Sicurezza
Lucca, gioielli in cambio di denaro per non affogare nei debiti
Quasi 1.500 persone hanno chiesto prestiti al Monte dei Pegni
LUCCA. Una media di quattro persone al giorno si presentano a quello che un tempo era il Monte di Pietà e chiedono un prestito.
Negli ultimi anni, contrassegnati da una crisi economica aggravata dalla pandemia, sempre più persone hanno deciso di ricorrere, che sia per un’improvvisa urgenza di liquidità o per problemi di denaro maggiormente frequenti, al Monte di Pietà, diventato poi Monte dei Pegni fino all’attuale dicitura di credito su stima.
Una sensazione trasformata in una realtà concreta, leggendo le statistiche del 2023 diffuse dalla filiale in via Alcide De Gasperi, gestita dall’ottobre dello scorso anno dalla società Affide.
Gli accessi
In attesa di conoscere i numeri di dicembre, complessivamente da gennaio a novembre sono state emesse 1. 442 polizze, per un credito totale superiore ai due milioni di euro.
Oro e gioielli
I beni dati in pegno sono per lo più costituti da oro, preziosi e orologi di lusso. Qualificabile, invece, sui 1. 159 euro l’importo medio erogato per una singola polizza.
«Non possiamo fare raffronti su quale fosse l’andamento nella sede di Lucca- esordisce Rainer Steger, condirettore generale di Affide- Purtroppo non abbiamo i dati dei nostri predecessori. I numeri nelle nostre quattro filiali tra Toscana e Liguria, però, sono decisamente positivi. Voglio far presente, provando a sfatare il mito che aleggia su istituto come il nostro, che offriamo al cliente dei servizi sul bene. Il funzionamento, del resto, è molto semplice: impegnando un bene prezioso si riceve in una mezz’ora un credito senza alcuna valutazione del merito creditizio, ossia un parametro che richiede l’affidabilità del soggetto richiedente il finanziamento».
I riscatti
Il manager sottolinea «come il 95% dei clienti della nostra filiale sia riuscito a riscattare la propria polizza nel giro di una manciata di mesi. Ai nostri potenziali clienti chiediamo solo i dati personali, oltre che naturalmente esaminare il bene. Non verifichiamo lo status patrimoniale dell’utente».
Il sistema
Ma come funziona il credito su pegno? Il cliente sottoscrive una polizza al portatore, ottenendo immediatamente la somma di denaro concordata, lasciando in garanzia e al sicuro i suoi beni, di cui potrà rientrare in possesso restituendo il prestito comprensivo di interessi e spese.
Le aste
Per il restante 5% di utenti che non hanno potuto o voluto riscattare il pegno, la procedura prevede che l’oggetto in questione venga messo all’asta per essere venduto al miglior prezzo possibile. Tutto questo a vantaggio dei proprietari dei beni che potranno incassare, una volta restituito il prestito, l’eventuale sopravanzo.
«Ci avvaliamo di una casa d’asta collegata alla Dorotheum di Vienna, una delle più grandi d’Europa – prosegue Steger – . Comprendiamo come, in molti casi, dietro a quei beni si nascondano dei legami affettivi da parte dei possessori».
L’identikit
Assodato che la durata media della polizza è tre mesi, Steger traccia l’identikit prevalente della clientela.
«Sono donne di circa 50 anni – analizza uno dei vertici di Affide – .Una rilevazione spiegabile con il fatto che siano proprio i gioielli e le pietre preziose tra i maggiori beni che arrivano nelle filiali. Abbiamo notato che alcuni clienti, dopo aver completato una prima operazione, riconosco l’utilità di tale credito e ritornano per effettuarne altre. I nostri caveau, per esempio, vengono pure usufruiti pure da soggetti che lasciano, durante le vacanze, i loro preziosi per poi riprenderli dopo un paio di mesi. Stiamo venendo incontro alla clientela con iniziative come il prestito sociale offrendo prezzi agevolati a chi ne ha maggiormente bisogno. Da pochi mesi, inoltre, è attiva “Valutazione gratuita”, un servizio che consente a una persona di venire nella nostra sede e di farsi esaminare senza impegno, con annessa stima del valore, il bene».
Il prestito
Differenze nei limiti temporali nel riscatto della polizia si verificano in base all’importo del prestito.
«Se è leggermente superiore ai 1.000 euro, il tetto entro cui è possibile rinnovare può arrivare a un massimo di sei anni- chiosa Steger – . Per le polizze con un ammontare più alto, allora i limiti scendono a tre anni».l
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