Attenzione
Calzaturiero e tessile, crisi senza fine
Sempre più difficile reintegrare al lavoro le persone in mobilità
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LUCCA. Sono ancora troppi i lavoratori del settore artigiano in mobilità, specialmente quelli provenienti dal settore calzaturiero e tessile, e c’è quindi bisogno di un confronto con la Provincia e le parti sociali per definire precisi piani di reintegro nelle imprese delle persone che sono state espulse negli ultimi mesi. Lo afferma Umberto Franchi, responsabile del dipartimento Cgil piccole imprese e artigianato. Proprio il sindacato, in una riunione, ha esaminato i vari problemi del settore, anche in vista dello sciopero nazionale di tutti i lavoratori delle aziende artigiane che è stato proclamato per sabato 6 luglio. Uno sciopero che si carica di un grande significato alla luce del mancato rinnovo del contratto. Da tre anni ormai il contratto è scaduto. «Le controparti padronali - dice Franchi - continuano a negare il rinnovo a diversi milioni di lavoratori - migliaia in Lucchesia - dipendenti da imprese artigiane».
Al riguardo a livello locale è stato deciso di effettuare un confronto con la Provincia e organizzare presidi durante la giornata di sciopero in modo da sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su questi temi. Nella riunione del dipartimento artigianato e piccole imprese è stata esaminata anche la possibilità che hanno i lavoratori dell’artigianato e piccole aziende, di utilizzare gli ammortizzatori sociali per la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga e le mobilità. Al riguardo - spiega Franchi - è stata individuata la necessità di andare ad un confronto con la Regione Toscana, coordinato dalle organizzazioni sindacali regionali per definire un accordo che preveda anzitutto un monitoraggio sulle risorse usate sino ad ora dalle diverse province individuando i bisogni effettivi. A Lucca sono stati utilizzati circa il 55% dei 3,5 milioni di Euro concordati con il Ministero del lavoro fino al 31 dicembre 2007.
Inoltre è stata sottolineata la necessità di definire nuovi criteri solidali per le risorse aggiuntive (12,5 milioni di euro) disponibili dalla Regione Toscana, per i fabbisogni delle diverse provincie. E quella di definire anche la destinazione di una parte delle risorse esistenti, per le politiche attive del lavoro. Infine si ritiene opportuno richiedere alla Regione un intervento mirato ad accelerare i tempi per l’approvazione della cassa integrazione guadagni speciali e mobilità di deroga. Nella riunione che si è svolta nella sede della Cgil si è discusso anche dell’andamento del tesseramento e dell’organizzazione sindacale di nuove aziende. «È stato valutato molto positivamente - conclude Franchi - il lavoro organizzativo di reinsediamento del sindacato Cgil nelle piccole imprese ed artigianato svolto fino ad ora, con l’organizzazione di centinaia di nuovi iscritti e la predisposizione delle Rsu/Rls in 25 nuove aziende. Così come la stampa di un giornalino periodico con il quale raggiungere e informare i lavoratori del settore».
Al riguardo a livello locale è stato deciso di effettuare un confronto con la Provincia e organizzare presidi durante la giornata di sciopero in modo da sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su questi temi. Nella riunione del dipartimento artigianato e piccole imprese è stata esaminata anche la possibilità che hanno i lavoratori dell’artigianato e piccole aziende, di utilizzare gli ammortizzatori sociali per la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga e le mobilità. Al riguardo - spiega Franchi - è stata individuata la necessità di andare ad un confronto con la Regione Toscana, coordinato dalle organizzazioni sindacali regionali per definire un accordo che preveda anzitutto un monitoraggio sulle risorse usate sino ad ora dalle diverse province individuando i bisogni effettivi. A Lucca sono stati utilizzati circa il 55% dei 3,5 milioni di Euro concordati con il Ministero del lavoro fino al 31 dicembre 2007.
Inoltre è stata sottolineata la necessità di definire nuovi criteri solidali per le risorse aggiuntive (12,5 milioni di euro) disponibili dalla Regione Toscana, per i fabbisogni delle diverse provincie. E quella di definire anche la destinazione di una parte delle risorse esistenti, per le politiche attive del lavoro. Infine si ritiene opportuno richiedere alla Regione un intervento mirato ad accelerare i tempi per l’approvazione della cassa integrazione guadagni speciali e mobilità di deroga. Nella riunione che si è svolta nella sede della Cgil si è discusso anche dell’andamento del tesseramento e dell’organizzazione sindacale di nuove aziende. «È stato valutato molto positivamente - conclude Franchi - il lavoro organizzativo di reinsediamento del sindacato Cgil nelle piccole imprese ed artigianato svolto fino ad ora, con l’organizzazione di centinaia di nuovi iscritti e la predisposizione delle Rsu/Rls in 25 nuove aziende. Così come la stampa di un giornalino periodico con il quale raggiungere e informare i lavoratori del settore».
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