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Storie e ricette di tradizione lucchese nel libro di Samuele Cosentino
Luca Tronchetti
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LUCCA. Centodieci pagine scritte con il cuore e per il palato. Un racconto lungo tre generazioni quello che Samuele Cosentino, ristoratore che porta avanti la tradizione culinaria lucchese ripercorre nel volumetto «Le nostre ricette, la nostra storia» edito da Maria Pacini Fazzi. È su una base di professionalità e cortesia che poggia "Gli Orti di via Elisa" il ristorante fondato 23 anni fa, nato da un mix di esperienze nell'enogastronomia maturate sia a Lucca che a Milano. Samuele, con la moglie Silvia, percorre i quindici anni al ristorante riavvolgendo il nastro tra passato e presente con uno sguardo rivolto al futuro. Tanti i personaggi che lasciano un segno indelebile: dalla mitica nonna Bianca con le sue ricette e i suoi racconti della guerra, a nonno Bruno che con la sua tromba scintillante incantava vecchi e bambini. Sono frequentatori abituali del locale l'architetto Giorgio Marchetti, amato professor Borzacchini, o Enrico Castellacci, ortopedico e medico della nazionale di calcio campione del Mondo nel 2006. E poi la Lucchese, una vera passione, con tanti calciatori, allenatori e dirigenti che si sono seduti ai tavoli del locale restando legati - anche quando hanno cambiato squadra e città - a quell'ambiente schietto. Per ognuno un aneddoto, un ricordo, un pensiero tra cibo e vita quotidiana. E poi le ricette, quelle di una volta, della tradizione lucchese: le polpette di nonna Bianca fatte con carne lessa, la zuppa alla frantoiana preparata con meticolosità artigianale, le rovelline rifatte nel pomodoro e il Dolcepaolo, creazione di "Paolone" Barbieri fedele al suo motto «bono più bono fa bono».
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