Il Tirreno

Lucca

La rivolta dei negozianti

In tre mesi 119 esercizi aperti contro 215 chiusi

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LUCCA. Una raccolta di firme tra i rappresentanti delle quattro associazioni di categoria della piccola e media impresa (Confesercenti, Cna, Confartigianato e Confcommercio) per protestare di fronte all’attivazione da parte del viceministro per l’economia Visco di una revisione automatica degli studi di settore per le categorie del commercio, del turismo e dell’artigianato. Le associazioni contestano la revisione automatica avviata dal governo, rifiutano gli automatismi che la normativa prevede e rilanciano la concertazione come strumento di dialogo e confronto soprattutto sul delicato tema fiscale.

«Le revisioni adottate - scrivono in una nota congiunta i direttori di Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Cna, Chiesa, Favilla, Tesi e Pasquini - in un quadro generale, che viene percepito come una vessazione nei confronti delle Pmi, vanno a determinare nuovi aumenti delle imposte a carico delle nostre imprese e non vanno a colpire nè l’evasione, nè l’elusione fiscale, ma solo quella gran parte di imprese che già paga regolarmente e profumatamente le imposte. Il caso più emblematico è rappresentato dai nuovi indicatori di normalità economica applicati in modo automatico, semplicistico e non selettivo agli studi di settore. Strumenti che non rispettano lo spirito del protocollo d’intesa e gli obiettivi che una seria politica fiscale dovrebbe porsi».

Anche a Lucca è scattata l’azione unitaria di tutte le associazioni. «Per rafforzare l’iniziativa nazionale è stata attivata una raccolta di firme degli imprenditori anche a livello locale. La raccolta di firme può essere fatta alla sede di tutte le 4 associazioni firmando le cartoline e le lettere di protesta. Le firme saranno consegnate a livello nazionale al viceministro Visco e a livello locale in un apposito incontro ai deputati e senatori del territorio oltre che ai rappresentanti del governo. La protesta sta già ottenendo i primi risultati nel rinvio dei termini di pagamento al 9 luglio; la riapertura del dibattito politico che ha visto anche rappresentanti della maggioranza esprimere valutazioni di attenzione alla posizione delle nostre associazioni e in una prima presa di posizione del ministro che assume impegni per una revisione dell’impianto. Ci auguriamo che questo sia il primo segnale di apertura al confronto, ma proprio per questo è necessario far sentire con forza attraverso le firme su tutto il territorio la voce delle piccole imprese».

A preoccupare le associazioni dei commercianti e degli artigiani sono anche i recenti dati diffusi dalla Camera di Commercio in relazione al dettaglio. Il raffronto tra le iscrizioni e le cessazioni di attività nel primo trimestre del 2007 indica un saldo allarmante: a fronte di 119 aperture si sono verificate 215 chiusure, mentre nel 2006 le aperture erano state 89, contro 186 chiusure.

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