La manifestazione
Il Kartogroup denuncia 80 esuberi
Produzione in calo, troppo alti i costi energetici e dei trasporti
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L’allarme lo aveva lanciato il presidente degli industriali Andrea Guidi in un intervista al nostro giornale: i problemi infrastrutturali, i costi dell’energia pesano sullo sviluppo delle imprese, specie di quelle del settore cartario e cartotecnico. Non era un sos esagerato. Il Kartogroup (1400 dipendenti, con stabilimenti in Lucchesia e in mezza Europa) paventa un esubero di 80 unità nelle aziende della Piana e ha annunciato ai sindacati la necessità di razionalizzare la produzione di tissue e di convogliare in un unico sito, a Salanetti (l’altro è a Carraia) la produzione sia dei piegati che dei rotoli. Precisando tuttavia che è intenzione del gruppo non diminuire le quote produttive e l’occupazione in Europa. La decisione della direzione è scaturita dalle difficoltà del mercato, dalla attuale scarsa redditività del settore del tissue, e dal fatto che l’aumento dei costi petroliferi e dei trasporti incidono notevolmente sul costo dei prodotti igienici.
Il programma del Kartogroup in un primo momento era quello di delocalizzare, alle azienda di Cassino e a quella francese del gruppo ben 10 macchine di converting (delle 23 presenti nei siti lucchesi con una occupazione di oltre 400 dipendenti) con il conseguente esubero (notevole) del personale sia per i lavoratori operai, che per gli impiegati, che per i tecnici. La Rsu e le organizzazioni sindacali pur ritenendo che i problemi che il gruppo sta ponendo siano temi sui quali è necessario discutere, ha chiesto alla direzione di rivedere complessivamente il progetto soprattutto in considerazione del fatto che i siti produttivi lucchesi sono comunque competitivi con i mercati del nord Italia, nord Spagna e per tutti i paesi europei a ridosso delle Alpi. E che non intendevano rinunciare a trasformare a Lucca tutta la produzione delle cartiere lucchesi del gruppo. Il sindacato ha inoltre fatto presente che era necessario confermare la direzione ed il lavoro impiegatizio del gruppo a Lucca ed investire in nuovi processi ed in nuovi prodotti creando a Lucca un punto di ricerca del gruppo in Europa. Nell’incontro di venerdì la direzione ha rivisto il piano riducendo a 6 gli impianti che dovrebbero essere locati negli altri stabilimenti.
«Per le organizzazioni sindacali e la Rsu dei due stabilimenti - dicono Giuliano Melani del Slc Cgil e Maria Vittoria Carrara del Fiste Cisl - è un primissimo passo in avanti che va implementato e che deve essere però accompagnato da una diversa organizzazione del lavoro, degli orari e dell’uso del lavoro esterno. La gestione di eventuali esuberi trovi soluzione nell’orario, con l’uso del part time, dei contratti di solidarietà, con la mobilità finalizzata al pensionamento». Si deve avviare, a parere del sindacato, un percorsoche consenta a lavoratori, operai, tecnici ed impiegati soluzioni non traumatiche e consensuali. «Oggi - aggiungono Melani e Carrara - questo non c’è. L’azienda paventa un numero di esuberi (intorno ad 80) non accettabili e non giustificati dalla riduzione (-20 mila) delle tonnellate prodotte a Lucca. Le posizioni sono ancora molto distanti per individuare soluzioni ad una vertenza che si presenta difficile e complessa».
Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali effettueranno le assemblee negli stabilimenti del gruppo compreso le cartiere che, comunque, non sono interessate alla riorganizzazione, e chiederanno ai lavoratori di indire iniziative di mobilitazione e di lotta a sostegno della posizione del sindacato e della Rsu. E’ previsto un nuovo incontro tra la direzione e le rappresentanze sindacali per venerdi. «Per la Rsu e le organizzazioni sindacali - dicono Melani e Carrara - l’incontro si effettuerà con una parola d’ordine precisa: riorganizzare si può non penalizzando però i lavoratori che hanno creato le fortune di Kartogroup. Gli stabilimenti lucchesi con tutti i dipendenti sono quelli che hanno dato all’azienda la possibilità di crescere in Europa e vogliono continuare a farlo».
Il programma del Kartogroup in un primo momento era quello di delocalizzare, alle azienda di Cassino e a quella francese del gruppo ben 10 macchine di converting (delle 23 presenti nei siti lucchesi con una occupazione di oltre 400 dipendenti) con il conseguente esubero (notevole) del personale sia per i lavoratori operai, che per gli impiegati, che per i tecnici. La Rsu e le organizzazioni sindacali pur ritenendo che i problemi che il gruppo sta ponendo siano temi sui quali è necessario discutere, ha chiesto alla direzione di rivedere complessivamente il progetto soprattutto in considerazione del fatto che i siti produttivi lucchesi sono comunque competitivi con i mercati del nord Italia, nord Spagna e per tutti i paesi europei a ridosso delle Alpi. E che non intendevano rinunciare a trasformare a Lucca tutta la produzione delle cartiere lucchesi del gruppo. Il sindacato ha inoltre fatto presente che era necessario confermare la direzione ed il lavoro impiegatizio del gruppo a Lucca ed investire in nuovi processi ed in nuovi prodotti creando a Lucca un punto di ricerca del gruppo in Europa. Nell’incontro di venerdì la direzione ha rivisto il piano riducendo a 6 gli impianti che dovrebbero essere locati negli altri stabilimenti.
«Per le organizzazioni sindacali e la Rsu dei due stabilimenti - dicono Giuliano Melani del Slc Cgil e Maria Vittoria Carrara del Fiste Cisl - è un primissimo passo in avanti che va implementato e che deve essere però accompagnato da una diversa organizzazione del lavoro, degli orari e dell’uso del lavoro esterno. La gestione di eventuali esuberi trovi soluzione nell’orario, con l’uso del part time, dei contratti di solidarietà, con la mobilità finalizzata al pensionamento». Si deve avviare, a parere del sindacato, un percorsoche consenta a lavoratori, operai, tecnici ed impiegati soluzioni non traumatiche e consensuali. «Oggi - aggiungono Melani e Carrara - questo non c’è. L’azienda paventa un numero di esuberi (intorno ad 80) non accettabili e non giustificati dalla riduzione (-20 mila) delle tonnellate prodotte a Lucca. Le posizioni sono ancora molto distanti per individuare soluzioni ad una vertenza che si presenta difficile e complessa».
Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali effettueranno le assemblee negli stabilimenti del gruppo compreso le cartiere che, comunque, non sono interessate alla riorganizzazione, e chiederanno ai lavoratori di indire iniziative di mobilitazione e di lotta a sostegno della posizione del sindacato e della Rsu. E’ previsto un nuovo incontro tra la direzione e le rappresentanze sindacali per venerdi. «Per la Rsu e le organizzazioni sindacali - dicono Melani e Carrara - l’incontro si effettuerà con una parola d’ordine precisa: riorganizzare si può non penalizzando però i lavoratori che hanno creato le fortune di Kartogroup. Gli stabilimenti lucchesi con tutti i dipendenti sono quelli che hanno dato all’azienda la possibilità di crescere in Europa e vogliono continuare a farlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google