Sicurezza
Lucca piange il grande Tim reporter ucciso a Misurata
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LUCCA. Aveva esposto anche a Lucca le sue opere Tim Hetherington, il reporter di guerra ucciso a Misurata mentre faceva il suo lavoro, per il quale aveva ottenuto i massimi riconoscimenti a livello internazionale tra cui il World Press Photo nel 2007. Nonostante i suoi successi, Tim conquistava per la semplicità e la schiettezza, la profonda cultura, il sorriso e l'entusiasmo con cui parlava dei suoi progetti. Nel 2008 era stato ospite del LuccaDigitalPhotoFest con una mostra in anteprima assoluta, esposta a Villa Bottini, "Battle Company", immagini di guerra intense e cariche di umanità scattate nella base di Restrepo, l'avamposto americano nella Valle Korengal in Afghanistan, un territorio così impervio che soldati e reporter dovettero esservi paracadutati da un elicottero. Lì Tim ha raccontato la guerra in trincea, tra le pallottole, la paura, la fragilità e la forza di un manipolo di uomini impegnati a combattere per la pace. Per il suo lavoro straordinario vinse quell'anno il Premio Fotogiornalismo assegnato dal LuccaDigitalPhotoFest e per lui fu una festa venire a ritirarlo a Lucca, trascorrere alcuni giorni in città. Si sentiva in vacanza, fotografava e esplorava tutto in lungo e largo e la sera, a cena, gli piaceva dilungarsi a chiacchierare, parlare del futuro, delle sue sfide e dei suoi sogni. Ed è così che lo vogliano ricordare al LuccaDigitalPhotoFest: con quel suo viso pulito, con gli occhi vivaci e sorridenti, con quell'entusiasmo per la vita e per la ricerca della verità che lo ha spinto fino a Misurata. Ciao Tim, grazie.
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