il centrosinistra controlla l’80% degli enti locali e fa incetta di tutti gli incarichi, compresi quelli di garanzia che spetterebbero all’opposizione. Per arrivare a una soluzione del genere a Lucca, sarebbe necessario un accordo regionale nel quale la sinistra si impegna a dare all’opposizione tutti i ruoli istituzionali di garanzia».

Non teme franchi tiratori su Agnitti?
«Spero che, se ci dovessero essere, siano nella minoranza nel senso che vorrei che Agnitti venisse votato anche dal centrosinistra, perché noi lo presentiamo come un presidente di garanzia. Come An, e anche come maggioranza, chiediamo alla minoranza i voti per Agnitti, in uno spirito improntato al confronto e alla collaborazione».

E chi propone come assessore? Ci sono veti su qualcuno?
«Nessun veto. Tanto meno su Leone. Non lo abbiamo messo al momento della compilazione della lista dei candidati al consiglio comunale, approvata dal direttivo regionale, figuriamoci se li mettiamo ora. I nomi, comunque, devono essere formulati dal direttivo provinciale. Vogliamo, però, deleghe che ci consentano il contatto diretto con i cittadini».

A quali deleghe puntate?
«Non a quelle di servizio, come personale o finanze. Neppure all’urbanistica, settore troppo delicato sul quale è bene che decida il sindaco. Ci interessano le deleghe che ci consentano contatti diretti con cittadini, associazioni, volontariato: cultura, sport, sociale, commercio o attività produttive in genere».

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