Gioco
LUCCA. Cosa ci fa Stefano Belisari, in arte Elio, sul palco di San Romano a cantare ...
Lorenzo Guerrieri
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Cosa ci fa Stefano Belisari, in arte Elio, sul palco di San Romano a cantare "Largo al factotum" dal Barbiere di Siviglia di Rossini? La risposta è semplice: dà sfoggio della sua poliedricità, esibendosi in uno dei concerti della stagione organizzata dall'Associazione Musiale Lucchese. Dal diploma in flauto traverso al Conservatorio Verdi di Milano alla recente partecipazione alla giuria di "X Factor" su Rai2, il curriculum artistico di Elio è immenso e spazia dalla musica al teatro senza trascurare radio e e televisione. Non si può negare che sia, comunque, insolito ascoltarlo intrepretare brani da baritono tratti dalle opere di Mozart, Weill e Rossini accompagnato al pianoforte dal maestro Roberto Prosseda: «Questo è un modo per avvicinare queste opere e arie ad un pubblico che altrimenti non le ascolterebbe mai. Può darsi che se sono io a cantarle raggiungano un numero maggiore di persone. È questa è l'idea di fondo del suo spettacolo». Scorrendo i brani in progamma si scorgono titoli come "Non più andrai farfallone amoroso", "Un petit train de plaisir", la "Ballata della schiavitù sessuale" e "La calunnia": viene spontaneo pensare a qualche sottinteso nemmeno troppo velato su ciò che riguarda la politica del momento, anche pensando alle graffianti satire cui ci ha abituato anche con le sue Storie Tese. «Nessun riferimento alle attuali vicende - giura Elio con quella serietà che tutti hanno imparato a non prendere sul serio - sono brani che ho scelto mesi fa, in base al mio gusto personale. È chiaro che questo è uno spettacolo sui generis. Per quanto riguarda la voce sono completamente autodidatta quindi se una persona è affezionata alle tecniche classiche del canto lirico non verrà a vedere me». Senza dubbio è un bene che artisti accessibili ma di qualità come Elio si facciano portavoce di generi che stanno perdendo un po' di presa sul pubblico per varie cause, come lui stesso illustra: «Al momento il futuro dell'opera lirica non è roseo anche a causa dei tagli decisi dal Governo e dell'incompetenza dei vertici ministeriali. Noi artisti dobbiamo prendere queste opere meravigliose e provare ad attualizzarle un po' altrimenti il rischio è che muoiano». L'ineffabile Elio ha una comunque soluzione, nel suo stile, anche al problema dei tagli: «Date in mano a me la cultura, posso chiaramente fare meglio di Bondi e compagnia, se mi coivolgono si può fare il salto di qualità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google