La manifestazione
Ospedale, non decide solo Lucca
Fabrizio Tonelli
Del Ghingaro: «Non ci sono sudditi, le scelte in conferenza dei sindaci»
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LUCCA. Giorgio Del Ghingaro, presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 2: secondo il tribunale la scelta del progetto dei nuovi ospedali è stata regolare. Ora si può ripartire sulla via del monoblocco, ma c’è da fare i conti con la posizione del sindaco Favilla, contrario al nuovo presidio. Cosa accadrà?
«La politica sanitaria la fanno tutti i Comuni dell’Asl e non solo quello di Lucca. Credo che sia improponibile dire no al nuovo ospedale, organizzato in monoblocco. Costruire una nuova struttura significa scegliere la modernità, l’innovazione e l’appropriatezza e cogliere l’occasione delle risorse. Altrimenti non voglio pensare a cosa andremmo incontro».
Favilla sostiene che è meglio ristrutturare il Campo di Marte.
E’ una ipotesi impossibile da percorrere. Rimarremmo indietro di 30 anni. Come si fa a immaginare lavori profondi di ristrutturazione con i pazienti dentro gli edifici. Eppoi quale risultato otterremmo? Come potremmo collegare i vari immobili? Un ospedale monoblocco è tutt’altra cosa rispetto a uno a padiglione, consente più efficienza e risparmi. Quella di Favilla mi sembra un’analisi superficiale.
Ma se il neosindaco di Lucca continuerà su questa linea quali scenari si profilano?
In teoria il consiglio comunale potrebbe ritirare la variante che prevede il monoblocco a San Filippo e presentare un altro sito con la variante approvata. Però si farebbe un salto nel buio e ci si esporrebbe a richieste di risarcimento danni. E se si riuscissero comunque a salvare i finanziamenti, ci sarebbe un ulteriore allungamento dei tempi.
Anche lei però avrebbe voluto un’altra ubicazione per il nuovo ospedale.
Nessuno può smentire il fatto che sin dall’inizio del dibattito come sindaco di Capannori ho indicato di preferire un sito più accessibile e più baricentrico rispetto alle esigenze dei diversi territori. Se questo non è avvenuto lo dobbiamo esclusivamente alle scelte effettuate dal centrodestra, lo stesso che oggi, con un cambiamento di posizione poco chiaro, grida allo scandalo sparando attacchi qua e là nel tentativo goffo ed evidente di nascondere, agli occhi dei cittadini, le proprie responsabilità.
Quale ruolo ha avuto la conferenza dei sindaci nella scelta dell’area di San Filippo?
Assolutamente nessuno. Abbiamo rispettato le prerogative istituzionali del comune capoluogo. Ci sono evidenti mistificazioni della realtà. Appare evidente che, con questa strategia, il centrodestra lucchese si propone di distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità politiche e amministrative: quegli stessi che ora, strumentalmente, si oppongono alla costruzione dell’ospedale, sono coloro che, governando la città per nove anni, hanno indicato il sito idoneo, dopo aver dato il via libera alla realizzazione della struttura.
E’ d’accordo che una volta realizzato il nuovo ospedale, l’area del Campo di Marte deve essere destinata a scopi pubblici?
Credo che sia opportuno, tanto più che in questi immobili potrebbero trovare spazio servizi essenziali per la comunità.
A quali si riferisce in particolare?
La conferenza dei sindaci ha sempre sostenuto che di pari passo con i lavori del monoblocco devono procedere anche quelli per le strutture intermedie. L’ospedale sarà per acuti, accanto devono nascere strutture per la post degenza e i post ricoveri delle persone che non sanno dove andare. La rete territoriale dev’essere adeguata e deve avere gli stessi tempi.Spetta quindi alla conferenza un ruolo di controllo e di garanzia affinchè si vada avanti su questa strada.
La nostra richiesta non può essere disattesa, è un atto di indirizzo sanitario.
Quando tornerà a riunirsi la conferenza dei sindaci?
Nella seconda settimana di luglio. Non l’ho convocata prima per rispetto della fase elettorale a Lucca. Ma non c’è alcuna sudditanza. Le decisioni che spettano alla conferenza le prendiamo all’interno di questo organismo in cui, accanto ai sindaci, hanno un ruolo importante le associazioni di volontariato, i sindacati, gli operatori sanitari, quindi tutti i cittadini. Uno stile che non intendo modificare.
Il suo messaggio a Favilla?
