Attenzione
La Provincia assume 30 precari in tre anni
Da luglio i contratti a tempo determinato diventano a tempo indeterminato
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LUCCA. Trenta assunzioni in tre anni, a partire da luglio. Comincia da qui l’impegno della Provincia per dare un posto fisso di lavoro ai precari, un centinaio a palazzo Ducale, secondo i dati forniti da Rc e Comunisti italiani che, con la Margherita, per primi, qualche mese fa, hanno sollevato il problema dei dipendenti senza contratto a tempo indeterminato. Prima di procedere con le assunzioni passeranno ancora alcune settimane. Il tempo che serve alla Provincia - spiega il presidente, Stefano Baccelli - per redigere il piano triennale delle assunzioni, reclamato anche dai sindacati interni (le Rsu). Comunque le prime assunzioni saranno effettuate entro agosto. E interesseranno chi ha avuto contratti a tempo determinato e ha lavorato per tre anni per le pubbliche amministrazioni. Sono esclusi, al momento, i Co.co.co, i contratti di collaborazione coordinata e continuata.
«Questa esclusione - precisa Baccelli - non è una decisione della Provincia, ma dipende dalla Finanziaria. Quando nella legge è stata inserita la norma che dà la possibilità di “stabilizzare” (assumere in pianta stabile, ndr) i precari, abbiamo verificato a quali dipendenti poter applicare questa disposizione. Quindi abbiamo predisposto le risorse per procedere con le assunzioni: e questa è stata una scelta politica forte dell’amministrazione provinciale perché la disposizione introdotta dalla Finanziaria dà una possibilità agli enti pubblici, ma non crea un obbligo di assunzione».
Palazzo Ducale, dunque, sceglie di assumere, ma non potrà trasformare a tutti i contratti nello stesso momento: «Nell’immediato - conferma Baccelli - procederemo con le assunzioni che non vengono dalle graduatorie, ma dalla selezione dell’ufficio del lavoro. Sono i dipendenti con le qualifiche più basse, su cui non ci dovrebbe essere rischio di contenzioso». Più complicata, invece, appare l’assunzione di persone assunte attingendo a graduatorie da concorsi, anche perché ci sono dipendenti, ad esempio, che, al momento, hanno un contratto (sempre a tempo determinato) con un’amministrazione pubblica diversa dalla Provincia. «Il quadro - riprende Baccelli - è complesso e la normativa non è chiara, visto che non è mai uscito il Dpcm (un decreto) che avrebbe dovuto fare luce sulle disposizioni della Finanziaria. Noi, comunque, abbiamo scelto di andare avanti ugualmente e di procedere con la redazione del piano triennale delle assunzioni che verrà completato nel giro di poche settimane. Al termine dei tre anni tutti e 30 i precari saranno assunti».
Questa garanzia è fondamentale per Rc e Pdci che scrivono: «Nell’amministrazione provinciale, il precariato coinvolge circa 100 dipendenti - tra contratti di lavoro a tempo determinato e co.co.co. - necessari alla funzionalità dell’ente. Abbiamo lavorato per sostenere la stabilizzazione dei precari riscontrando anche la sensibilità e l’impegno della giunta e di Baccelli per mantenere gli impegni presi. Ora a luglio inizierà il processo di stabilizzazione senza ulteriori perdite di tempo e non solo perché vi sono decine di lavoratori che hanno estremo bisogno di lavorare, ma anche perché la carenza di personale limita e compromette l’efficienza della Provincia».
«Questa esclusione - precisa Baccelli - non è una decisione della Provincia, ma dipende dalla Finanziaria. Quando nella legge è stata inserita la norma che dà la possibilità di “stabilizzare” (assumere in pianta stabile, ndr) i precari, abbiamo verificato a quali dipendenti poter applicare questa disposizione. Quindi abbiamo predisposto le risorse per procedere con le assunzioni: e questa è stata una scelta politica forte dell’amministrazione provinciale perché la disposizione introdotta dalla Finanziaria dà una possibilità agli enti pubblici, ma non crea un obbligo di assunzione».
Palazzo Ducale, dunque, sceglie di assumere, ma non potrà trasformare a tutti i contratti nello stesso momento: «Nell’immediato - conferma Baccelli - procederemo con le assunzioni che non vengono dalle graduatorie, ma dalla selezione dell’ufficio del lavoro. Sono i dipendenti con le qualifiche più basse, su cui non ci dovrebbe essere rischio di contenzioso». Più complicata, invece, appare l’assunzione di persone assunte attingendo a graduatorie da concorsi, anche perché ci sono dipendenti, ad esempio, che, al momento, hanno un contratto (sempre a tempo determinato) con un’amministrazione pubblica diversa dalla Provincia. «Il quadro - riprende Baccelli - è complesso e la normativa non è chiara, visto che non è mai uscito il Dpcm (un decreto) che avrebbe dovuto fare luce sulle disposizioni della Finanziaria. Noi, comunque, abbiamo scelto di andare avanti ugualmente e di procedere con la redazione del piano triennale delle assunzioni che verrà completato nel giro di poche settimane. Al termine dei tre anni tutti e 30 i precari saranno assunti».
Questa garanzia è fondamentale per Rc e Pdci che scrivono: «Nell’amministrazione provinciale, il precariato coinvolge circa 100 dipendenti - tra contratti di lavoro a tempo determinato e co.co.co. - necessari alla funzionalità dell’ente. Abbiamo lavorato per sostenere la stabilizzazione dei precari riscontrando anche la sensibilità e l’impegno della giunta e di Baccelli per mantenere gli impegni presi. Ora a luglio inizierà il processo di stabilizzazione senza ulteriori perdite di tempo e non solo perché vi sono decine di lavoratori che hanno estremo bisogno di lavorare, ma anche perché la carenza di personale limita e compromette l’efficienza della Provincia».
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