Il Tirreno

Lucca

Kartogroup, ecco il piano di rilancio

Alessandro Petrini

La società: «Ridurremo gli esuberi, ma dobbiamo riorganizzarci»

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LUCCA. Proseguono le trattative tra la Kartogroup di Carraia e i sindacati per trovare una soluzione per i dipendenti in esubero. Dall’azienda fanno sapere che c’è la massima apertura per trovare una soluzione che possa ridurre al minimo l’impatto sociale dell’attuazione del nuovo piano rilancio e sviluppo per far crescere la società a livello europeo. «I sindacati hanno riconosciuto la validità del nostro piano - spiega il direttore generale, Carlo Rogora -. Abbiamo avviato gli incontri una decina di giorni fa e inizialmente avevamo preparato un piano più ampio rispetto agli 80 esuberi ai quali si faceva riferimento nell’articolo uscito sul Tirreno».

«Le trattative proseguono e i numeri sono ancora ufficiosi. Ci stiamo impegnando con un sacrificio economico per diminuire gli esuberi. Il piano prevedeva il trasferimento nel nord della Francia, a pochi chilometri da Lille, e a Cassino, di dieci linee di produzione. Siamo già scesi a sei. Per quanto riguarda invece il futuro del personale, noi saremmo contenti se qualcuno decidesse di trasferirsi: del resto la nostra manodopera è molto esperta e ben addestrata. Mi rendo conto però che questo non sarà facile». La Kartogroup ha un fatturato di 400 milioni di euro che la colloca al terzo posto nella speciale classifica tra le aziende della provincia. Conta su sei stabilimenti in Italia (cinque tra Lucchesia e Garfagnana e uno nel Lazio, a Cassino), uno in Francia, uno in Germania e uno in Spagna.

In totale il gruppo occupa 1.400 dipendenti, 650 dei quali in provincia di Lucca. «A questo punto l’azienda deve fare un ulteriore salto di qualità diventando una multinazionale moderna - continua Rogora -. Abbiamo le potenzialità per crescere, ma dobbiamo saperci riadattare. Stiamo apportando alcuni correttivi perché abbiamo visto che il margine degli utili negli ultimi anni era diminuito. Non eravamo più dislocati in maniera ottimale sul territorio». Buona parte dei problemi sembra dovuta all’innalzamento dei costi di produzione, che dipendono anche dall’aumento del prezzo della cellulosa (+20% nell’ultimo biennio). Le altre voci impattanti sono l’energia (+40% negli ultimi tre anni), il trasporto (aumentato di pari passo con il costo del petrolio) e la manodopera. Secondo l’azienda, la soluzione sta nella riallocazione produttiva rispetto ai mercati e nella ricerca della massima efficienza.

«Questo trend negativo - aggiunge il direttore - non ci permette più di produrre a Lucca per distribuire in Europa. Abbiamo studiato un piano di riallocazione della produzione in maniera da avvicinarla ai mercati più importanti, come la Francia e la Germania, risparmiando sui costi di trasporto. Inoltre abbiamo deciso di convertire a Cassino tutta la carta che viene prodotta in quello stabilimento. Vogliamo infine creare una funzione di ricerca e sviluppo che resterà a Lucca mentre la produzione sarà dislocata negli stabilimenti all’estero». Oltre a una risistemazione delle sedi a livello europeo, si prevede anche una maggiore razionalizzazione delle risorse umane. «Possiamo migliorare l’efficienza delle nostre linee secondo i parametri normali di settore - conclude Rogora - per questo sposteremo a Salanetti le linee di produzione presenti a Carraia. Sempre a Salanetti riunificheremo tutti gli uffici, oggi dislocati su tre siti. Puntiamo a trovare la piena efficienza in tutti i settori».

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