Aspettiamo che il sindaco di Lucca, smaltite le tossine della campagna elettorale, porti in conferenza il proprio contributo per una sanità che non guarda indietro, ma sceglie la modernità e l’innovazione. Mi auguro che possiamo metterci di nuovo tutti insieme al lavoro con un’unica finalità: esercitare le nostre prerogative nell’interesse esclusivo dei cittadini i quali attendono, al di là delle affermazioni propagandistiche, servizi qualitativamente elevati e concretezza nelle scelte.
«La politica sanitaria la fanno tutti i Comuni dell’Asl e non solo quello di Lucca. Credo che sia improponibile dire no al nuovo ospedale, organizzato in monoblocco. Costruire una nuova struttura significa scegliere la modernità, l’innovazione e l’appropriatezza e cogliere l’occasione delle risorse. Altrimenti non voglio pensare a cosa andremmo incontro».
Favilla sostiene che è meglio ristrutturare il Campo di Marte.
E’ una ipotesi impossibile da percorrere. Rimarremmo indietro di 30 anni. Come si fa a immaginare lavori profondi di ristrutturazione con i pazienti dentro gli edifici. Eppoi quale risultato otterremmo? Come potremmo collegare i vari immobili? Un ospedale monoblocco è tutt’altra cosa rispetto a uno a padiglione, consente più efficienza e risparmi. Quella di Favilla mi sembra un’analisi superficiale.
Ma se il neosindaco di Lucca continuerà su questa linea quali scenari si profilano?
In teoria il consiglio comunale potrebbe ritirare la variante che prevede il monoblocco a San Filippo e presentare un altro sito con la variante approvata. Però si farebbe un salto nel buio e ci si esporrebbe a richieste di risarcimento danni. E se si riuscissero comunque a salvare i finanziamenti, ci sarebbe un ulteriore allungamento dei tempi.
Anche lei però avrebbe voluto un’altra ubicazione per il nuovo ospedale.
Nessuno può smentire il fatto che sin dall’inizio del dibattito come sindaco di Capannori ho indicato di preferire un sito più accessibile e più baricentrico rispetto alle esigenze dei diversi territori. Se questo non è avvenuto lo dobbiamo esclusivamente alle scelte effettuate dal centrodestra, lo stesso che oggi, con un cambiamento di posizione poco chiaro, grida allo scandalo sparando attacchi qua e là nel tentativo goffo ed evidente di nascondere, agli occhi dei cittadini, le proprie responsabilità.
Quale ruolo ha avuto la conferenza dei sindaci nella scelta dell’area di San Filippo?
Assolutamente nessuno. Abbiamo rispettato le prerogative istituzionali del comune capoluogo. Ci sono evidenti mistificazioni della realtà. Appare evidente che, con questa strategia, il centrodestra lucchese si propone di distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità politiche e amministrative: quegli stessi che ora, strumentalmente, si oppongono alla costruzione dell’ospedale, sono coloro che, governando la città per nove anni, hanno indicato il sito idoneo, dopo aver dato il via libera alla realizzazione della struttura.
E’ d’accordo che una volta realizzato il nuovo ospedale, l’area del Campo di Marte deve essere destinata a scopi pubblici?
Credo che sia opportuno, tanto più che in questi immobili potrebbero trovare spazio servizi essenziali per la comunità.
A quali si riferisce in particolare?
La conferenza dei sindaci ha sempre sostenuto che di pari passo con i lavori del monoblocco devono procedere anche quelli per le strutture intermedie. L’ospedale sarà per acuti, accanto devono nascere strutture per la post degenza e i post ricoveri delle persone che non sanno dove andare. La rete territoriale dev’essere adeguata e deve avere gli stessi tempi.Spetta quindi alla conferenza un ruolo di controllo e di garanzia affinchè si vada avanti su questa strada.
La nostra richiesta non può essere disattesa, è un atto di indirizzo sanitario.
Quando tornerà a riunirsi la conferenza dei sindaci?
Nella seconda settimana di luglio. Non l’ho convocata prima per rispetto della fase elettorale a Lucca. Ma non c’è alcuna sudditanza. Le decisioni che spettano alla conferenza le prendiamo all’interno di questo organismo in cui, accanto ai sindaci, hanno un ruolo importante le associazioni di volontariato, i sindacati, gli operatori sanitari, quindi tutti i cittadini. Uno stile che non intendo modificare.
Il suo messaggio a Favilla?
Aspettiamo che il sindaco di Lucca, smaltite le tossine della campagna elettorale, porti in conferenza il proprio contributo per una sanità che non guarda indietro, ma sceglie la modernità e l’innovazione. Mi auguro che possiamo metterci di nuovo tutti insieme al lavoro con un’unica finalità: esercitare le nostre prerogative nell’interesse esclusivo dei cittadini i quali attendono, al di là delle affermazioni propagandistiche, servizi qualitativamente elevati e concretezza nelle scelte.
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