Lutto
Lucca, non segnalate operazioni sospette: due commercialisti nei mirino
Contestate quasi 60 casi di violazioni sugli obblighi dell’antiriciclaggio. Possibili sanzioni fino a 300mila euro
LUCCA. Guardia di finanza impegnata a garantire l’osservanza degli obblighi antiriciclaggio. La selezione ha riguardato, nello specifico, anche due commercialisti, che da accertamenti pregressi di polizia erano risultati aver posto in essere condotte potenzialmente idonee a pregiudicare l’efficacia dei presidi antiriciclaggio. I successivi riscontri operativi effettuati dagli specialisti del Nucleo hanno consentito di rilevare che uno dei due professionisti non ha adempiuto agli obblighi di segnalazione di operazioni sospette, omettendo, pur avendo sufficienti elementi per farlo, di inoltrare all’Unità di Informazione Finanziaria 28 comunicazioni della specie. Il presidio antiriciclaggio predisposto dal professionista è risultato, inoltre, carente anche per quanto attiene all’adeguata verifica della clientela, dove in alcuni casi ha omesso di identificare i propri clienti e, in altri, non ha eseguito correttamente l’adeguata verifica secondo l’approccio basato sul rischio, rendendosi responsabile di ulteriori 38 violazioni. Il professionista, in relazione alle due condotte omissive, è stato così destinatario di un accertamento di violazioni amministrative, che prevede sanzioni da 2.500 a 50mila euro per l’omessa adeguata verifica e da 30mila a 300mila per l’omessa segnalazione di operazioni sospette. L’altro professionista, invece, si è reso responsabile di una condotta omissiva, frutto di più violazioni degli obblighi di adeguata verifica della clientela, sanzionata con l’applicazione della sanzione amministrativa in misura fissa di 2.000 euro.
“ Giova precisare che il fine della normativa di cui trattasi è quello di consentire l’individuazione di situazioni a rischio, così come tratteggiate dai cc.dd. indicatori di anomalia nella disponibilità dei soggetti obbligati, funzionali poi all’invio all’Uif di eventuali segnalazioni di operazioni sospette connesse a motivi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. In tale contesto, l’azione del Corpo ha come scopo quello di verificare il buon funzionamento del sistema di prevenzione antiriciclaggio disciplinato dal legislatore, a tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario” spiegano dal comando provinciale.
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